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"LE LUNGHE NOTTI DI MEDEA IN CALABRIA” di CATERINA CAPPONI (2009)

Creato il 28 maggio 2019 da Fabrizio64


Un saggio che ripercorre il vissuto emotivo della donna a stretto contatto con un fenomeno brutale quale quello della mafia che imperversa e metastatizza le Terre di CalabriaIl libro presenta, in particolar modo, due icone femminili lungo il quale si svolge l’intera opera edita da Luigi Pellegrini Editore per la Collana il filo di Arianna: da un lato troviamo l’amore e la saggezza rappresentati da Maria, il Bene Assoluto; dall’altro la perfidia e la scaltrezza di Medea, il Male Supremo. Il lavoro si snoda lungo due percorsi distinti e separati durante i quali le donne sanguinano non soltanto dal punto di vista pratico, ma anche spirituale: sono lese nelle anime e nei corpi sia i personaggi del mito greco, sia le donne calabresi in carne ed ossa vittime dei mafiosi. Lo storico prof. Saverio Di Bella, vero “maestro” dell’Autrice, ha definito la mafia come “l’acqua frutto di incontro di idrogeno e ossigeno. La mafia esiste quando uno spezzone di classe dirigente (mandanti) si allea con uno spezzone di classe operaia (gli esecutori)". Le ragioni di Antigone sono quelle della giustizia e come questo personaggio rivendica il sovvertimento dell’ordine, mettendo in pericolo la tranquillità sociale, così anche le “Antigone del nostro tempo” che hanno subito la criminalità organizzata si sono ribellate ad un potere mafioso risultando, pertanto, un elemento scomodo e anarchico che mina la certezza del sistema criminale e per questo da estromettere ed eliminare.Usare la mitologia, la letteratura e la tragedia greca per parlare dei "tronchi rugginosi" dei giorni d'oggi, in particolare delle cosche mafiose calabresi, costituisce una geniale intuizione artistica, emozionante ed erudita, che fa vivere e rivivere al lettore la drammaticità delle esistenze delle donne vittime delle 'ndrine con le medesime sensazioni e sentimenti provati dalle figure femminili descritte dai grandi drammaturghi greci.Fabrizio Giulimondi

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