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Le migliori 6 puntate di Bojack Horseman

Creato il 09 febbraio 2020 da Salcapolupo @recensionihc

BoJack Horseman: la storia di BoJack Horseman, capitolo uno, 1×1

Puntata basilare per conoscere i personaggi della serie, a partire da Diane (la ghostwriter) che viene ingaggiata per scrivere la biografia dell'attore Bojack Horseman, un cavallo antropomorfo insicuro ed emotivamente instabile, con probabili storie di droga e alcol alle spalle. È importante per penetrare da subito il mood della serie (che non è semplicemente l'umorismo dadaista dei Griffin, o quello cinico di South Park) e comprenderne il nichilismo di fondo, che non è per forza fine a se stesso: negli episodi successivi molte soluzioni saranno proposte, ma quasi nessuna sarà davvero risolutiva e potrà bastare a se stessa. Bojack Horseman è una serie filosofica e profonda, che narrerà temi importanti come il senso della vita, il suicidio, l'eccesso per dimenticare il dolore ed il senso dei legami tra esseri umani, di qualsiasi tipo possano essere.

Zoe e Zelda 4×1

Questa puntata racconta l'ascesa e la caduta della rock opera scritta da Todd, migliore amico di Bojack nonchè suo coinquilino abusivo da molti anni. Il lavoro è discutibile dal punto di vista artistico ma, al tempo stesso, pone l'accento sul rapporto controverso tra Todd e Bojack, in cui il secondo finisce quasi sempre per abusare psicologicamente del primo.

Se l'episodio racconta in modo molto critico il mondo dello show business ed il suo cinismo innato (uno dei giudicatori del lavoro di Todd, come si vedrà, è un serpente antropomorfo), serve anche a definire uno degli ulteriori punti cruciali della narrazione: Diane che, pur attratta e corrisposta da Bojack, finirà per sposare Mister PeanutButter, attore di una serie anni '80 rivale di Horsin' Around.

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Zoe e Zelda sono, in questo contesto, due personas dai tratti psicologici ben definiti: Zelda è il simbolo delle persone estroverse, solari e spiritose, in grado di adeguarsi facilmente ai contesti più diversi ; Zoe è una persona riservata o più orientata su cinismo e introversione. Gli Zoe della serie, inoltre, sembrano essere più intelligenti dei personaggi ispirati a Zelda. Zoe e Zelda si ispirano inoltre ad una serie americana anni 90 incentrata su due gemelle dalla personalità contrapposta, dal titolo Sister, Sister.

I fatti avranno numerosi richiami nel seguito, e saranno approfonditi nel dettaglio, personaggi di Zoe e Zelda inclusi.

Finale deprimente, 1×11

In questo significativo episodio la biografia di Bojack (pensata in modo egocentrico, ma scritta diversamente e non autorizzata dall'interessato) viene pubblicata e diffusa sul web, facendo uscire fuori il personaggio che non avrebbe mai voluto: confuso, fallito, pasticcione e alcolizzato. Questo distrugge l'autostima del personaggio e sarà determinante per tutti gli altri episodi successivi, nei quali sarà sempre più evidente la sua incapacità di dare seguito a qualsiasi relazione e di riaffermarsi come attore, dato che il suo personaggio non sarà neanche utilizzato (e sarà costretto a promuovere un film in cui è stato interamente ricostruito in modo digitale).

Parte dell'episodio è girato come un trip allucinogeno dai contorni horror, in cui alcune visioni sono riconducibili sia a Climax di Gaspar Noè (che uscirà qualche anno dopo) che a La cosa di John Carpenter. Alla richiesta all'autrice della biografia, amica (e flirt mai corrisposto) Diane di confermargli che non sia una cattiva persona, la ragazza non risponde.

Pesce fuor d'acqua, 4×3

Questa puntata è ideale per chi non conoscesse la serie per nulla, o volesse farsi un'idea: a prescindere dai presupposti, infatti, Bojack si ritrova in un mondo sottomarino per la premiere del suo film. Non vive a suo agio la situazione: non sa comunicare con i personaggi acquatici, viene deriso per come risponde alle domande, si esprime a gesti ed è costretto a portarsi dietro un cavalluccio marino dimenticato dal padre subito dopo il parto. L'intero episodio è quasi del tutto privo di dialoghi, sulla falsariga delle produzioni indipendenti alla Gummo, e si focalizza sull'orrore dell'incomunicabilità.

Fermate le rotative, 7×3

Episodio poco citato quanto fondamentale per delineare la personalità contraddittoria e anti-eroica del protagonista: anzitutto escono fuori alcune sue egoistiche relazioni clandestine (una con il flirt dell'amico ingenuo Todd, l'altra con la sua addetta stampa). Esse finiscono per rilevarsi lo specchio di ciò che davvero è Bojack: un attore accecato dalla fama, che instaura due relazioni contrapposte (una occasionale da dominatore, e l'altra da autentico sottomesso), entrambe del tutto inutili a farlo sentire meglio.

La puntata è improntata come un lungo flashback in cui il protagonista si confida, come in una approfondita seduta psicologica, con un misterioso personaggio (una donna inquadrata sempre di spalle) che continua ad inviargli a casa copie di una rivista che non ha mai richiesto. Alla base dell'episodio, inoltre, una campagna di marketing per il suo film Secretariat, in cui il cartellone diventa uno specchio (allegoria principale dello stesso) in cui ognuno può impersonare il protagonista, sempre per precisa volontà di Bojack. Peccato che, grottescamente, questa trovata non sia l'ideale per dei cartelloni pubblicitari giganti che, ovviamente, riflettono solo il cielo.

È andata bene - 12×3

Episodio molto significativo anche questo, perchè incentrato sul passato di Bojack e sul senso della sua vita: dopo l'iniziale idea di girare un seguito di Horsin' around, la serie che l'aveva portato al successo negli anni Ottanta dandogli fama, sesso e soldi, il protagonista va nel panico e medita il suicidio. Deciso a schiantarsi con l'automobile, ci ripensa dopo aver contemplato un gruppo di cavalli in corsa davanti a lui. Forse perchè a volte bisogna fermarsi a riflettere, forse perchè nessun obiettivo potrà mai soddisfarti, forse ancora perchè (senza scomodare Emil Cioran) non è la destinazione che conta, ma come ci arrivi.

Le migliori 6 puntate di Bojack Horseman

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