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Le Giornate degli Autori presentano al Nuovo Cinema Aquila “La Svolta. Donne contro l’Ilva”

Creato il 08 marzo 2011 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

la svolta_donne contro l'ilva

La presentazione, martedì 8 marzo 2011, del film di Valentina D’Amico La Svolta. Donne contro l’Ilva nell’ambito della programmazione del Nuovo Cinema Aquila di Roma è la prima occasione concreta per confermare la collaborazione con cui le Giornate degli Autori sostengono in sala la circolazione dei film documentari inseriti nel programma della scorsa edizione veneziana.

«La Svolta, oltre che per la forza del messaggio e il coraggio della denuncia, è uno splendido esempio di cinema d’impegno e di qualità che abbiamo portato a Venezia con la collaborazione della Apulia Film Commissiondichiara il delegato delle Giornate, Giorgio Gosetti e siamo particolarmente felici che ora dia l’avvio a un programma qualificato nell’ambito della programmazione del Cinema Aquila».

Il sostegno delle Giornate degli Autori proseguirà anche con gli altri titoli scelti da qui a giugno e la collaborazione con il Cinema L’Aquila proseguirà anche nella prossima stagione grazie al rinnovato impegno delle Giornate a cercare di offrire una giusta platea al cinema italiano della realtà, oggi specialmente amato dagli spettatori e testimonianza di un impegno civile ed estetico di cui la nostra cinematografia ha particolarmente bisogno.

Il film
Da un lato, la più grande acciaieria d’Europa che con l’aumento annuale dei profitti vanta il primato nazionale di morti sul lavoro e d’inquinamento ambientale. Dall’altro, donne combattive (lavoratrici, mogli, madri) che vogliono spezzare il bastone dell’arroganza, dell’impunità che mortifica la propria dignità, uccide i propri mariti e figli, che mina la propria salute. Donne che si ribellano contro quella che a Taranto è stata sempre considerata una salvezza, oggi il peggiore dei mali. L’Ilva.

«L’indignazione. Ecco cosa mi ha spinto ad occuparmi di Taranto, dell’Ilva – sostiene la regista Valentina D’Amico -. Da qualunque direzione ci si avvicini, ci si imbatte in una città violentata. Imponenti strutture industriali sbuffano fumi di tutti i colori che soffocano quartieri, bruciano palazzi, raschiano polmoni. Perché per anni l’Ilva è stata, ed è tutt’ora, Taranto. Grazie all’Ilva un terzo della popolazione adulta ha trovato lavoro e la metà delle famiglie ha potuto così campare anche nei periodi di crisi più nera. Ma l’Ilva è anche il condensato del cinismo imprenditoriale, della negatività di un sistema che antepone i profitti alla stessa vita umana. L’Ilva vanta il primato delle morti sul lavoro in Italia (43 dal 1995 ad oggi) e il primato italiano di inquinamento da diossina (il 92% del totale, l’8% in Europa). Ecco, per questo, vorrei dare il mio contributo per diffondere il più possibile una storia di soprusi e di angherie, perché anche a Taranto, al sud sia fatta giustizia».

Per informazioni:
Nuovo Cinema Aquila – spazio per nuove visioni


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