La Teoria dell’Apprendimento

Da Psychomer
By
Matteo Radavelli
ottobre 7, 2010Posted in: psicologia

L’apprendimento si definisce come un processo che, in seguito all’esperienza, produce un cambiamento stabile nella capacità di operare del soggetto. Va distinto da tendenze innate, istinti e maturazione spontanea e permette l’adattamento dell’individuo all’ambiente. C’è apprendimento quando un individuo manifesta un nuovo comportamento, semplice o complesso, che prima non esisteva e che si mantiene nel tempo.

Le teorie classiche sull’apprendimento si sono sviluppate precedentemente in ambito comportamentista.

L’apprendimento associativo, di cui fanno parte il condizionamento classico e quello operante è caratterizzato da due importanti leggi: quella di generalizzazione che consiste nella capacità di mostrare risposte di situazioni familiari a situazioni nuove e quella di discriminazione che consiste nel processo complementare di risposta alle differenze.

Il condizionamento classico è stato dimostrato da Pavlov tramite il celebre esperimento sulla salivazione canina. L’autore ha prima presentato all’animale uno stimolo neutro (luce) non in grado di produrre un aumento della salivazione; successivamente ha presentato uno stimolo incondizionato (cibo) in grado, invece, di aumentare la salivazione del cane. Dopo una serie di ripetizioni Pavlov notò che il cane iniziava a salivare con la sola presentazione della luce. Da questo ne dedusse che il comportamento è determinato da una serie di risposte apprese tramite il condizionamento.

Questo comportamento rispondente descrive però solo una parte della vastità e complessità del comportamento umano: nella maggior parte dei casi esso è dato dal continuo e incessante meccanismo di trasformazione e modificazione che gli esseri viventi agiscono sull’ambiente e viceversa.

Thorndike prima e Skinner poi si concentrarono proprio sul rapporto tra il comportamento e le sue conseguenze sull’ambiente. Il primo dimostrando che nel corso delle varie prove c’era mano a mano una riduzione significativa delle attività inutili al raggiungimento dell’obiettivo ed un incremento delle risposte direttamente corrette, il secondo analizzando il concetto di condizionamento operante.

Skinner definisce il condizionamento di Pavlov “rispondente” poiché generato da stimoli conosciuti, mentre il suo “operante” poiché comprende tutte le risposte emesse liberamente ed indipendentemente da stimoli identificabili che si rinforzano o indeboliscono in base alle conseguenze generate.

Le conseguenze dell’azione sono appunto chiamate rinforzi; possono essere positivi, laddove fissano risposte corrette o viceversa rimuovono o portano ad evitare quelle errate, oppurre, nel caso contrario negativi.

Dapprima il condizionamento classico, basato esclusivamente sul paradigma stimolo-risposta e successivamente quello operante, basato solo sulle risposte emesse, non hanno fornito un quadro completamente esaustivo. In tale ottica va necessariamente considerato anche l’apprendimento cognitivo, per il quale la soluzione di un problema non si raggiunge tramite prove ed errori, ma attraverso la comprensione della struttura portante di una complessità.

Tolman mostrò come possa esserci apprendimento anche in assenza di rinforzo e la differenza tra apprendimento e prestazione tramite l’esperimento dei tre gruppi di topi in un labirinto; Kohler dimostrò l’apprendimento per “insight”, così chiamato perché caratterizzato da una soluzione che sembra prospettarsi improvvisamente, tramite lo studio del suo scimpanzé Sultano e Bandura, coniando il termine “modellamento”, spiegò l’apprendimento che entra in gioco quando il comportamento di un organismo che osserva si modifica in funzione del comportamento di un altro organismo che ha il ruolo di modello. Partendo da questo punto Bandura definì il concetto di “Self-efficacy”, coniugando i principi della tradizione comportamentale con quelli di derivazione congnitivista.

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Matteo: ciao, sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia. Attualmente vivo e lavoro a Milano. Puoi vedere il mio profilo completo nella pagina "chi siamo" o contattarmi personalmente: Email: matteo.radavelli@yahoo.it Sito personale: www.psicologomonzaebrianza.it