La vita di Paolina Borghese

Creato il 21 novembre 2010 da Filippocanali
Ecco cosa ne pensava di Paolina Borghese, Victor Hugo nel settimo capitolo de "l'origine del Can Can-ossia i delitti e le origie della famiglia Bonaparte": Paolina Bonaparte appena quattordicenne, cominciò a prostituirsi e continuò lungamente simile vita sotto gli occhi della madre sua; malgrado gli eccessi a cui abbandonavasi mantenne la freschezza delle sue carni, e conservò la bellezza del suo volto. Lo spirito era uno degli ornamenti di questa donna e possedeva il secreto di tenere allegra la più numerosa brigata. Dopo la morte del generale Leclerc tornò da S. Domingo; gli sfaccendati andavano in estasi alla vista della nuova Artemisia che accompagnava gli avanzi del di lei sposo. Ignoravano essi che in cambio del cadavere del generale, quel feretro, oggetto elle di lei cure pietose, conteneva i diamanti e le ricchezze rubate durante la spedizione; fu calcolato ascendesse a sette milioni la porzione toccatale nel saccheggio di S. Domingo. Innamorata di Cristoforo il Negro, luogotenente di Ognissanti, la nostra Messalina lo lasciava sovente estenuato di forze sul di lei letto voluttuoso. Non eravi chi ignorasse i suoi legami schifosamente incestuosi con l'imperatore; essa stessa non li negava. Napoleone quindi la dette in moglie a Borghese, principe rovinato, ed il principato di Guastalla fu il regalo di nozze". E la villa Paolina di Sesto Fiorentino avrebbe dovuto accogliere i due sposini ma sembra che la Paolina mai vi abbia neppure messo piede, o al limite che si sia limitata solo a farvi visita. Per par condicio riportiamo anche quello che dice Wikipedia di Maria Paola Bonaparte, conosciuta semplicemente come Paolina Bonaparte (Ajaccio, 20 ottobre 1780 – Villa Fabbricotti, 9 giugno 1825). Era figlia di Carlo Maria Bonaparte e di Letizia Ramolino. Sorella prediletta da Napoleone, lei stessa fu sempre molto affezionata al celebre fratello maggiore.
Donna di documentata bellezza e fascino, sposò nel 1797 il generale Victor Emanuel Leclerc, amico di Napoleone, di cui rimase vedova nel 1802. L'anno successivo, su richiesta del fratello Napoleone, sposò un personaggio la cui famiglia faceva parte dell'antica nobiltà romana, il principe Camillo Borghese, di cinque anni più anziano di lei.
Piuttosto irrequieta, amante dello sfarzo e della vita di corte, fece molto parlare di sé a causa del suo comportamento anticonformista, come ad esempio posare nuda, nel 1805, per essere immortalata da Antonio Canova nella celebre statua di Venere vincitrice.
Divenne duchessa di Guastalla nel 1806 e risiedette a Torino, città che non amò mai, ritenendola fredda e provinciale, in quanto il marito era stato nominato governatore dei dipartimenti francesi in Italia. Ebbe come damigella d'onore la coetanea Adele de Sellon, madre di Camillo Benso di Cavour, cui fu molto affezionata[2] e del cui figlio, futuro statista, fu madrina di battesimo.
Morì nel 1825 a causa di una malattia tropicale cronica contratta a Santo Domingo, dove aveva accompagnato il primo marito.

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