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Le grandi banche si dividono i social network. JP Morgan investe su Twitter

Creato il 01 marzo 2011 da Franzrusso @franzrusso

Dopo l’investimento corposo su Facebook da parte di Goldman Sachs, adesso è la volta di JP Morgan che decide di scendere in campo investendo su Twitter. La corsa delle grandi banche ai social network è iniziata?

Le grandi banche si dividono i social network. JP Morgan investe su TwitterSembra che adesso le grandi banche del calibro di Goldman Sachs e JP Morgan abbiano innescato la corsa ai social media, per investire su un settore in forte crescita che già allo stato attuale muove milioni di dollari e che ha ancora ampi margini di crescita. Il mese scorso Goldman Sachs insieme alla russa Digital Sky ha deciso  di investire 500 milioni di dollari facendo pensare ad un prossimo sbarco in borsa della creatura di Zuckerberg. Questo investimento ha fatto lievitare il valore di facebook portandolo a 50 miliardi di dollari. Adesso è il turno di Twitter. JP Morgan insieme alla Digital Growth Fund di Chris Sacca, decide di investire su Twitter 400 milioni di dollari portando il suo valore a 4,5 miliardi di dollari.

Le grandi banche si dividono i social network. JP Morgan investe su Twitter

Image via CrunchBase

Personaggio chiave di questa operazione è proprio Chris Sacca, che con la sua Digital Growth Fund contribuisce all’investimento su Twitter. Chris Sacca, 35 anni, è molto noto nella Silicon Valley, sta diventando il più importante gatekeeper per gli investimenti sul web, aprendo la strada alle grandi banche intenzionbate a fare grandi affari con quelli che al momento vengono identificate vere e proprie macchine da soldi, come appunto facebook e Twitter.

Con i suoi profondi legami nella Silicon Valley, Sacca è una guida naturale per JPMorgan nel tentativo di mettere a segno investimenti nel settore tecnologico. Laureatosi in legge alla Georgetown University, Chris Sacca ha lavorato come avvocato presso lo studio Fenwick & West a Mountain View, in California, prima di immergersi nel mondo dello start-up. Ha ricoperto posizioni dirigenziali presso Speedera Networks e Google, dove ha guidato le grandi operazioni verso il e lavorato su fusioni e acquisizioni.

Dopo aver lasciato Google nel 2007, Sacca si inventa come angelo custode negli investimenti di società che iniziano a muovere i primi passi nel settore tecnologico. E ‘stato uno dei primi investitori in Twitter, prendendo parte a un finanziamento di 5 milioni dollari verso la fine del 2007 insieme a Union Square Ventures, Charles River Ventures e l’investitore Ron Conway. Sacca col passare del tempo ha lavorato come consulente strategico per twitter, diventando cruciale in molte situazioni iniziali. Sul suo blog personale dice ancora di essere un consulente.

Questo insieme di connessioni si sono dimostrate preziosegià alla fine dell’anno scorso, quando il fondo Sacca cominciò ad acquistare grandi blocchi di Twitter.

Di Facebook sappiamo e conosciamo tutto. 600 milioni di iscritti in tutto il mondo, con una popolarità tale da arrivare a disturbare finanche un colosso come Google. Twitter, il sito dei 140 caratteri, ha una vocazione diversa dal sito di Zuckerberg, mettendo in risalto lo scambio di informazioni alla base di tutto. E infatti nei recenti fatti che hanno investito la Tunisia, l’Egitto e anche la Libia, Twitter ha giocato un ruolo fondamentale, sia come canale di comunicazione, ma anche, e spesso, come unica finestra informativa.

E poi Twitter, che conta quasi 300 milioni di utenti un tutto il mondo, ha cominciato solo da poco tempo, cioè da arile 2010, a monetizzare il suo traffico, quando ha lanciato i promoted accounts.

Da quanto ci sembra di capire, dopo la guerra combattuta sugli utenti, sulla diffusione su scala mondiale dei due più grandi e conosciuti social network della rete, ecco che adesso inizia la guerra degli investimenti. A chi ne raccoglie di più e a chi monetarizza meglio. Un passaggio obbligato queso, sotto certi punti di vista. Primo tra tutti è che sia twitter che facebook sono gratuiti, all’utente non richiesto di pagare per entrarvi. Da qui la necessità, per facebook da subito e per twitter in tempi più recenti, di aprire alla pubblicità. E anche su questo punto si è molto dibattuto, soprattutto per quanto riguarda facebook.

Ma adesso? Che scenario si aprirà da qui in avanti? Con l’ingresso dei due tra i più grandicolossi bancari, cambierà lo scenario? Cambierà qualcosa per gli utenti? Ma soprattutto, cambierà la natura dei due siti? Vorrei sottolineare che sia Goldman Sachs che JP Morgan, hanno messo sul piatto dei bei soldini. Quindi ci sono tutte le condizioni, magari non immediate, ma possibili se le cose andranno bene, che le due banche possano giocare un ruolo decisivo fino a far cambiare la natura dei sue social network.

Dite che esagero?


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