La ‘povna si è imbattuta in un racconto breve, surreale, eppure deliziosamente realistico, che parla di scenari di futuri alternativi in margine al papale gran rifiuto. Poiché si legge rapidamente, ma fa riflettere a lungo, decide di parlarne al venerdì del libro, per consigliarlo caldamente. A poco prezzo, come e-book, si scarica da qui.
E’ un divertissement. Ma (dunque) un divertissement ironico e intelligente, questo di Tarabbia. Che, giocando sul famoso refuso diffuso nel primo testo del comunicato stampa che conteneva il discorso di addio di Ratzinger (die 28 februarii MMXIII, hora 29), costruisce una brevissima distopia (o utopia?) politica su quello che, già a suo tempo, la ‘povna aveva definito “il complesso di Bertha Mason” (i.e. il problema della pazza in soffitta). Protagonista: il nuovo papa succeduto a Ratzinger, che ascende al soglio con il nome di Martino (VI). Il testo – raccontato dalla prospettiva esterna ridotta di quello che si immagina l’aiutante di Martino (il nuovo padre Georg, volendo) – gioca tutto sulla moltitudine di visioni, significati, scenari che evoca la presenza di non uno, ma due papi in Vaticano, andando a stilare l’elenco delle possibili ragioni di una scelta che a Tarabbia pare innanzi tutto politica, che fa agio sulle doti (quando sono al loro meglio, occulte) di Ratzinger come grande burattinaio.
Non vero, certo. Ma senza dubbio verosimile. Un racconto brevissimo che si legge nello spazio di una porzione minima di pomeriggio. Ma che tuttavia ha il merito di riportare l’attenzione – al di là della grande opera di comunicazione così sapientemente mediatica posta in atto da Francesco – sulla ragion di Stato come ragione eminente di ogni azione, secolare o spirituale (ma è poi davvero possibile una differenza?) della Chiesa.