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Le inchieste di Report: i costi della politica

Creato il 18 marzo 2019 da Funicelli

Presadiretta cede il passo a Report lasciandogli lo spazio dedicato alle inchieste del lunedì sera: si riparte da un tema caro alla politica, il finanziamento ai partiti, alle loro strutture e attività. Abolito il rimborso elettorale e gli sfarzi dell'era berlusconiana (quasi 2 miliardi di euro in dieci anni) con la riforma del governo Letta, oggi i partiti dovrebbero finanziarsi col 2 per mille o con le donazioni dei singoli. Ma come sono messe oggi le casse dei partiti? Seguirà poi un servizio sulle scuole di formazione politica e infine sulla prossima decisione in Senato circa l'eventuale processo a Salvini (sul caso Diciotti). Anteprima: L'ufficio oggetti smarriti che non c'è L'anteprima della puntata sarà dedicata ad un argomento di società: Antonella Cignarale ci racconterà di come non funziona il servizio di Trenitalia nel caso in cui dimentichiate qualcosa su un treno. Il servizio oggetti smarriti è diventato un servizio di cortesia, formula alquanto ipocrita che di fatto lascia il viaggiatore nelle mani della cortesia del personale viaggiate e degli altri pendolari. Perché non copiamo il modello Svizzero? La scheda: La cortesia di Antonella Cignarale
Gli uffici oggetti smarriti nelle stazioni ferroviarie sono stati chiusi anni fa e per chi dimentica una giacca o una valigia su una delle Frecce di Trenitalia il servizio di ritrovamento è diventato un servizio di cortesia. Per il pendolare che dimentica qualcosa su un regionale Trenitalia non è previsto un servizio e il ritrovamento diventa una caccia al tesoro. Secondo il codice civile chi trova un oggetto deve consegnarlo “senza ritardo” all’Ufficio comunale degli oggetti rinvenuti della città in cui è stato trovato. Ma i treni sono sempre in movimento, come fa un capotreno ad andare in Comune tra un turno e un altro? A pochi passi da noi, le Ferrovie Federali Svizzere hanno messo a punto un sistema di recupero oggetti smarriti che, oltre a fornire un servizio su tutti i treni, è un modo per fare cassa.
Il costo della politica La prima proposta del nuovo tesoriere del PD Zanda è stata quella di ripristinare (in parte o del tutto) il finanziamento pubblico per la politica, proposta che ha riscontrato un certo interesse anche in altri partiti. Il servizio di Bernardo Iovene spiegherà come i partiti finanziano oggi le loro campagne elettorali, cosa è rimasto nelle casse dei partiti, andando a controllare i conti nei comuni, nelle regioni e alla Camera e al Senato. Si racconterà della fine della politica sul territorio, delle sedi di partito, la chiusura dei giornali (dalla Padania all'Unità) e il licenziamento di tutti i dipendenti. O il singolo dipendente dei DS, in aspettativa, cui l'ex tesoriere Sposetti paga ancora uno stipendio. Oggi la politica si fa ricorrendo ai social, con cellulari e tablet. E nemmeno dovremmo chiamarla più politica. Il consulente di Report Fabio Pavesi ha scoperto un tesoretto nascosto nel bilancio della Camera dei deputati, che ha un avanzo di 385 milioni di euro. Sono soldi risparmiati dai partiti e che si tengono loro e che non sono usati per attività politiche, si tratta di quasi dieci delibere per i vitalizi (la riforma appena fatta dal M5S che consente un risparmio di 40 ml di euro, ma dietro cui ci sono molti ricorsi di ex parlamentari). Di questo Bernardo Iovene ha chiesto conto al presidente Fico: “lo approfondisco e te lo faccio sapere” è la risposta ottenuta dal giornalista. Le inchieste di Report: i costi della politica La riforma del governo Letta affidava il finanziamento alla volontà dei cittadini, ma nella riforma dell'ex ministro Quagliariello si prevedeva che i finanziamenti arrivassero anche tramite CAF, commercialisti, in modo poco trasparente (ovvero quanti di quei soldi sono “spintanei”): “sul finanziamento della politica la legge perfetta non l'avrai mai” - conclude Quagliariello. Oggi dal 2 per mille arrivano alla politica quasi 14 ml di euro, di questi quasi 7 ml vanno al pd, la Lega di Salvini 2ml e l'altra Lega 922mila euro. La scheda del servizio: Politica a costo zero di Bernardo Iovene in collaborazione di Michela Mancini
I partiti hanno chiuso le sedi e licenziato i dipendenti, hanno bilanci che si basano ormai sulle donazioni. Fino al 2013 lo Stato li finanziava per 100 milioni di euro l’anno, oggi il contributo del 2 per mille si ferma a 14 milioni. Restano le sedi del Partito Democratico, ma tante saranno sfrattate dalle fondazioni dei Democratici di Sinistra, che sono proprietarie di 2400 immobili affittati al Pd attraverso convenzioni. Report ha scoperto che i Ds, che hanno interrotto la loro attività politica nel 2008, pubblicano ancora i bilanci e per ripianare qualche debito hanno venduto uno dei dipinti più famosi di Guttuso.
Quanto guadagnano oggi gli eletti, dai Comuni al Parlamento? Quanti soldi versano al partito e dove vanno i soldi che restituiscono gli eletti del Movimento 5 stelle? Sul taglio retroattivo dei vitalizi agli ex parlamentari, il risparmio sarà di 40 milioni di euro, ma ci sono 2500 ricorsi. Intanto nel bilancio della Camera Report ha individuato un tesoretto di 385 milioni di euro non utilizzati, un avanzo che cresce dal 2012 e non viene restituito allo Stato.
