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Le inchieste di Report – le olimpiadi a Milano (e il latte italiano)

Creato il 25 novembre 2019 da Funicelli

Per olimpiadi invernali che si terranno tra Milano e Cortina nel 2026 si sta già invocando il modello Expo. Chi ci guadagnerà da questo evento? Quali case italiane usano latte proveniente dall'esterno nei formaggi? Nell'anteprima, che come di consueto è dedicata a temi di società, si parla di sostegno ai disabili con l'inchiesta di Giulia Presutti. Senza sostegno di Giulia Presutti Sono 270mila gli studenti con disabilità che frequentano le scuole pubbliche, ragazzi come Sara la cui sotria è raccontata dalla giornalista di Report: soffre di un disturbo dello spettro autistico, appassionata di disegno. Lei e gli altri studenti con disabilità sono seguiti da 100mila insegnanti di sostegno, un numero insufficiente, con una deroga sono nominati altri 75mila supplenti, per garantire a tutti il diritto costituzionale allo studio. Certo, il diritto viene garantito, seppure con nomine fatte in extremis, ma la continuità didattica no: “noi idealmente vorremmo avere posti in organico di diritto, costanti, per tutto il fabbisogno nazionale, ma questo significa un costante investimento da parte dello Stato, quindi da parte del ministero dell'Economia e delle finanze”, sono le parole del ministro Fioramonti.
Secondo l'Istat, gli studenti con disabilità sono 270 mila: il 3,1% degli iscritti nelle scuole italiane. Ad accompagnarli nel percorso formativo c'è l'insegnante di sostegno, una figura necessaria a garantire l'inclusione scolastica. Ma i docenti di ruolo sono solo 100 mila e non bastano a coprire le esigenze. Così, a settembre le classi sono scoperte e le famiglie sono obbligate a rivolgersi ai giudici: è il Tar a raddrizzare la situazione, costringendo il Ministero a provvedere. Il Miur con una deroga nomina d'urgenza oltre 60 mila supplenti. Ma il diritto all'istruzione viene così garantito? E questo sistema emergenziale quanto pesa sulle casse dello Stato?
Le Olimpiadi a Milano: un affare per chi? L'Italia è riuscita a battere l'organizzatissima Svezia, le Olimpiadi invernali del 2026 saranno organizzati tra Milano e la città alpina, che le aveva già ospitate nel lontano 1956. Queste del 2026 saranno il ritorno di un sogno, la promessa di un nuovo impulso per i benefici che i giochi porteranno sul territorio, in termini di PIL e per la realizzazione di tutte le opere che si ritengono da ora necessarie. A Losanna a festeggiare dopo l'assegnazione, c'era tutta la vecchia guardia, compresa Evelina Christillin, organizzatrice dei giochi di Torino nel 2006 (i cui impianti oggi sono in parte abbandonati), oggi dentro una banca, un'associazione sportiva (la Rider Cup) e molto amica degli Agnelli. A Losanna era assieme al marito, presidente di Generali. Sempre a Losanna, a festeggiare, era presente Mario Pescante, ex politico ed ex presidente del Cio che ha seguito, per questo, la candidatura di Milano. Come l'ha seguita anche Franco Carraro: “[come per Torino 2006] ho dato una mano a mettere in piedi la candidatura e a fare la lobby necessaria per cercare di favorire Milano ..”. Carraro è stato ex presidente del Milano, della Lega Calcio, presidente del settore tecnico, presidente del Coni, pure ministro del Turismo e dello Spettacolo, presidente di Impregilo e vice presidente di Alitalia … Le inchieste di Report – le olimpiadi a Milano (e il latte italiano) L'attuale presidente del Coni, Malagò, inizia la sua carriera come commerciante di auto di lusso, amico degli Agnelli, per anni presidente del circolo canottieri Aniene a Roma, ritrovo di politici, imprenditori e banchieri. Proprio a Roma lo ricordano per aver presieduto i mondiali di nuoto del 2009, quello delle opere non completate, quello che ha chiuso con un passivo di 8ml. “E' un scelta degli azionisti che rappresentavano al 100% il consiglio di amministrazione”: peccato che tradotto in italiano corrente questo ha significato che i soldi li ha messo il comune di Roma. E oggi lo stesso Malagò è presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi Milano-Cortina, mentre l'amministratore del comitato organizzatore, che poi sarà una fondazione, è stato scelto poche settimane fa, si tratta di Vincenzo Novari. Top manager, per anni amministratore delegato della Tre (società telefonica che dietro ha capitali cinesi), nel 2016 ha fondato una società di consulenza che lavora con gruppi cinesi