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Le guerre di Petizione per il Surriscaldamento Globale

Creato il 14 luglio 2019 da Lucrezia Mastroianni

Le guerre di Petizione per il Surriscaldamento Globale

In questi ultimi periodi sono stati resi pubblici due  petizioni Italiane riguardo il riscaldamento del clima , una per porre a conoscenza il fatto che il riscaldamento del clima sia qualcosa di non verificato ovvero che non sia dovuto all’attività umani, anzi… e un’altra con l’intenzione di proporre un vademecum per difenderci dalle bufale che tendono a sminuire la gravità della situazione e della necessità di un intervento atto a regolamentare tra l’altro  l’emissione di CO2

In Particolare il fisico ’Roberto Buizza,docente dell’ Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e coordinatore dell’iniziativa federata sulla climatologia con Scuola Normale Superiore e Scuola IUSS Pavia, ha scritto una lettere/petizione che ha raccolto 300 adesioni da parte di scienziati e intellettuale dal titolo : “No alle false informazioni sul clima. Il riscaldamento globale è di origine antropica “ con la quale si rivolge alle istituzioni chiedendo alle varie autorità di diverso livello  di agire affinché “l’Italia segua l’esempio di molti paesi Europei e decida di agire sui processi produttivi e il trasporto, trasformando l’economia in modo da raggiungere il traguardo di ‘zero emissioni nette di gas serra’ entro il 2050”.

Nella lettera si riafferma la validità degli studi e modelli climatici cui si basano le preoccupazioni circa il surriscaldamento globale

l’indirizzo dove potete  leggere per intero la Petizione è questo qui

Lettera che ha seguito involontariamente o meno, una petizione firmata nientepopodimeno da prof. Antonino
Zichichi e da altri illustri scienziati con la quale si invita le autorità a : “non aderire a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera, con l’illusoria pretesa di governare il clima”

in quanto secondo il comitato promotore a differenza della petizione illustrata precedentemente: Il riscaldamento globale antropico è una congettura non dimostrata e dedotta solo da alcuni modelli teorici climatici.

Siccome sono un Gretino anzi Cretino che credo al riscaldamento globale Antropico, vi pubblico interamente la lettera e poi ne parliamo

