la teiera boema

Da Foscasensi @foscasensi

L'acqua bolle; in centro tavola dieci fette biscottate il coltello a punta tonda e un grumo di marmellata rossa lampone sul piatto di porcellana. Di certo il sole non è sorto, Mamma si è alzata ha pulito le mani nella veste da camera scosso le briciole è rientrata in tinello e ora versa l'acqua nella teiera, boema, che ho portato dal mio ultimo viaggio.

Tiro su due pigne dalla sacca le accendo e quando crepitano dispongo una pira di legna. Il cane mi annusa poi torna da mamma che gli dà altre fette biscottate. Il fuoco nel camino adesso è alto e fa caldo, Mamma non parla come succede le altre mattine e quando lo fa mi rimprovera il fatto che voglio cambiare paese.

- Non capisco Fosca
- Cosa c'è da capire, Mamma.
- Credi a tutto quello che ti raccontano. Sei ingenua. E sciocca. Hai fatto una vacanza di tre giorni e ora vorresti lasciare il paese. Come pensi di cavartela se te ne vai.
- Non saprei, credo lavorando.
- E non puoi lavorare qui, immagino. Anzi direi proprio di no, qui non lavori mai.
- Mamma, tu non sai com'è fuori.
- Tu non sai, tu non sai: che ne sai tu di quello che so io. Perché mi vedi qui, perché abitiamo in campagna credi che non abbia mai visto il mondo?
- È stato prima che nascessi. Sono passati molti anni.
- Sì, sono passati molti anni. Inizi a essere vecchia e senza un uomo presto diventerai brutta. Dovresti sistemarti anziché perdere altro tempo.

Mamma spalma la marmellata rossa lampone su una fetta biscottata, il cane guarda e aspetta, mentre aspetta cola una bava bianca lucente, come un albume, dal mento peloso. Mi alzo. Prima avevo raccolto la cenere dal camino e l'avevo versata nel secchio, dopo la spargerò fuori ai piedi degli olivi. Il sole non è sorto.


fosca sensi si pettina. o così si immagina


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