La top 10 delle opere dell'Antica Grecia!

Creato il 28 novembre 2014 da Artesplorando @artesplorando

Sono cosciente di dedicare poco spazio all'arte classica in questo blog. Cerco quindi di fare ammenda! Ecco un articolo del Guardian (scritto da Jonathan Jones) che vi propongo tradotto di seguito, il quale ci presenta una top-ten delle più belle e rappresentative opere dell'arte greca-antica!
  • Guerriero caduto, dal Tempio di Aphaia (c 480-470 a.C.). C'è un tragico pathos in questa possente scultura di eroe morente, proveniente da un tempio sull'isola greca di Egina. La tragedia è un concetto greco. Le tragedie di Sofocle, Euripide ed Eschilo vengono ancora eseguite. Questa statua mostra un uomo forte, eroico, caduto e al suo ultimo respiro.

Scultura di un guerriero caduto, dal tempio di Aphaia a Egina

  • L'altare di Pergamo (180-160 a.C.). L'arte classica greca è cambiata rapidamente, anche a causa delle guerre e delle trasformazioni che attraversarono la Grecia stessa. In quella che viene chiamata l'età ellenistica, l'arte è diventata molto più emotiva, sensuale e teatrale. Le sculture furiose sull'altare di Pergamo - che può essere visto nel museo di Berlino - sono piene di passione e dramma psicologico.

Altare di Pergamo. Atena contro il gigante Alcioneo

  • I bronzi di Riace (460-420 a.C.). Queste enormi statue trovate nel mare al largo del sud Italia nel 1972 sono molto importanti perché sopravvivono poche statue di bronzo, greche, originali. La maggior parte dei nudi classici nei musei sono stati scolpiti nel marmo in epoca romana, come riproduzioni degli originali in bronzo. Qui vediamo la vera maestosità dell'arte greca nella sua età classica, databile al V secolo a.C.

Uno dei due Bronzi di Riace: il Guerriero

  • Dee del frontone est del Partenone (c 438-432 a.C.). Sedute e reclinate in maniera molto aggraziata, queste dee scolpite nel marmo per il Partenone di Atene, sono tra le più belle e misteriose forme umane mai create dall'uomo. L'artista realizza con gran maestria i teli che ricoprono i loro corpi, come fossero veri. Indumenti analoghi, riccamente strutturati, li ritroveremo dipinti da Leonardo da Vinci, un millennio più tardi. Queste sono dee da sogno.

Tre dee dal frontone est del Partenone

  • Metope del Partenone (c 447-438 a.C.). La violenza è un tema ricorrente per gli antichi artisti  greci. Cresciuti con il mito della guerra di Troia e sperimentando la realtà delle guerre con la Persia e tra le città greche stesse, gli artisti classici trovato nuovi modi per mostrare il conflitto. Questa lotta umana contro un centauro, scolpita per il Partenone di Atene, è sorprendentemente vera, per i suoi dettagli e per l'energia dinamica che sprigiona.

Metopa dal Partenone, battaglia tra Centauri e Lapiti

  • Statua di Zeus o Poseidone (c 470 a.C.). Questa maestosa  statua di bronzo, che si trovava sul fondo del mare della Grecia, trasmette tutta la magia della mitologia greca. Il dio - probabilmente Zeus, signore dell'Olimpo - è colto nell'atto di scagliare un fulmine. Il suo corpo è carico di potere divino, e tuttavia, si tratta di un corpo umano, né colossale né etereo, ma lo specchio di noi stessi. Gli dei greci sono umani, troppo umani, e i loro litigi causano le guerre e il dolore del mondo.

Una scultura in bronzo del dio Zeus, o Poseidone

  • Il vaso Siren (480-470 a.C.). Nell'Odissea di Omero, uno dei poemi epici, fondatori della letteratura greca, Ulisse desidera ardentemente sentire la canzone seducente, ma pericolosa delle sirene che attirano i marinai verso la morte. Quindi tutto il suo equipaggio si tappa le orecchie, e Odisseo viene fissato ad un palo. Questa potente pittura vascolare cattura la tensione, Ulisse si divincola dalle corde che lo legano, tutto il suo corpo è agonizzante, la testa sollevata in ascolto, rapita dal canto delle sirene.

Il vaso Siren

  • L'auriga Mozia (c 350 a.C.). Questa è una delle statue greche più sorprendenti arrivate a noi, perchè molto rivela, sulla carica erotica del nudo greco. Questo giovane non è tecnicamente nudo, ma indossa un abito aderente che invece di nascondere il suo corpo, sottolinea ogni contorno. Le statue greche sono ritratti di bellezza umana, destinate ad essere eccitanti e nobili. Questo atleta si pone come un trionfo di sensualità.

L'auriga Mozia

  • Coppa di Exekias (c 540 a.C.). Dioniso, dio del vino e della follia, qui è sulla sua barca a vela, circondato da delfini. Parte del fascino dell'arte greca è che i suoi temi sono stati ripresi dagli artisti nel corso dei secoli, così come venivano continuamente riscoperti i miti di questa cultura passata. Quindi, questa immagine di Dioniso può essere confrontata con le successive rappresentazioni del dio del vino di Tiziano, Michelangelo, o Cy Twombly.

coppa di exekias

  • Maschera di Agamennone (1550-1500 a.C.). Quando l'archeologo Heinrich Schliemann scoprì questa maschera d'oro a Micene nel 1876, non aveva dubbi sul fatto che dovesse essere la maschera mortuaria di Agamennone, il re che guidò i greci nella guerra di Troia, solo per essere assassinato al suo ritorno a casa. Naturalmente non ci sono prove di ciò, ma è uno dei volti più interessanti e caratteristici dall'arte greca.

Agamennone, re di Micene. Maschera funeraria d'oro



Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :