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"La truffa dei Logan" di Steven Soderbergh

Creato il 18 luglio 2018 da Stories2358

Titolo: La truffa dei Logan

Titolo originale: Logan Lucky

Un film di Steven Soderbergh con Channing Tatum, Adam Driver, Daniel Craig, Riley Keough

Ambientazione: Stati Uniti

West Virginia, profondo immaginario comune degli Stati Uniti lontani dalle più scintillanti e ammiccanti coste oceaniche. Tra strade polverose e odore di sudore e benzina, i fratelli Logan con le loro disgrazie tramandano la temibile maledizione che sembra incombere sulla loro famiglia tra ferite di guerra e problemi al portafogli e sul lavoro. Una popolarissima gara automobilistica, tuttavia, potrebbe cambiare radicalmente il loro futuro: la rapina del secolo è servita. I preparativi e le pedine in gioco sapranno aggiungere pepe all'intera ricetta!

Steven Soderbergh è tornato! Un momento: è mai veramente sparito dalle scene? Teoricamente il ritiro era fissato nel 2011 ma dopo quella data si possono contare ben 4 lavori. Insomma, il richiamo della regia e del set è riuscito (fortunatamente!) a far tornare sui suoi passi l'esuberante regista di Atlanta. La truffa dei Logan segna il suo ufficiale ritorno sul grande schermo con un genere a lui molto caro, l'heist movie che quasi due decenni fa aveva consacrato la sua carriera con titoli come Out of Sight e Ocean's Eleven. Proprio quest'ultimo sembra essere il punto di partenza della nuova fatica cinematografica, uno spunto narrativo da fare a pezzi e ricostruire a immagine e somiglianza dei tempi più recenti.

In molti l'hanno definito l'Ocean's Eleven del post 11 settembre. Sì, l'etichetta gli si addice alla perfezione proprio perchè questo film è diametralmente opposto all'acuto divertissement del 2001. Soderbergh, ala regia, al montaggio, alla fotografia e, con grande probabilità, anche dietro alla truffa del falso nome alla sceneggiatura, gioca con la sua iconografia, stravolgendola, portandola agli estremi opposti e rivalutandola. Gli eleganti completi firmati rimangono nell'armadio e al loro posto dominano tute lacere, jeans imbrattati, cappellini sportivi e t-shirt sgualcite. Daniel Craig incarna la trasformazione: da altezzosa spia al servizio di Sua Maestà ad esperto scassinatore galeotto il passo non è breve ma ammirevole. Si cammina, allora, tra la gente comune e gli americani medi, si riflette tra i banconi di cupi bar dove si servono amari a base di aspettative deluse e sogni infranti.

Con il tocco frizzante che contraddistingue il regista e con una punta di sarcasmo che non guasta, il cast inedito, motivato e più che convincente dona vita ad una storia divertente e surreale che confonde le carte in gioco, mettendo sottilmente in discussione obiettivi e virtù dei protagonisti. Moderni Robin Hood o semplici uomini disperati disposti a tutto? E' il paradosso di un intero paese devoto ai suoi rassicuranti stereotipi e alle sue trumpiane contraddizioni. C'è divertimento, c'è la battuta giusta al momento giusto e sì, c'è anche la riflessione più impegnata ma non per questa invadente. Non semplice trovare l'armonia e la marcia giusta ma un insieme di interpreti e figure tecniche brillanti riesce a rendere tutto il progetto validissimo e, soprattutto, efficace nella sua scanzonata e pungente messa in scena.


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