La storia delle fotografie false di Nessie, il mostro di Loch Ness

Creato il 18 aprile 2013 da Alessiamocci

Del mostro di Loch Ness hanno parlato tutti. Soprannominato anche Nessie, rappresenta una creatura leggendaria che vivrebbe appunto nel Loch Ness, un lago della Scozia.

Non esiste nessuna prova della sua esistenza, ed alcune foto che lo ritrarrebbero, in seguito sono dimostrate essere false oppure non particolarmente significative dal punto di vista scientifico.

Numerosi sono gli avvistamenti, di quello che è probabilmente il mostro più famoso del mondo. In questo articolo, vogliamo analizzare un episodio curioso e, probabilmente poco conosciuto, che ha suscitato simpatia, riuscendo, senza dubbio, a strapparci un sorriso.

La storia di Nessie nasce nel lontano marzo del 1933, quando fra gli abitanti dei villaggi scozzesi pare “risvegliarsi” la leggenda tramandata fin dal 665 dopo Cristo. Nel lago vivrebbe un essere enorme e misterioso, avvistato da alcuni albergatori della zona.

Per scoprire se la storia possa avere fondamento di realtà, qualche mese dopo, il giornale inglese Daily Mail ingaggia un famoso esploratore, dallo stravagante nome di Marmaduke Wetherell. Pieno di entusiasmo, egli si precipita in Scozia e, in soli tre giorni, riesce nella straordinaria impresa di fotografare le orme del mostro.

Si tratta di due impronte chiarissime, del diametro di una ventina di centimetri, che potrebbero essere state lasciate soltanto da un animale alto almeno 6 metri. E così, il 18 dicembre, il Daily Mail pubblica in prima pagina la grande notizia. “Il mostro di Loch Ness è una realtà, non una leggenda!”.

Incauta affermazione! Neppure una settimana dopo, il Museo londinese di Storia Naturale, a cui erano stati inviati i calchi delle impronte, comunica che le suddette non hanno nulla a che vedere con mostri, ma sono state lasciate da zoccoli essiccati di ippopotamo, che, a quei tempi, erano usati come sostegno per gli ombrelloni da spiaggia.

Per il povero Marmaduke è uno smacco terribile. La “riabilitazione” però è vicina : tre mesi dopo, un medico londinese Robert Wilson, consegna al Daily Mail una prova inconfutabile. Si tratta della storica foto in cui dalla superficie del lago emerge il collo lunghissimo di una specie di sauro preistorico.

Egli dice di averla scattata per caso, e per questo l’immagine appare poco chiara. Ma tanto basta per far nascere ufficialmente il mito di Nessie. Da quel giorno il lago non ha più avuto pace.

Curiosi, scienziati, si sono avvicendati sulle sue rive per trovare altre prove dell’esistenza del mostro. Sonar, palombari, sommergibili e scandagli hanno percorso in lungo e in largo le misteriose acque, ma, ogni volta, Nessie si è fatto beffa di tutto.

Qualche volta è apparsa ancora qualche immagine poco nitida, oppure il mostro è spuntato in mezzo al lago nelle sere nebbiose, ma nessuno è mai riuscito a riportare qualche prova concreta ed inconfutabile della sua esistenza.

Né, probabilmente, mai ci riuscirà. Sì, perché l’ultimo discendente di Marmaduke, il figliastro Christian Spurling, scomparso a 90 anni nel novembre del 1993, prima di morire ha confessato che la famosa foto di Nessie era un trucco.

Il mostro altro non era che un sottomarino giocattolo, a cui era stato incollato un collo serpentino fatto di pasta di legno ! Lo scherzo era stato ideato da Marmaduke stesso, per vendicarsi di coloro che, a suo tempo, avevano riso delle sue impronte.

Written by Cristina Biolcati


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