Al Presidente della Repubblica

Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Consiglio
PETIZIONE SUL RISCALDAMENTO GLOBALE ANTROPICO
I sottoscritti, cittadini e uomini di scienza, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano
adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche. In particolare, è
urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale
proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione
dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti
nei sistemi ambientali sia continentali che marini.
Bisogna però essere consapevoli che l’anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante. Al
contrario essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta.
Negli ultimi decenni si è diffusa una tesi secondo la quale il riscaldamento della superficie terrestre di
circa 0.9°C osservato a partire dal 1850 sarebbe anomalo e causato esclusivamente dalle attività antropiche,
in particolare dalle immissioni in atmosfera di CO2 proveniente dall’utilizzo dei combustibili fossili. Questa
è la tesi del riscaldamento globale antropico promossa dall’Intergovernmental Panel on Climate Change
(IPCC) delle Nazione Unite, le cui conseguenze sarebbero modificazioni ambientali così gravi da paventare
enormi danni in un imminente futuro, a meno che drastiche e costose misure di mitigazione non vengano
immediatamente adottate. A tale proposito, numerose nazioni del mondo hanno aderito a programmi di
riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sono pressate, anche da una martellante propaganda, ad
adottare programmi sempre più esigenti dalla cui attuazione, che comporta pesanti oneri sulle economie dei
singoli Stati aderenti, dipenderebbe il controllo del clima e, quindi, la “salvezza” del pianeta.
L’origine antropica del riscaldamento globale è però una congettura non dimostrata, dedotta solo da
alcuni modelli climatici, cioè complessi programmi al computer, chiamati General Circulation Models.
Al contrario, la letteratura scientifica ha messo sempre più in evidenza l’esistenza di una variabilità climatica
naturale che i modelli non sono in grado di riprodurre. Tale variabilità naturale spiega una parte consistente
del riscaldamento globale osservato dal 1850. La responsabilità antropica del cambiamento climatico
osservato nell’ultimo secolo è quindi ingiustificatamente esagerata e le previsioni catastrofiche non
sono realistiche.
Il clima è il sistema più complesso presente sul nostro pianeta, per cui occorre affrontarlo con metodi
adeguati e coerenti al suo livello di complessità. I modelli di simulazione climatica non riproducono la
variabilità naturale osservata del clima e, in modo particolare, non ricostruiscono i periodi caldi degli
ultimi 10.000 anni. Questi si sono ripetuti ogni mille anni circa e includono il ben noto Periodo Caldo
Medioevale, il Periodo Caldo Romano, ed in genere ampi periodi caldi durante l’Ottimo dell’Olocene.
Questi periodi del passato sono stati anche più caldi del periodo presente, nonostante la concentrazione di
CO2 fosse più bassa dell’attuale, mentre sono correlati ai cicli millenari dell’attività solare. Questi effetti non
sono riprodotti dai modelli.
Va ricordato che il riscaldamento osservato dal 1900 ad oggi è in realtà iniziato nel 1700, cioè al
minimo della Piccola Era Glaciale, il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni (corrispondente a
quel minimo millenario di attività solare che gli astrofisici chiamano Minimo Solare di Maunder). Da
allora a oggi l’attività solare, seguendo il suo ciclo millenario, è aumentata riscaldando la superficie terrestre.
Inoltre, i modelli falliscono nel riprodurre le note oscillazioni climatiche di circa 60 anni. Queste sono state
responsabili, ad esempio, di un periodo di riscaldamento (1850-1880) seguito da un periodo di
raffreddamento (1880-1910), da un riscaldamento (1910-40), ancora da un raffreddamento (1940-70) e da un
nuovo periodo di riscaldamento (1970-2000) simile a quello osservato 60 anni prima. Gli anni successivi
(2000-2019) hanno visto non l’aumento previsto dai modelli di circa 0.2°C per decennio, ma una sostanziale
stabilità climatica che è stata sporadicamente interrotta dalle rapide oscillazioni naturali dell’oceano Pacifico
equatoriale, conosciute come l’El Nino Southern Oscillations, come quella che ha indotto il riscaldamento
momentaneo tra il 2015 e il 2016.
Gli organi d’informazione affermano anche che gli eventi estremi, come ad esempio uragani e cicloni, sono
aumentati in modo preoccupante. Viceversa, questi eventi, come molti sistemi climatici, sono modulati dal
suddetto ciclo di 60 anni. Se ad esempio si considerano i dati ufficiali dal 1880 riguardo i cicloni atlantici
tropicali abbattutisi sul Nord America, in essi appare una forte oscillazione di 60 anni, correlata con
l’oscillazione termica dell’Oceano Atlantico chiamata Atlantic Multidecadal Oscillation. I picchi osservati
per decade sono tra loro compatibili negli anni 1880-90, 1940-50 e 1995-2005. Dal 2005 al 2015 il numero
dei cicloni è diminuito seguendo appunto il suddetto ciclo. Quindi, nel periodo 1880-2015, tra numero di
cicloni (che oscilla) e CO2 (che aumenta monotonicamente) non vi è alcuna correlazione.
Il sistema climatico non è ancora sufficientemente compreso. Anche se è vero che la CO2 è un gas s serra,
secondo lo stesso IPCC la sensibilità climatica ad un suo aumento nell’atmosfera è ancora estremamente
incerta. Si stima che un raddoppio della concentrazione di CO2 atmosferica, dai circa 300 ppm preindustriali
a 600 ppm, possa innalzare la temperatura media del pianeta da un minimo di 1°C fino a un massimo di 5°C.
Questa incertezza è enorme. In ogni caso, molti studi recenti basati su dati sperimentali stimano che la
sensibilità climatica alla CO2 sia notevolmente più bassa di quella stimata dai modelli IPCC.
Allora, è scientificamente non realistico attribuire all’uomo la responsabilità del riscaldamento
osservato dal secolo passato ad oggi. Le previsioni allarmistiche avanzate, pertanto, non sono credibili,
essendo esse fondate su modelli i cui risultati sono in contraddizione coi dati sperimentali. Tutte le evidenze
suggeriscono che questi modelli sovrastimano il contributo antropico e sottostimano la variabilità climatica
naturale, soprattutto quella indotta dal sole, dalla luna, e dalle oscillazioni oceaniche.
Infine, gli organi d’informazione diffondono il messaggio secondo cui, in ordine alla causa antropica
dell’attuale cambiamento climatico, vi sarebbe un quasi unanime consenso tra gli scienziati e che quindi il
dibattito scientifico sarebbe chiuso. Tuttavia, innanzitutto bisogna essere consapevoli che il metodo
scientifico impone che siano i fatti, e non il numero di aderenti, che fanno di una congettura una teoria
scientifica consolidata.
In ogni caso, lo stesso preteso consenso non sussiste. Infatti, c’è una notevole variabilità di opinioni tra
gli specialisti – climatologi, meteorologi, geologi, geofisici, astrofisici – molti dei quali riconoscono un
contributo naturale importante al riscaldamento globale osservato dal periodo preindustriale ed anche dal
dopoguerra ad oggi. Ci sono state anche petizioni sottoscritte da migliaia di scienziati che hanno espresso
dissenso con la congettura del riscaldamento globale antropico. Tra queste si ricordano quella promossa nel
2007 dal fisico F. Seitz, già presidente della National Academy of Sciences americana, e quella promossa dal
Non-governmental International Panel on Climate Change (NIPCC) il cui rapporto del 2009 conclude che
«La natura, non l’attività dell’Uomo governa il clima».

