Lavoratori stranieri in Italia

Creato il 03 gennaio 2014 da Propostalavoro @propostalavoro

Negli ultimi anni, i flussi di migranti nella zona europea si sono stabilizzati nella maggior parte degli Stati membri perché essi hanno adottato politiche sempre più restrittive sugli ingressi e sulla concessione del diritto asilo e hanno cercato di contrastare in maniera più dura l'immigrazione illegale. Anche l’Italia, si è dotata, in accordo con la normativa internazionale, di un proprio sistema per regolare il flusso di stranieri che giungono nel nostro paese per cercare lavoro.

Per poter lavorare in Italia, infatti, il cittadino straniero non comunitario deve essere in possesso di un permesso di soggiorno che abiliti al lavoro. In Italia l’ingresso dei lavoratori extracomunitari è regolato attraverso un sistema di quote annuali stabilite dal governo mediante l’emanazione di un apposito decreto, il cosiddetto decreto flussi, che fissa il numero di assunzioni di lavoratori stranieri da parte di datori di lavoro italiani o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. Nell’ultimo decreto pubblicato il 19 dicembre scorso, la quota di lavoratori stranieri non stagionali ammessi è stata fissata in 17.850. Cittadini extracomunitari  che possono, dunque,  entrare nel nostro paese per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo. Le domande vengono gestite attraverso un sistema telematico,  collegandosi al sito https://nullaostalavoro.interno.it è infatti possibile inoltrare la propria domanda per 8 mesi a partire dalla data di emanazione del decreto.

In generale per la trattazione delle pratiche relative alle procedure di prima assunzione dei lavoratori stranieri, di ricongiungimento familiare, del test di conoscenza della lingua italiana è stato istituito, in base all'art. 18 della legge "Bossi-Fini" 30 luglio 2002, n. 189, che ha modificato l'art. 22 della legge "Turco-Napolitano", D.Lgs. 25 luglio 1998 n. 286, lo Sportello Unico per l’Immigrazione. Esso gestisce anche le richieste di conversione del permesso di soggiorno per studio o tirocinio, in permesso per lavoro subordinato.

Per stabilire le quote di lavoratori stranieri ammissibili in Italia, il Testo Unico sull’immigrazione prevede che si tenga conto dei dati nazionali relativi all'andamento dell'occupazione e dei tassi di disoccupazione a livello nazionale e regionale, nonché del numero dei cittadini stranieri non appartenenti all'Unione europea iscritti nelle liste di collocamento. Di norma vengono adottati decreti flussi distinti per l'assunzione di lavoratori subordinati a carattere stagionale o non stagionale.

Allo scopo di facilitare l’inserimento dello straniero nel sistema italiano è stato istituito il cosiddetto accordo di integrazione attraverso il quale lo Stato si impegna  a fornire gli strumenti della lingua, della cultura e dei principi generali della costituzione italiana. L’accordo di integrazione è rivolto agli stranieri di età superiore ai sedici anni che entrano in Italia per la prima volta e si stipula presso lo sportello unico per l’immigrazione, esso è articolato per crediti da conseguire nel periodo di validita' del permesso di soggiorno.

Nonostante il nostro paese si sia dotato di un apparato normativo piuttosto consistente per trattare il fenomeno migratorio, non mancano reati gravi legati, ad esempio, al traffico di migranti, allo sfruttamento dei lavoratori irregolari, alla clandestinità, inoltre, nel nostro paese si registrano ancora discriminazioni e non sempre i diritti fondamentali vengono garantiti, per quanto, la normativa attualmente vigente, spinga verso questa direzione.

Alessia Gervasi