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Lavazza investe nei video on demand, suo il 25% di Chili per 25 mln di euro

Creato il 28 dicembre 2017 da Digitalsat
Lavazza investe nei video on demand, suo il 25% di Chili per 25 mln di euro

Lavazza investe nei video on demand, suo il 25% di Chili per 25 mln di euroChili, il nuovo servizio video on demand di tipo 'transazionale' che punta a battere la concorrenza di Sky e Mediaset Premium ma anche di Netflix, Infinity o Now, ha un nuovo importante investitore. Dopo Sony Pictures Entertainment, Paramount Pictures, Warner Bros e Viacom, per citarne soltanto alcuni, anche i Lavazza entrano nel capitale della piattaforma streaming. Con una operazione da circa 25 milioni di euro, la famiglia della nota azienda torinese di torrefazione ha acquistato il 25% della società che, fondata nel 2012, ha già un milione di utenti in Italia e si sta espandendo anche in Regno Unito, Polonia, Germania e nel resto d'Europa.

L'investimento, conferma la Luigi Lavazza Spa, "è stato effettuato da una holding finanziaria riconducibile alla famiglia Lavazza", che dimostra così di credere nell'intrattenimento digitale e nelle sue potenzialità diventando uno dei principali investitori di Chili. Una scelta che non appare azzardata se si pensa che tra i suoi azionisti ci sono, tra gli altri, l'inventore della tv on demand Tony Miranz, l'amministratore delegato di Lvmh Antonio Belloni, l'ex ministro Corrado Passera e il finanziere Francesco Trapani.

Oltre a Stefano Parisi, che ne ha ceduto la presidenza dopo le polemiche della vigilia della campagna elettorale per le Comunali di Milano, e Giorgio Tacchia, ex dirigente di Disney e Fastweb cofondatore con lo stesso Parisi e ceo della piattaforma di film in streaming on demand. Premiata nel 2017 da Frost & Sullivan come Miglior 'European Entrepreneurial Company' dell'anno, per il suo innovativo servizio di video on demand, Chili opera nel cosiddetto 'Tvod', ovvero 'transactional video on demand'. La sua piattaforma vanta oltre 50mila film e serie tv, ma vende anche biglietti per il cinema e merchandise come poster, gadget e libri. Consente di pagare i contenuti di volta in volta, senza sottoscrizione di abbonamento. E a prezzi competitivi rispetto a quello degli altri servizi. Una formula che dovrebbe generare nel 2017 vendite per circa 30 milioni di euro, contro i 7 milioni dell'anno precedente, e che dovrebbe portare a raggiungere entro il 2020 i 15 milioni di clienti, molti dei quali strappati alla pirateria e disposti all'acquisto legale grazie ai prezzi competitivi della società.


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