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Le cronache di Narnia di C.S. Lewis a scuola

Creato il 14 marzo 2019 da Martinaframmartino

La storia del fantasy

Gli inventori

Altri autori che vengono considerati iniziatori del genere sono Clide (sic!) Staples Lewis con Le cronache di Narnia (1950-1956) e Ursula Kroeber Le Guin con il suo Ciclo di Earthsea (1968-2001).

Lewis, professore di letteratura all'università di Oxford e amico e collega di Tolkien, racconta avventure ambientate nel fantastico mondo di Narnia, mentre Le Guin pone al centro dei suoi cinque romanzi che formano il ciclo la figura di Ged, un giovane che frequenta la scuola di magia di Roke, nelle Terre dell'Arcipelago.

Le cronache di Narnia di C.S. Lewis a scuolaLettori senza frontiere, antologia per la seconda Media, elenca rapidamente alcuni autori fantasy importanti. Lo spazio è limitato, la sintesi d'obbligo, con poche spiegazioni relative ai pochi autori selezionati. Sia a Lewis che a Le Guin, però, è dedicato un po' di spazio al di fuori della sezione storica.

Il testo di Lewis è l'ultimo della sezione fantasy, piazzato sotto la minacciosa dicitura Verifica testuale e con la minaccia di dover controllare il livello di preparazione. Io preferirei verificare se i ragazzi si sono divertiti abbastanza, ma non sono il l'insegnante. La scuola l'ho abbandonata dopo tre anni d'insegnamento.

Il brano proposto, secondo l'antologia, proviene da Le cronache di Narnia, definizione un po' vaga. Per la precisione è un episodio che si verifica all'inizio di Il leone, la strega e l'armadio, primo dei romanzi scritti da Lewis anche se nella cronologia interna di Narnia si colloca al secondo posto, dopo Il nipote del mago. Nessun brano biografico presenta l'autore, suppongo che i curatori dell'antologia abbiano pensato che quella scarna frase presente nella sezione storica fosse più che sufficiente. In compenso vedo che mia figlia ha fatto gli esercizi, ed è l'unico testo della sezione fantasy con gli esercizi svolti. La classe è arrivata qui e a breve faranno altri testi, o questo è l'unico testo degno di essere fatto secondo il professore? La caratteristica fondamentale che hanno tutti i libri di lettura indicati dal professore ce l'hanno anche i romanzi di Lewis: sono stati scritti oltre cinquant'anni fa... Evidentemente per far leggere un fantasy bisogna spacciarlo per classico. Ok, questo è un classico, però mi piacerebbe che le opere fossero apprezzate senza dover prima stagionare.

La scena è notissima: Lucy entra in un armadio e si ritrova in un reame incantato in pieno inverno. Qui incontra un fauno che ha un'abitudine che io detesto con tutte le mie forze: la chiama sempre "figlia di Eva". Mia madre ha un altro nome, grazie, e i riferimenti cristiani Lewis se li poteva pure evitare, anche se era cristiano. J.R.R. Tolkien li ha evitati, perché lui no?

Dopo il brano ci sono le solite domande di analisi del testo sull'identità della protagonista, su ciò che fa e sugli ambienti in cui si muove. Quello che manca è il tentativo di coinvolgimento emotivo, anche se l'ultima domanda chiede ai ragazzi di immaginare in quale mondo fantastico vorrebbero entrare. Vediamo... Westeros no, troppo pericoloso, Randland prima di Tarmon gai'don non è esattamente consigliabile, e anche dopo in giro c'è gente che non mi sta troppo simpatica... per la verità tutti i mondi fantasy prima del lieto fine non sono esattamente posti raccomandabili. Ci sono personaggi che mi piacerebbe incontrare, ma vivere nei loro mondi? Troppo pericoloso, e poi voglio troppo bene all'acqua corrente (e calda) in casa e alla lavatrice per pensare di trasferirmi in un mondo simil medievale. Magari un'Aes Sedai può rimediare a certi inconvenienti, ma la vita non sarebbe comunque una passeggiata.

Le cronache di Narnia di C.S. Lewis a scuolaSeriamente, l'incontro fra Lucy e il fauno può essere un bello spunto per incuriosire i ragazzi, al di là di qualche pecca - l'insistenza su Eva, l'assurdità della presenza di Babbo Natale, qualche altro dettaglio - la storia è carina e abbastanza semplice da poter essere apprezzata da lettori che ancora non sono in grado di orientarsi in quegli intrecci complicati che invece affascinano me. Serve però un insegnante che sappia proporre i libri, e quello non sempre c'è.

Vale la pena leggere Le cronache di Narnia? Io ho apprezzato i romanzi a corrente alternata, ma al di là dell'ultimo, che mi ha fatto cadere le braccia, li giudico in modo abbastanza positivo. Qualche commento l'ho fatto in passato sul blog, se siete interessati a un'analisi più completa ne ha parlato Paolo Gulisano in Un giorno sarai abbastanza vecchio per ricominciare a leggere le fiabe, saggio contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi.


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