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La Virtus cala il tris

Creato il 27 marzo 2019 da Ilnazionale @ilNazionale

Uno dei più apprezzati scrittori americani dell’ottocento, conosciuto con lo pseudonimo di Josh Billings, sosteneva che «nella vita non è importante avere buone carte, ma saper giocare bene quelle che si hanno.» Il tris calato dalla Virtus Verona nella netta vittoria sul Rimini, che fa il paio a quello di vittorie consecutive, è da interpretare in tal senso.

Nei saloon del vecchio west funzionava un po’ come nella serie C nostrana. Conoscere molto bene il gioco delle carte e l’uso della Colt erano una garanzia di sopravvivenza. Gigi Fresco è notoriamente uomo saggio: nel momento più delicato della stagione ha dimostrato di saper stare al tavolo con avversari avvezzi a certe sfide da Ok Corral. Anzi, dalle parti di Borgo Venezia mai come adesso il gruzzolo sul piatto è stato così ricco.

Le carte nel mazzo

Domenica scorsa, prima del calcio d’inizio, nella parte bassa della classifica del girone B della serie C la graduatoria allineava virtualmente dieci squadre in tre punti. In un torneo così equilibrato, nel momento cruciale della stagione, lucidità, organizzazione e affiatamento del gruppo sono carte determinanti. Quelle pescate dal mazzo virtussino in queste ultime sei settimane hanno consentito prima di riagganciare poi di superare le ultime della classe. Con una logica conseguenza in termini di crescita di fiducia e autostima. A sei gare dal termine della stagione non si poteva chiedere di meglio.

L’un-due-tre ai danni dei malcapitati – e per certi versi sconcertanti – romagnoli ha riassunto meglio di qualsiasi commento il cambio di passo e il grado di consapevolezza raggiunto da Danti e soci. Non a caso, dopo una rincorsa durata trentadue partite, da domenica sono per la prima volta fuori dalla zona a rischio. Sei mesi in cui le tante pacche sulle spalle rischiavano di formare un callo e la ricerca di una quadratura efficace si è spesso scontrata con punteggi amari.

Effetto rimbalzo

Restare in immersione può snervare chiunque. La sconfitta casalinga con il Renate a metà febbraio, che poteva diventare letale, ha invece segnato il punto di svolta. L’unica gara realmente toppata dalla formazione di Fresco in questa stagione era apparsa figlia più della delusione per le potenzialità inespresse che di reali difficoltà tecniche. Una débâcle che, riletta a posteriori, si potrebbe definire salutare. Precipitata all’ultimo posto, la Virtus da quella sconfitta al Gavagnin si è definitivamente compattata. Con un effetto rimbalzo che ha consentito di ottenere la bellezza di quattordici punti in sei gare.

La Virtus cala il tris
a fase di Virtus-Rimini

Nel frattempo, il lavoro di cesello sul piano tattico ha consentito di individuare un assetto – il 3-4-1-2 – ideale a garantire solidità ed equilibrio. Se è vero che il tecnico rossoblù non ha mai rinunciato a ruotare i giocatori a disposizione, dopo una lunga fase di fine tuning una sorta di formazione base sembra al momento essere ben delineata.

Da Giacomel a Danti

Il rientro definitivo di Giacomel tra i pali ha conferito stabilità ad un reparto che beneficia appieno dell’esperienza di Sirignano, elemento a cui oggi difficilmente la Virtus può prescindere, sia sul piano tecnico che caratteriale. Dall’altro lato del campo, nel mazzo delle punte nel corso dei mesi Fresco e Fioretto hanno riletto la fase offensiva puntando su una coppia efficace quanto inattesa.

Agilità e tecnica sono le parole chiave. Il settore offensivo si è trasformato in un reparto tascabile di difficile decodificazione per le difese avversarie. Il bomber Danti ha trovato giovamento nella rivisitazione della posizione più accentrata di Ferrara. Inoltre, alle loro spalle il flusso del gioco è stato enfatizzato dalla collocazione di Grbac. Nella modalità trequartista il ragazzo di Pola sembra valorizzare al massimo la propria creatività.

L’apporto dei nuovi

Al revival rossoblù un contributo non secondario è arrivato dagli innesti del mercato di gennaio. Una serie di jolly pescati non a caso che hanno permesso di dare la spinta giusta ad un gruppo che nel frattempo stava maturando.

Su tutti, Giorico: lo “Xavi” in salsa virtussina è l’uomo su cui oggi poggia una linea mediana cresciuta in maniera esponenziale anche grazie all’inserimento di Onescu e Manfrin, giocatori di sostanza sulle linee esterne. Col primo a far legna e il secondo a segnar pure gol – e che gol – da fotografia che sublimano il periodo positivo di un gruppo che finalmente può guardare avanti con prospettive differenti.

Il campionato, parliamoci chiaro, ha tutta l’aria di restare equilibratissimo fino alla fine. Quel che conta per la truppa di Gigi Fresco è sapere di avere in mano le carte in regola per arrivare all’obbiettivo.

(foto per gentile concessione Virtus Verona / Liborio)

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