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"Le mucche della Pace" di Gianni e Roberta con un tiramisù di frutti di bosco, nocciole e caramello

Da Lacucinadiqb

Provate a pensare a cosa accadrebbe nella nostra semplice quotidianità se improvvisamente scomparissero gli uomini. Tutti. Dai 14 ai 65 anni. Figli, compagni, padri. Zii e cugini. Paciosi vicini di casa, signori distinti che portano a spasso il cane alla stessa ora cascasse il mondo, noiosi conoscenti che parlano solo di sè, rumorosi adolescenti con la palla al piede, giovani uomini alle prese con lo specchio e le prime consapevolezze. Tutti.

E' quello che è accaduto 20 anni fa, a poche ore di auto e qualche centinaia di chilometri da casa mia, dai primi centri commerciali, dagli happy hours, dalle vacanze dorate, dai negozi alla moda.
Sotto gli occhi vergognosamente chiusi dei soldati dell'Onu, dell'Europa e del mondo intero le "tigri di Arkan", abominevoli individui che definire criminali non serve assolutamente a nulla, uccisero più di diecimila uomini e rasero al suolo intere comunità.
Così, come niente fosse, abitazioni cariche di profumi e di affetti riempite di copertoni e poi fatte saltare in aria con le bombe a mano. 
Così, come niente fosse, vite stroncate con raffiche di mitra, tra una sigaretta accesa e qualche risata.
Poi, più nulla. L'alienazione dei campi profughi. Il silenzio del lutto e lo struggersi nella malinconia di donne, bimbi piccoli e uomini anziani ai quali era stato tolto il futuro.

E provate a pensare ad una mucca, al suo ruminare incessante, al suo sguardo indecifrabile e alla prima associazione che ci viene in mente quando pensiamo a questo mammifero ovvero il latte. Il primo alimento di ogni essere umano. Un concentrato di vita e di amore.Così, Gianni Rigoni Stern, figlio del mai abbastanza letto Mario, "ammalato" di montagna e con il cuore grande che hanno gli uomini di poche parole e molti fatti, qualche anno fa decise di aiutare altri montanari che, dal 2000 in poi, hanno iniziato, timidamente, a tornare in quella che era stata la loro terra. A tirar su case di mattoni senza intonaco, quasi a voler sottolineare la povertà e il ricordo del lutto, a costruire ricoveri di fortuna per gli attrezzi, a ripulire i boschi inselvatichiti e coltivare la montagna con una difficoltà in più: mancavano gli insegnamenti di una generazione scomparsa, quelli che ti aiutano a far partorire una mucca se il veterinario è bloccato dalla neve e che ti fanno riconoscere le piante officinali dalle felci infestanti. Mario Rigoni Stern infatti era solito dire che "ci voleva più competenza ed intelligenza a fare il contadino che il direttore di banca". Affermazione che sa di preveggenza visti gli esiti della crisi europea e mondiale causati dalla finanza.
Gianni ha visitato più e più volte questi luoghi, ha controllato come i contadini tenevano gli attrezzi e l'unica mucca, fonte di sostentamento della comunità con il suo latte e i prodotti caseari ad esso legati, quanto pulite erano le case e le stalle. Ed ha scelto, non senza difficoltà, le famiglie alle quali donare, con i finanziamenti messi a disposizione dalla provincia autonoma di Trento, 48 mucche di razza Rendena, quelle mucche marroni e dall'espressione simpatica che nei miei camminamenti lungo l'Ortigara e le trincee scavate da soldati-ragazzini, durante la Grande Guerra, spesso mi capitava di incontrare.Nel 2010 sono arrivate le prime mucche, nel 2011 altre ancora e poi sono arrivati anche 2 trattori, donati da un gruppo di giovani professionisti di Treviso.In questa avventura è accompagnato dalla bravissima regista Roberta Biagiarelli, che ha testimoniato con film emozionanti questa fiaba del terzo millennio e che visitando il sito www.babelia.orgè possibile trasformare in realtà, così da consentire ad un'anziana contadina, tornata nella sua terra dopo anni di campo profughi: "Qui l'alba è sempre bella: sempre diversa e sempre uguale."
E cosa si fa con il latte? La ricotta! E con la ricotta? Un dolcino goloso goloso e leggero leggero perchè, come dico sempre, ad essere buoni c'è davvero più gusto.
Tiramisù ai frutti di bosco con nocciole e caramello
Ingredienti (per 8-10 bicchierini)300 gr di ricotta freschissima, 8 biscotti savoiardi, 200 gr di frutta di bosco, 60 gr di zucchero a velo, 130 gr di zucchero zefiro profumato alla vaniglia, ½ limone, 2 cucchiai di rum, un cucchiaio di nocciole piemontesi.

Procedimento

Con una frusta elettrica o a mano lavorare la ricotta con lo zucchero a velo fino ad ottenere un composto morbido. Mettere da parte.

Lavare delicatamente i frutti di bosco e tagliare a metà quelli un po’ più grandi (come nel caso dei lamponi). Mettere da parte.


In un pentolino sciogliere a fuoco basso 100 gr di zucchero e il succo filtrato del ½ limone e cucinare per 5’ fino ad ottenere uno sciroppo, unire la frutta, mescolare delicatamente, togliere dal fuoco, unire il rum e mescolare ancora. Sgocciolare la frutta e lasciarla raffreddare e conservare filtrato con un colino lo sciroppo.
Sul fondo di un bicchierino mettere un biscotto imbevuto nello sciroppo, la crema con il sac a poche, la frutta sciroppata, un altro biscotto e completare con una strato sottile di crema. Mettere i bicchierini in frigorifero per almeno 5 ore. Al momento del servizio caramellare lo zucchero semolato in un pentolino e, con l’aiuto di un cucchiaino, versare dei fili di caramello sulla superficie dei tiramisù e servire guarnendo con le nocciole tritate manualmente.

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