Le scuole di formazione politica La scheda del servizio: A scuola di politica di Adele Grossi
Il partito più impegnato in cattedra, da qualche anno, è la Lega, trascinata dal leader Matteo Salvini: i corsi di formazione registrano il tutto esaurito. Nelle regioni, annualmente, si possono frequentare tre livelli di corso organizzati come vere e proprie "accademie federali"; la capofila è quella che i coordinatori delle scuole chiamano "la nostra Università": la Scuola di Formazione Politica, che ha sede a Milano e fa capo a Armando Siri, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e ideologo della flat tax per la Lega. Al termine del corso, a consegnare i diplomi è lo stesso segretario del partito Salvini. Gli ultimi cinquecento sono stati rilasciati pochi giorni fa. Come funzionano queste scuole e chi le dirige?
Il processo a Salvini 177 migranti a bordo della nave della Marina italiana Diciotti sono rimasti bloccati a bordo per diversi giorni nello scorso agosto 2018: il divieto di sbarco è arrivato direttamente dal ministro dell'interno Salvini (e non si capisce ancora se esistano delle carte, dei documenti pubblici in cui questa scelta politica è stata presa). I magistrati hanno accusato, per la prima volta, un ministro di sequestro di persona. Dopo che i maltesi si sono rifiutati di intervenire per soccorrere la barca, la nostra capitaneria di porto si è resa disponibile e ha chiesto autorizzazione al Viminale chiedendo anche l'indicazione di un porto sicuro. Il ministero non ha risposto a questa richiesta: quando la situazione a bordo della barca è diventata critica, è intervenuta la guardia costiera che ha imbarcato i migranti a bordo della nave Diciotti (16 agosto). Il 17 agosto la guardia costiera chiede nuovamente al Viminale di indicare un porto di sbarco senza avere risposta. Il 19 agosto la Diciotti riceve l'ordine di dirigersi verso Pozzallo, poi verso Catania dove attracca il 20 agosto: Salvini dichiara che nessuno dei migranti scenderà in Italia: rimarranno sulla motonave fino al 26 agosto. Le inchieste di Report: i costi della politica Salvini si è difeso dicendo che è stata una scelta politica e ha chiamato in causa l'intero governo: non possiamo dimenticare i risvolti umani e civili delle persone a bordo di quella nave, in una vicenda che alla fine è stato l'ennesimo atto di propaganda del ministro per la sua politica sugli immigrati. Anche perché mentre il 24 agosto Salvini ha chiesto a Bruxelles che quei migranti fossero ridistribuiti nei vari paesi europei, ma a Milano 4 giorni dopo stringe la mano a Viktor Orban, presidente ungherese, esponente del gruppo di Visegrad ferocemente contrario all'arrivo di migranti nei loro paesi. I migranti sono tutti clandestini irregolari, questa la loro linea, dunque devono essere rispediti nei loro paesi. Come si possono cambiare le regole di ridistribuzione dei migranti con partiti e leader che di ridistribuzione non ne vogliono sentir parlare? Le inchieste di Report: i costi della politica Infatti questa non è una priorità di Salvini che il 7 marzo scorso, quando in Europa i ministri degli interni europei si incontravano proprio di immigrazione, Salvini era in Basilicata per la campagna elettorale per le prossime regionali. Nel novembre del 2017 il parlamento europeo era ad un passo dall'approvare una riforma del trattato di Dublino favorevole all'Italia, ma purtroppo è stato tutto bloccato. Nella riforma il concetto di paese di primo sbarco veniva sostituito da un meccanismo automatico di ricollocamento: sono mancati i voti proprio dei partiti che oggi governano l'Italia che hanno votato assieme ai paesi di Visegrad. Come spiega questa contraddizione il politico Salvini? “I numeri ci danno ragione” la non risposta che Manuele Bonaccorsi ha ottenuto. Come voterà ora il Senato per la richiesta di andare a processo? Nel frattempo si è mossa la procura dei minori di Catania: il giornalista di Report ha intervista la procuratrice Caterina Ajello, in merito ad un'altra vicenda, quella della Sea Watch (gennaio 2019): la dottoressa Ajello sostiene che vi fu violazione della legge e dunque potrebbe aprirsi per il governo un altro fronte giudiziario. La scheda del servizio: Porto sicuro di Manuele Bonaccorsi in collaborazione di Lorenzo Di Pietro
Il 20 marzo il Senato dovrà decidere se concedere al Tribunale dei Ministri di Catania l’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per aver negato per giorni l’autorizzazione allo sbarco a 177 migranti salvati dalla motonave della Guardia Costiera Diciotti il 16 agosto 2018. Qual è la posta in gioco, politica e giuridica? Per quale motivo in quei giorni il Viminale non emette ordini scritti? La Guardia Costiera, che è sotto il controllo del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, avrebbe potuto fare scendere i migranti? Si può parlare di sequestro di persona? Il governo ha usato il caso Diciotti per aprire una trattativa sulla redistribuzione dei migranti con l’Europa. Report ricostruirà i fatti di uno dei casi politico-giudiziari più controversi degli ultimi anni con testimonianze e documenti inediti.


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