La vitamina D riduce il rischio cancro, ma solo se i livelli sono adeguati

Creato il 08 marzo 2011 da Estropico

Per alcuni il futuro non e' solo il tema di affascinanti discussioni, ma un qualcosa che vogliamo vedere e vivere di persona. E non solo il futuro prossimo (il 2020 o il 2030), ma il futuro profondo (la fine di questo XXI secolo e oltre). Il problema e' che non siamo bimbetti appena nati, dotati di aspettative di vita in certi casi intorno ai 100 anni, e quindi e' indispensabile prendersi cura di quella incredibile ma imperfetta 'macchina' che e' il nostro organismo. Esercizio fisico, alimentazione, integratori alimentari, ormoni e medicinali sono gli strumenti oggi a nostra disposizione (un insieme di approcci che ho battezzato 'longevismo pratico') e rappresentano il primo dei tre ponti kurzweilliani verso aspettative di vita illimitate.
Un'autentica superpotenza del longevismo pratico e' l'umile vitamina D. Negli ultimi tre-quattro anni, sono stati prodotti dozzine e dozzine di studi scientifici che hanno rivelato un crescente numero di effetti benefici, ben oltre quella che una volta sembrava essere la sua principale caratteristica, cioe' la prevenzione del rachitismo. Ma, a quanto pare, per ottenere gli effetti benefici della vitamina D nel ridurre l'insorgenza di una serie di malattie e' necessario assumerne molto piu' di quanto si pensava.
I livelli sanguinei di metaboliti della vitamina D necessari a prevenire circa il 50% dei tumori alla mammella e al colon, la sclerosi multipla e il diabete, sono fra i 40 e i 60 ng/ml, e questo, se non risaputo, e' se non altro generalmente accettato dagli esperti del settore. Ma ora dei ricercatori americani [1] (qui su EurekAlert) hanno dimostrato che per ottenere tali livelli e' necessario assumere tra le 4.000 e le 8.000 Unita' Internazionali al giorno, cioe' molto piu' delle 4-600 ancora generalmente raccomandate e persino piu' di quelle assunte da un irriducibile longevista quale il sottoscritto - al momento ne assumo fra le 3.800 e le 4.200 al giorno, il che, all'ultimo esame fatto circa un anno fa, mi ha portato a 42.3ng/ml, cioe' appena entro il limite ideale).
Lo studio e' stato condotto su migliaia di volontari in buona salute che assumono integratori di vitamina D in quantita' che vanno dalle 1.000 alle 10.000 Unita' Internazionali al giorno. Si noti che quella delle 10.000 unita' al giorno rappresenta, almeno secondo l'Institute of Medicine americano, la soglia del rischio, ma che, secondo altri, l'amministrazione di 50.000 unita' al giorno "puo' essere tossica, dopo vari mesi". Lo stesso Institute of Medicine ritiene 4.000 unita' giornaliere una dose sicura, anche se ne raccomanda solo 600.
Dato che si ritiene che solo il 10% della popolazione (USA) abbia livelli fra i 40 e i 60 ng/ml (in genere coloro che lavorano all'aria aperta) uno dei ricercatori ha dichiarato che "ora che questi risultati sono conosciuti, diverra' normale che quasi ogni adulto assuma 4.000 Unita' Internazionali al giorno."
Concludo ricordando che, al di la' dei risultati dello studio qui sopra, ogni individuo e' diverso e che la cosa migliore e' il monitoraggio dei propri livelli di vitamina D tramite esami. Questi due post contengono altre informazioni su questo tema e alcune mie esperienze: Vitamina D, prevenzione, esami del sangue e Vitamina D: sperimentazione diretta. Un'ultima informazione, spero utile: ogni 100 unita' internazionali di vitamina D assunta giornalmente ne aumenta i livelli sanguinei di 1 ng/ml (da un articolo sul sito della Life Extension Foundation).
Giunto alla fine del post mi sono ricordato che in Italia non si usano le International Units, ma i microgrammi... Oops! Ecco un convertitore, ma per dare un'idea 1.000 unita' internazionali equivalgono a 25 mcg.
[1] Vitamin D Supplement Doses and Serum 25-Hydroxyvitamin D in the Range Associated with Cancer Prevention. C.F. GARLAND, C.B. FRENCH, L.L. BAGGERLY, R.P. HEANEY (La Jolla; Encinitas, CA; Omaha, NE, USA). Lo studio apparira' in Anticancer Research di febbraio (non ancora online):
Immagine: Cholecalciferol (Vitamin D3) By Ben Mills (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons


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