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La soglia

Da Foscasensi @foscasensi

È un inizio, perciò ha senso vegliare la soglia. Per quel che posso sentire, quest'anno per me la promessa era già arrivata notti fa, ma va bene che le persone abbiano un momento dato di comune accordo. È la notte di passaggio, quella in cui il culmine vuol dire già qualcos'altro. Ci sono tante cose, come il gatto randagio che si accoccola sulle scale e piange la casa come fosse la propria. Gli oggetti inquieti. La corda della campana che dondola nel buio e l'aria che sa di pino, col suo sale leggero. Ho poi un ricordo diverso da quelli possibili per stretta biologia, in cui tengo la gola sul legno. Alcune cuciture premono sulla parte tenera del ginocchio, finché cala un peso e si porta il rumore del giovane melo scosciato. Sta per arrivare l'onda, il tentativo del corpo di incarnare un dolore proporzionato all'offesa, e me ne sento commuovere, ma subito quella possibilità si spegne. Il sangue, mi chiedo, perché non arriva, né fumante né freddo quando cade copioso nell'aria? Nel frattempo la coscienza si ritira forse alle dimensioni di un grosso cespo di foglie. ho intorno alte pareti di vimini. Di sbieco il cielo, pieno di sole. Forse vola un uccello, ma tutto scolora.


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