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Le caratteristiche della fantascienza: Che cos’è la fantascienza

Creato il 18 febbraio 2020 da Martinaframmartino

Le caratteristiche della fantascienza: Che cos’è la fantascienzaA volte mi domando se ci sia interesse nel far appassionare i ragazzi alla lettura. Va bene fornire gli strumenti per capire testi anche complessi, saper riconoscere cosa rende un testo articolato, distinguere fra fuffa e opere di qualità, ma se manca l'interesse per la lettura, perché viene percepita come noiosa, avere gli strumenti per interpretare un testo non serve a niente. Senza dimenticare che le spiegazioni di un insegnante su argomenti che non interessano sono difficili da capire e vengono dimenticate in fretta.

Le antologie scolastiche dei ragazzi delle Medie sono voluminose anche perché comprendono numerosi testi appartenenti a generi molto diversi fra loro. Eppure, a guardare quel che fa mia figlia - e capisco che è impossibile fare tutto, e che l'insegnante deve per forza operare una scelta - sono molto perplessa. Ormai va in terza e, per il terzo anno di fila, il professore si sta concentrando sulla poesia. Poesia? Jacques Prévert, E.E. Cummings, Diego Valeri, Vincenzo Cardarelli, W.H. Auden, Paul Verlaine, Konstantinos Kavafis, Giuseppe Ungaretti, Italo Calvino, per elencare solo quelli certamente fatti quest'anno, ma ricordo in passato gli inizi con San Francesco e la poesia del Duecento. Un percorso che io ho fatto alle scuole superiori, quando probabilmente avevo una maturità maggiore ed ero più in grado di seguirlo. Non che abbia davvero apprezzato molto di quello che ho studiato, per riuscirci ho dovuto andare all'Università.

Il problema è che se ci concentriamo troppo su cose difficili senza prima aver fatto capire che la letteratura è bella poi perdiamo i lettori. Perciò non serve a nulla che l'antologia abbia un capitolo dedicato a Mistero e terrore, un altro alla Fantascienza, un altro ancora al Romanzo storico, realistico e sociale e via dicendo se poi al massimo viene fatto un testo solo e poi basta, si torna alla poesia a cui vengono dedicati i tre quarti dell'anno, per il terzo anno di fila. Il dubbio che la nostra scuola abbia un problema serio è solo accentuato dalla lettura del relativo capitolo. Va bene sintetizzare, ma la spiegazione di cosa sia la fantascienza mi sembra un po' riduttiva:

La storie di fantascienza sono storie di avventura ambientate in un futuro più o meno lontano, spesso arricchite di dati e informazioni che derivano dal progresso scientifico-tecnologico. Per esempio, dalle nuove conoscenze legate ai viaggi spaziali si è sviluppato un tema molto presente nelle storie di fantascienza: l'incontro con le civiltà extraterrestri. Esso viene affrontato in modi molto diversi soprattutto per quanto concerne la rappresentazione degli alieni: talvolta presentati come mostri, come nel film Alien (1979) di Ridley Scott, altre volte come esseri teneri e dolci, come nel film E.T. l'extraterrestre (1982) di Steven Spielberg.

Quindi niente romanzi distopici, storia alternativa, postapocalittici, storie legate alle moderne ricerche scientifiche, tutto quello che abbiamo sono i viaggi spaziali e gli alieni, che possono essere buoni o cattivi. Non c'è nemmeno il sospetto che possano essere gli esseri umani i cattivi, e gli alieni i buoni. Le storie sono fondamentalmente d'avventura, il sospetto che possano esserci questioni morali molto rilevanti al loro interno, che queste storie possano essere uno specchio deformante per vedere meglio la nostra realtà, non c'è. E allora va bene, andiamo così, studiamo poesia senza capirla - alla fine viene richiesto di fare la parafrasi, trovare le figure retoriche e individuare lo schema metrico - e non pensiamo ai contenuti, e neppure al divertimento. Poi, chissà perché, in Italia i libri vendono poco.

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