Le Cesarine e Coop a EXPO

Da Trentinowine

“LE CESARINE” DI HOME FOOD INSIEME A COOP RISCOPRONO A EXPO2015 LE RICETTE A RISCHIO DI ESTINZIONE | L’APPUNTAMENTO DEL SOCIAL EATING ITALIANO

Giovedì 24 settembre, Piazzetta del Future Food District a Expo, protagonista dell’ottavo “Giovedì della Cesarina” sarà Elisabetta da Ciampino

Home Food “Le Cesarine”, associazione nata nel 2004 per riscoprire i cibi dimenticati della nostra tradizione, insieme a Coop, portano a Expo2015l’Italian conviviality, grazie a una serie di eventi, seminari e show cooking sul tema della “cucina di casa”.

Ogni giovedì alle 20.00 presso la Piazzetta del Future Food District i visitatori di Expo avranno la possibilità unica di riscoprire insieme alle pioniere italiane del social eating i sapori delle tradizioni culinarie regionali secondo un calendario che prevedrà:

– 24 Settembre: “Le ricette a rischio di estinzione: cuciniamole per salvarle!”, show cooking e degustazione con la Cesarina Elisabetta da Ciampino

– 8 Ottobre: “I carpacci di mare: regole d’oro per un crudo d’autore”, show cooking e degustazione con la Cesarina Marica da Cagliari

– 29 Ottobre: “La sfoglia emiliana: show didattico per imparare con la Cesarina” show cooking e degustazione con la Cesarina Luisa da Bologna

Giovedì 24 settembre, ore 20.00 presso la Piazzetta del Future Food District, protagonista della serata sarà Elisabetta, la Cesarina romana che salverà dall’estinzione le prelibate ricette della sua terra… cucinandole in un dinamico e coinvolgente show cooking. Il tema delle ricette tradizionali “dimenticate” è molto caro alle Cesarine, che già lo hanno portato all’attenzione del pubblico di Expo2015 con la cucina tipicamente emiliana di Monica da Bologna. Questa volta, invece, sarà declinato in una riedizione tutta romana: ogni territorio custodisce un prezioso patrimonio della cultura culinaria locale che per ragioni non sempre comprensibili sembra essere stato condannato a un ingrato esilio nella memoria dei tempi che furono. La missione della Cesarina Elisabetta è dunque proprio quella di riproporre alcune di queste ricette “dimenticate” e così salvarle dal rischio di essere perdute per sempre.

Grazie a lei riscopriremo i sapori con cui siamo cresciuti, inseguiremo memorie e profumi, riportando in vita un passato culinario che rimane indelebile nella memoria collettiva e nell’identità italiana. Dietro ad ogni piatto “salvato” dalla nostra home chef ci sono volti, azioni, affetti e luoghi della nostra infanzia, che rappresentano l’identità unica del territorio italiano, ci sono i profumi e i sapori dei piatti semplici, preparati come una volta, quando i romani con il “tranvetto” facevano la gita ai castelli…

Al termine dell’incontro, sarà servito in degustazione un invitante risotto “dimenticato” accompagnato dalla consueta e sempre apprezzata birra della linea “Fior Fiore”, birre speciali, con caratteristiche uniche, che si distinguono per l’elevata qualità delle materie prime e per i particolari processi di lavorazione.

Per i giornalisti che desiderano accreditarsi all’evento verranno messi a disposizione degli ingressi omaggio ad Expo2015.

Per informazioni biglietto gratuito per la stampa, contattare press

PRESS KIT

L’Associazione “Home Food Le Cesarine” nasce nel 2004 con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e con la collaborazione dell’Università di Bologna con una mission ben definita: la salvaguardia di cibi dimenticati o maltrattati (in senso etimologico). Attualmente conta oltre 400 Cesarine (e Cesarini, ci sono anche uomini), che aprono la loro casa per ospitare dalle 2 alle 10 persone, ma ci sono stati eventi speciali con 24-30 persone. Dal 2004 ad oggi sono state ospitate dalle cesarine migliaia di persone, di cui almeno l’80% stranieri (americani in testa, poi tedeschi, giapponesi, scandinavi, olandesi, francesi, australiani, indiani…). La fondatrice, Egeria Di Nallo, antropologa, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bologna, dopo aver vissuto presso la tribù dei Piaroa, nella Selva Amazzonica fra il Venezuela e la Colombia, è stata fra le prime a considerare l’ambiente una risorsa preziosa e esauribile. Per lei il cibo tradizionale è una ricchezza delle civiltà perché esprime una sedimentazione di piaceri e esperienza tanto in chi lo cucina quanto in chi lo consuma. Ha fatto sua la parafrasi di una celebre frase di Mary Douglas (illustre antropologa britannica di cui Egeria è stata allieva): “Buoni cibi per buoni pensieri”.

