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La strana coppia

Creato il 14 gennaio 2018 da Houssymovies2punto0 @h0ussy

LA STRANA COPPIA

Fare teatro è difficile. Non che non lo possano fare tutti, anzi io ne sono un esempio, ma far teatro significa sacrificio, significa cioè donarsi interamente ad un personaggio, ad una serie di battute, alla visione della regista e soprattutto donarsi al gruppo di eroi che condivide il palco con te. Fare teatro quindi a mio modo di vedere è un dono, è dare tanto e ricevere in cambio un universo intero, fatto di speranze, sogni, sorrisi, lacrime, abbracci e pezzi di vita altrui. Pur facendo parte dello spettacolo recensito tra queste righe, il vostro affezionato, questa volta, ha goduto di una posizione privilegiata, potendo così ammirare e perdersi nelle performance delle proprie compagne di avventura. La strana coppia è uno spettacolo che ha il coraggio di tradire pesantemente il testo originale da cui è tratto, e se nel copione scritto da Neil Simon, poi divenuto un celeberrimo film nel 1968, si raccontava l’impossibilità di due uomini di vivere senza una moglie, qui Barbara Silvani ribalta completamente il punto di vista e riesce a mettere in scena una storia di due donne che riescono finalmente a vivere sole, ritrovando se stesse, attraverso l’amicizia e l’accettazione di se. Poter vedere, sentire e provare tutto questo attraverso i gesti, gli sguardi e le parole di un gruppo di attrici straordinarie, come quelle che sono andate in scena ieri sera, è stato per me un vero privilegio. Il copione riscritto da Barbara colpisce al cuore e stimola il cervello, regalandoci idee e motivazione, ma le due straordinarie protagoniste che lo hanno fatto proprio, adattandolo alla propria sensibilità e calzando quei panni con incoscienza e commozione, sono state un vero e proprio miracolo. Da uomo quale sono, posso solo sfiorare la superficie del messaggio di profonda solidarietà femminile e necessario riscatto, che domina in ogni parola scritta dall’autrice, eppure in quelle parole mi sono perso, riconosciuto e commosso, ritrovandomi parte di un sentimento potente e trascinante, in un moto di gioia, accettazione e profonda libertà. La strana coppia conclude un percorso durato un anno intero, un anno in cui abbiamo visto succedere molte cose: abbiamo sperato e condiviso, creduto e sognato, ci siamo toccati, abbracciati e stropicciati, siamo caduti, ci siamo tesi una mano e ci siamo rialzati più forti e uniti di prima, qualcuno si è dovuto allontanare,  eppure è rimasto sempre con noi, pronto a ritornare, attaccato a quel cordone ombelicale impossibile da spezzare che si chiama GRUPPO. Grazie, grazie, grazie a tutti, per un anno stupendo, vissuto a contatto con voi, con la vostra grandissima forza e bellezza, che ve ne rendiate conto oppure no, siamo tutti bellissimi.

Il vostro affezionatissimo cugino Piccione.


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