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Laveno, “Una nuova linea comune per lo sviluppo sostenibile del territorio”

Creato il 11 aprile 2019 da Stivalepensante @StivalePensante

Ottime impressioni e un buon riscontro in termini di partecipazione dall'incontro che si è svolto venerdì a Laveno Mombello, presso Villa Frua, sul tema dello sviluppo sostenibile del territorio.

Un evento promosso da Comunità Montana Valli del Verbano con l'intento di impostare una linea inedita e potenzialmente decisiva per un nuovo inizio e un nuovo approccio nei confronto della tematica. Approccio che, come ha spiegato l'assessore all'Ecologia e al Turismo dell'ente, Gianpietro Ballardin, relatore della serata, deve partire dalla consapevolezza dell'incidenza di due fattori, strettamente connessi tra di loro.

Il primo è dato dall'importanza di una visione di sistema condivisa all'interno della realtà locale, inquadrata per quello che è il suo potenziale strategico come area di confine: per i legami con la Svizzera (e quindi di carattere europeo), con l'intera provincia di Varese e con l'alto milanese. Trentamila ettari di terreno, in larga parte occupato da superficie forestale, trentadue comuni, circa 100mila abitanti, sono dati che dovrebbero suggerire agli amministratori, e a tutti gli altri attori protagonisti, l'essenzialità di un progetto da concepire e sviluppare unendo le forze.

A questo primo step, ha spiegato Ballardin, si aggiunge il peso delle principali criticità da risolvere: lo spopolamento, la conseguente migrazione verso i centri di pianura e urbanizzati, l'arretratezza delle infrastrutture, la mancanza di investimenti concreti.

" Sono alcune delle problematiche che hanno impoverito il tessuto economico e sociale del territorio - ha sottolineato il sindaco di Brenta nel corso del suo intervento - fino ad evidenziare, in questi ultimi anni di crisi finanziaria, una pressoché lenta e inesorabile chiusura delle ultime aziende di rilevanza economica e produttiva presenti. Una condizione che nel suo contesto di insieme non stimola e non produce soluzioni, e che rischia, se non affrontata, di vedere aggravate ulteriormente le circostanze, considerando che esiste un problema che si potrebbe manifestare a seguito di una minore richiesta di manodopera da parte della vicina Svizzera. Fenomeno quest'ultimo da non sottovalutare, anche considerato l'elevato numero di frontalieri che si muovono ogni mattina dal nostro ambito territoriale, così come la notevole differenza di salario esistente tra le due condizioni lavorative. Anche da qui nasce il tentativo di dare una risposta e di ragionare assieme alla costruzione di un modello di sviluppo che possa avere nei tempi, nelle forme, nelle possibilità di contesto e di attrattività economica, una possibilità di realizzazione ".

Amministratori, imprenditori del turismo, della ristorazione, dell'agricoltura, della formazione scolastica, assistiti nella definizione di un percorso metodologico da un team di docenti: di Irecoop Alto Adige Südtirol, del dipartimento di sociologia urbana dell'Università di Trento, della rappresentanza della cooperazione Autonomia Dolomiti di Bolzano, della facoltà di Education della Libera Università di Bolzano, a cui si aggiungono un rappresentante della scuola per manager del Trentino e la direttrice di Irecoop Alto Adige.

" Questo percorso lo dobbiamo sviluppare per responsabilità verso il nostro territorio - ha ricordato in conclusione Ballardin - verso la sua economia, la gente che vogliamo e dobbiamo rappresentare, la condizione di prospettiva culturale e operativa. Per il rispetto della storia del passato e per la prospettiva del suo futuro che non possiamo permetterci di non considerare, nell'importante esercizio di una politica amministrativa in grado di rappresentare una condizione del presente e un'idea del suo futuro, che vuole lasciare spazio e prospettiva di crescita e di lavoro a chi viene dopo di noi ".


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