La veglia non svanisce come svaniscono i sogni.Nessun brusio, nessun campanellola scaccia,nessun grido né fracassopuò strapparci da essa.Torbide e ambiguesono le immagini nei sogni,il che può spiegarsiin molti modi.Veglia significa vegliaed è un enigma maggiore.Per i sogni ci sono chiavi.La veglia si apre da solae non si lascia sbarrare.Da essa si spargonodiplomi e stelle,cadono giù farfallee anime di ferri vecchida stiro,berretti senza testae cocci di nuvole.Ne vien fuori un rebusirrisolvibile.Senza di noi non ci sarebbero sogni.Quello senza cui non ci sarebbe vegliaè ancora sconosciuto,ma il prodotto della sua insonniasi comunica a chiunquesi risvegli.Non i sogni sono folli,folle è la veglia,non fosse che per l’ostinazionecon cui si aggrappaal corso degli eventi.Nei sogni vive ancorachi ci è morto da poco,vi gode perfino di buona salutee di ritrovata giovinezza.La veglia depone davanti a noiil suo corpo senza vita.La veglia non arretra di un passo.La fugacità dei sogni fa sìche la memoria se li scrolli di dosso facilmente.La veglia non deve temere l’oblio.E’ un osso duro.Ci sta sul groppone,ci pesa sul cuore,sbarra il passo.Non le si può sfuggire,perché ci accompagna in ogni fuga.E non c’è stazionelungo il nostro viaggiodove non ci aspetti.(Wislawa Szymborska)