Magazine Società

Laveno, un successo di pubblico per i Vespri Musicali

Creato il 13 agosto 2019 da Stivalepensante @StivalePensante

(Articolo a cura di Valerio Langè) " Chi canta, prega due volte" diceva Sant'Agostino. Il vespro musicale proposto a Laveno Mombello ha seguito questa massima, abbinando alle parole del salmista le note del "prete rosso" Antonio Vivaldi, facendo risuonare la millenaria chiesa di San Defendente a Ceresolo.

Ieri sera, infatti, si è avuto il secondo appuntamento della rassegna dei Vespri Musicali, proposta dalla Comunità Pastorale "Maria della Chiesa" di Laveno. La serata ha preso il via alle 18.30 nella chiesetta romanica dedicata ai santi Nazario, Celso e Defendente, la costruzione sacra più antica di Laveno che, come ha ricordato il parroco don Carlo Manfredi, rappresenta le radici visibili della fede della comunità.

Dopo la lettura del salmo 107 ("Celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua misericordia"), l'appuntamento ha dato spazio a quattro brani di Vivaldi, tre sonate e un concerto per violino, violoncello e clavicembalo, per concludersi con un piccolo fuori programma e la successiva recita del Magnificat.

Il primo brano, la sonata V per violino e basso continuo, è stata interpretata da Antonio Dellacà al più acuto degli archi, e da Giuliano Bellorini al clavicembalo, che a partire da un preludio largo ha condotto il pubblico a una conclusione spumeggiante. Il brano successivo ha visto l'esordio della violoncellista Marta Premoli del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, che accompagnata dal clavicembalo ha interpretato la sonata V per violoncello e basso continuo, alternando largo e allegro. Esecuzione a cui si sono purtroppo affiancate, senza troppa discrezione, le campane delle 19.

A seguire un momento di riposo alle corde sfregate, per lasciare tutta la scena a quelle pizzicate. Giuliano Bellorini ha infatti offerto al pubblico il concerto opera terza numero 3 dall'Estro Armonico, composto da Vivaldi e trascritto da Bach, presentati dal maestro come il genio italico e il genio tedesco. Il brano fa parte di dodici composizioni che, ricercando un equilibrio e tra libertà compositiva e rispetto delle regole dell'armonia, fecero la fortuna di Vivaldi e di cui il musicologo Einstein scrisse, "è come se in una sala barocca porte e finestre si spalancassero all'improvviso e si respirasse una ventata d'aria fresca".

Il programma si è concluso con una sonata in do minore per violoncello, violino e basso continuo, che ha dato voce a tutti e tre gli interpreti, con continui inseguimenti tra violino e violoncello. Dati gli scroscianti applausi, i tre musicisti hanno offerto ai presenti un fuori programma, eseguendo un brano di uno dei figli di Bach. La recita del Magnificat ha accomunato infine gli artisti al pubblico, composto di fedeli, appassionati e musicisti.

Ultimo atto, la raccolta delle offerte seguita da un rinfresco nel giardino della chiesa. Il successo dell'iniziativa, che ha messo a disposizione il programma e le note biografiche degli interpreti, ha riempito la chiesetta con oltre sessanta persone. Un dato che fa ben sperare per il terzo momento della rassegna, che si terrà il 15 settembre nella chiesa di Cerro.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog