Le conversazioni private tra gli utenti di Facebook sono spiate. Allarme privacy?

Creato il 14 settembre 2012 da Elektrojoke @HostingWebSeo
La tematica della “privacy” è una di quelle maggiormente analizzate dai mezzi di comunicazione, tanto è vero che numerosi sono i convegni tenuti su questo argomento assai delicato. C’è chi si schiera a favore di una riduzione della privacy in cambio di un maggior livello di sicurezza e chi ha il pensiero opposto, ma sta di fatto che anche i social network sono “investiti” dall’argomento. A quanto pare, un algoritmo analizzerebbe i messaggi privati e le chat degli utenti di Facebook, al mero scopo di identificare e, di conseguenza, di evitare eventuali danni (attentati, stragi e via dicendo). Grazie a questo algoritmo è possibile alzare il livello di sicurezza pubblica, garantendo maggiore tranquillità ai cittadini.
Negli Stati Uniti d’America, le chat ed i messaggi privati di Facebook che l’algoritmo in questione cataloga come “sospetti” vengono girati direttamente alla polizia. E tutto questo non fa altro che aumentare i dibattiti sull’argomento “privacy”. C’è da dire che nessuno è a conoscenza del modus operandi di questo algoritmo, né tanto meno come una conversazione privata sul social network per antonomasia possa essere considerata sospetta e quindi far scattare la segnalazione dell’algoritmo; anche l’utilizzo di alcune parole chiave incide sicuramente. Per tanto il sito in blu fa sapere che le conversazioni potranno essere consegnate ai tribunali o alla polizia solo nei casi in cui gli indizi si rivelino consistenti. Perciò occhio a ciò che scrivete su Facebook.


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