Perché Cesarine? In omaggio a tutte quelle zie, nonne, dade dai nomi antichi, a volte anche improbabili che hanno allietato i sapori della nostra infanzia.

Come funziona? Le Cesarine vengono avvertite dell’arrivo degli ospiti almeno un paio di giorni prima: gli ospiti sono anch’essi soci e pagano l’evento all’Associazione la quale poi, a sua volta, provvederà a rimborsare le Cesarine. Questo perché la casa di una Cesarina non è un ristorante domestico ma fa parte di una Associazione che coordina da anni un progetto culturale e cucinario esteso su tutto il territorio nazionale. Si parte dall’idea che il prodotto tipico senza la cultura culinaria della tradizione non raggiungerebbe la perfezione: il cibo tipico è fortemente caratterizzato dalla appartenenza territoriale. E chi sono i depositari dell’antico sapere della nostra cucina? Le famiglie italiane. Quindi: si tratta di eventi di natura culinario-gastronomica, che vengono realizzati preferibilmente a casa delle Cesarine stesse (ma anche in luoghi a vocazione culturale come musei, dimore storiche o castelli). Non c’è un menù, ma un percorso che va dall’illustrazione storica di specifiche ricette e piatti tipici alla spiegazione dei procedimenti di preparazione, per terminare con la degustazione dei piatti ottenuti, presentati secondo la successione richiesta dalla tradizione storico-gastronomica considerata. Ogni evento è accompagnato da una brochure in italiano e in inglese.

Perché la linea di prodotti “Selezione Le Cesarine”? I sapori, dunque, sono di ieri, ma la sicurezza è di oggi. Quindi la collaborazione fra industriale e casalingo è essenziale. Cosa significa? Che le Cesarine cercano prodotti con garanzia di qualità per ottenere i sapori di ieri con le sicurezza igienico-alimentari che le moderne tecnologie permettono oggi. Partendo dunque dall’assunto che se tutti possono provare e ripetere l’esperienza di andare a mangiare dalle Cesarine, o averle a casa propria per cucinare, nessuno potrà mai farne una abitudine quotidiana. Dunque come rendere Le Cesarine un po’ più “pop” senza snaturarne l’essenza? Adottando un modello divulgativo, rappresentativo dell’esperienza ma che non può e non deve in alcun modo aver la pretesa di sostituirla. Questo perché un prodotto che trovi su uno scaffale di un negozio, grande supermercato o piccola bottega che sia, deve rispettare per legge (ma anche per logica) standard di produzione, regole di controllo qualità, di logistica, di packaging… occorre dunque accettare una “industrializzazione controllata”. Volendo cercare paralleli in altri settori del Made in Italy delle arti e dei mestieri, possiamo guardare alla moda, dove ogni stilista è sarto di Haute Couture, ma anche produttore di Pret a Porter.

La linea “Selezione Le Cesarine” debutta all’Expo con una gamma di prodotti da forno realizzati dalla Novel Bread di Gioia del Colle, unica azienda al momento ad utilizzare nelle preparazioni il germe di grano crudo, sacrificato da tempo sull’altare dell’efficienza da tutta l’industria moderna. Questo impiego è reso possibile grazie ad un processo produttivo top secret messo a punto dall’azienda in collaborazione con l’Università di Bari.

Perché la collaborazione con Coop in occasione di Expo 2015?

I sapori sono di ieri, si diceva, ma la sicurezza è di oggi. E anche garantire a tutti l’accesso alla Qualità è di oggi. Chi se non la più grande cooperativa di consumatori, così attenta alla salute e alla sicurezza delle persone, così determinata nel perseguire la ricerca e l’innovazione, così rispettosa delle tradizioni dei territori, può allora essere il mezzo per garantire questo accesso? Le Cesarine non possono mettere in vendita i piatti che cucinano, ma se potessero lo farebbero alla Coop. E allora prodotti selezionati con un attenta e minuziosa ricerca sul territorio, realizzati da laboratori artigianali ma tecnologicamente avanzati e sempre molto attenti al recupero dei sapori antichi. Questi prodotti diventano ambasciatori della sapienza cucinaria delle Cesarine; ambasciatori con una grande responsabilità e quindi certificati dal severissimo controllo qualità Coop.