Magazine Diario personale

La tua camicia

Da Silvia

La tua camicia
Ti prenderei piano i lobi delle orecchie ma forse non così piano.
Parlerei a lungo di tutto quello che non sai o che non hai mai saputo o che non hai mai voluto sapere.
Passerei le mani aperte sul tuo viso lentamente, a prendere tutte e due le parti, in modo da costringerti a chiudere gli occhi.
Quando avrai gli occhi chiusi ti carezzerei le palpebre e le bacerei tutte.
Tanti baci lunghi senza fretta, ognuno con un senso: uno per quello che siamo stati, uno per la rabbia, uno per l'amore, uno per il desiderio, uno per la delusione, uno per la distanza, uno per l'appartenenza, uno perchè tanto non cambia niente.
Ti sbottonerei la camicia, e mi posizionerei per prendermi tutto l'odore che non ricordo più, lo inalerei nel profondo per riempirmene ancora la gola ed i polmoni.
Con il collo libero dal tessuto della camicia, potrei soffiarci sopra il mio alito caldo, la mia attesa, la mia voglia di te.
Carezzerei anche il tuo collo come ho fatto con il tuo viso le tue guance le tue palpebre, e mi chinerei più vicina per continuare ad aprirti la camicia, a liberare il tuo corpo per prendermi il tuo calore, la fine della distanza, per riafferrare il tuo mondo e spalancarlo ancora ai miei occhi.
Vedrei il tuo petto e la direzione dei tuoi peli, passerei la mano sui tuoi capezzoli e ne assaggerei l'emozione, mordicchierei i tuoi brividi turgidi e cercherei di mangiarne un pò per saziare la mia fame.
Sfilerei la tua camicia e ti lascerei nudo davanti ai miei occhi ed alle mie mani, mi allontanerei per guardarti, per godermi il tempo distante, sapendo che potrò raggiungerti fra poco, fra pochissimo.
Ti vedrei sorridere scemo che non sei altro, perchè saresti felice di avermi ancora addosso.
Guarderei la tua cintura limitare il tuo ventre, i tuoi fianchi, fisserei il bottone del tuo pantalone e la chiusura lampo, mi farei di nuovo sotto di te, e slaccerei ogni blocco, forzerei ogni resistenza, del tessuto e del cuore.
Da lontano saggerei la temperatura del tuo corpo, ma una volta che mi sarai contro la pelle, scoprirei che non avevo indovinato, il tuo calore mi stupirebbe ancora una volta e ti condurrei dentro me con tutta la foga e tutto l'amore di cui sono capace.
Con te, di nuovo noi, sarebbe il pensiero di ogni tuo affondo nella mia anima, e ti lascerei passare, e ti spalancherei tutti i miei sensi e ti lascerei prendere come sempre.
Arriverei alla fine del nostro spasmo negato, con la voglia pazza di raccontarci ancora, sdraiati uno contro l'altra, in quelle opere d'arte che diventavamo ogni volta nudi e scompigliati dall'amore.
Amore mio poi, ti aiuterei ad infilare la tua camicia immaginando la prossima che ti regalerò dentro la mansardina di noi due.


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