interessati ad investire in Europa. “I cinesi sono molto interessati ad investire nelle Olimpiadi” ha commentato Malagò: viene da pensare che la nomina di Novari non sia casuale. Renzi, a suo tempo, lo voleva direttore generale della Rai e nel passato aveva fatto causa a Report per 137 ml di euro, poi persa, per una inchiesta fatta sulla Tre. Lorenzo Vendemiale, sul Fatto Quotidiano di domenica, ha raccontato dell'enigma degli investitori che si stanno muovendo su Milano: chi sono? Da dove vengono i soldi? Si parla di olimpiadi low cost: il 92% delle infrastrutture sono già esistenti – spiega alla giornalista il sindaco di Cortina, Giampietro Ghedina – si tratta solo di realizzare nuove strutture provvisorie o comunque di un rinnovamento di quelle esistenti. Le inchieste di Report – le olimpiadi a Milano (e il latte italiano) A Cortina c'è già la pista di bob, realizzata per le Olimpiadi del 1956, rimodernata poi negli anni '70, ma dal 2008 è chiusa: c'è il rischio che l'impianto, essendo rimasto fermo per 10 anni, debba essere rifatto. E' questa l'opinione di Gianfranco Rezzadore, presidente del bob club Cortina: sia la pista che l'impianto andrebbero rifatti, per adeguarli agli attuali canoni dello sport. Un intervento che, secondo la stima del sindaco, costerà 46ml di euro: sommando tutti gli interventi, a quanto ammonterà tutta la spesa? Siamo sicuri che saranno veramente low cost queste olimpiadi? Non vorremmo che si ripetesse qui quanto accaduto con Expo: lavori fatti in fretta, senza gara, con le retate della procura (che ha arrestato molti dei collaboratori dell'allora manager Sala).. La scheda del servizio: I tedofori di Claudia di Pasquale in collaborazione di Giulia Sabella e Lorenzo Vendemiale
Lo scorso 24 giugno il sogno olimpico è diventato realtà, le Olimpiadi invernali del 2026 sono state assegnate alla coppia vincente Milano-Cortina, che ha sbaragliato la Svezia grazie al suo dossier di candidatura. Quelle di Milano-Cortina promettono infatti di essere delle Olimpiadi low cost, in grado di portare enormi benefici sul territorio. Si prevedono 400 milioni di euro di investimenti per realizzare gli impianti e i villaggi olimpici, 1 miliardo e 400 milioni di euro per l'organizzazione dell'evento sportivo, e un indotto superiore ai 2 miliardi. Ma possiamo fidarci di queste previsioni? Quali sono gli obblighi richiesti all'Italia dal Comitato Olimpico Internazionale? Se i conti alla fine non dovessero tornare chi paga?
I furbetti del latte non italiano Quante latte non italiano finisce nei nostri formaggi? Questa la domanda a cui il servizio di Rosamaria Aquino cercherà di dare risposta, svelando in anteprima la lista delle aziende che col latte hanno fatto i furbi. Il servizio cercherà di raccontare come funziona la filiera di trasformazione del latte, dei prodotti di origine protetta, partendo dalla frontiera del Brennero dove, ogni mattina, arrivano i camion pieni di latte straniero. Decine di camion, dalla Germania e da altri paesi dell'est, che vengono controllati dalla Guardia di Finanza: latte che arriva ad aziende che poi sulle confezioni scrivono, “usiamo solo latte 100% molisano”. Ma il Molise non mi sembra sia una regione della Germania. Non è un lavoro facile: i trasportatori cercano di mimetizzarsi, usando camion con targa straniera e rimoechi con targa italiana, così come italianissimi risulteranno i formaggi prodotti da queste aziende. Un miracolo? Certo, come il latte che arriva dalla Spagna, destinato ad aziende agricole del Veneto. Le inchieste di Report – le olimpiadi a Milano (e il latte italiano) Aziende che poi si vantano pure di usare solo il miglior latte vaccino dagli allevamenti locali .. La scheda del servizio: Latte versato di Rosamaria Aquino
Dopo oltre trent'anni la magistratura inchioda la politica alle proprie responsabilità sulle quote latte. Ma la musica, in uno dei settori chiave dell'economia del nostro paese, non è cambiata. Chi e perché ha messo un segreto sulle aziende italiane produttrici di formaggio che utilizzano latte straniero? Report entra in possesso in esclusiva della lista secretata per anni dal ministero della Salute. Dalle mozzarelle, alle dop, ai formaggi “similari”: vecchie e nuove incognite affliggono allevatori e produttori. L'etichetta indica sempre l'origine del latte, ma quanti formaggi proposti sul mercato come italiani, sono realmente prodotti con materia prima del nostro paese?


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