In conclusione, posta la cruciale importanza che hanno i combustibili fossili per
l’approvvigionamento energetico dell’umanità, suggeriamo che non si aderisca a politiche di riduzione
acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l’illusoria pretesa di governare il
clima.
Roma, 17 Giugno 2019
COMITATO PROMOTORE
1. Uberto Crescenti, Professore Emerito di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, ChietiPescara, già Magnifico Rettore e Presidente della Società Geologica Italiana.
2. Giuliano Panza, Professore di Sismologia, Università di Trieste, Accademico dei Lincei e
dell’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, Premio Internazionale 2018 dell’American
Geophysical Union.
3. Alberto Prestininzi, Professore di Geologia Applicata, Università La Sapienza, Roma, già Scientific
Editor in Chief della rivista internazionale IJEGE e Direttore del Centro di Ricerca Previsione e
Controllo Rischi Geologici.
4. Franco Prodi, Professore di Fisica dell’Atmosfera, Università di Ferrara.
5. Franco Battaglia, Professore di Chimica Fisica, Università di Modena; Movimento Galileo 2001.
6. Mario Giaccio, Professore di Tecnologia ed Economia delle Fonti di Energia, Università G.
D’Annunzio, Chieti-Pescara, già Preside della Facoltà di Economia.
7. Enrico Miccadei, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università G. D’Annunzio,
Chieti-Pescara.
8. Nicola Scafetta, Professore di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia, Università Federico II, Napoli.

FIRMATARI…

Per leggere interamente la lettera con firmatari , tutti , cliccate qui

Ovviamente sono troppo ignorante per giudicare quanto sopra ma ricordo di un’altra petizione del Zichichi sul riscaldamento non andata a buon fine basta leggere qui  o magari qui

Ma non posso non notare le contraddizione di questa petizione che inizia cosi : “I sottoscritti, cittadini e uomini di scienza, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano
adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche. In particolare, è
urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale
proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione
dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti
nei sistemi ambientali sia continentali che marini.”

Lasciando perdere il concetto di “Scienza Migliore” che proprio non capisco proprio perchè la scienza peggiore ovviamente non è scienza ,non capisco perchè: “si consiglia di combattere l’inquinamento, poi pero’ nella parte finale si consiglia altresì  di : “ In conclusione, posta la cruciale importanza che hanno i combustibili fossili per
l’approvvigionamento energetico dell’umanità, suggeriamo che non si aderisca a politiche di riduzione
acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l’illusoria pretesa di governare il
clima.”

No ! fatemi capire si vuole combattere l’inquinamento caldeggiando la non riduzione dei combustibili fossili !!!

Mo perché il Petrolio, Carbone sono assolutamente energia pulita per la salute della nostra terra…

Quindi perché non incentiviamo le miniere di carbone, lasciamo perdere le rinnovabili o i radical chic dell economia  circolare ( che potrebbe essere la fortuna di un paese come L’Italia ) lasciamo perdere la ricerca riguardo la produzione di energia pulita come la fusione nucleare, ah proposito a che punto stiamo ?  Una bella sniffata di CO2  che fa bene alla salute con un ottimo contorno di polveri sottili

Sinceramente io di queste petizioni poco ne comprendo il Motivo

Perchè cari scienziati della migliore scienza vi vedo un pò confusi sul clima ma soprattutto sulla politica ambuientale che il nostro paese dovrebbe adottare.

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