Magazine Cultura

Le opere dell’incisore Andrea De Simeis al Castello di Corigliano d’Otranto

Creato il 03 luglio 2014 da Cultura Salentina

Le opere dell’incisore Andrea De Simeis al Castello di Corigliano d’Otranto

3 luglio 2014 di Redazione

5 luglio – 11 settembre 2014

Ghetonìa (Il vicinato) 2012 rame 95 x 108; carta ficus carica; acquaforte, m. zucchero, acquatinta, puntasecca; XI esemplari

Ghetonìa (Il vicinato) 2012 rame 95 x 108; carta ficus carica; acquaforte, m. zucchero, acquatinta, puntasecca; XI esemplari

Saranno le sale del Castello di Corigliano d’Otranto a fare da cornice, dal 5 luglio all’11 settembre, al progetto Derentò dell’incisore salentino Andrea De Simeis: una monografia grafica con disegni, testi e incisioni su carte e cartoni vergati a mano, ispirata ai fatti che coinvolsero le città di Costantinopoli e Otranto nel XV secolo, volta ad approfondire le relazioni tra cultura bizantina e latina.
Derentò è il nome con cui i paesi della Grecìa, una piccola comunità ellofona al centro del Salento, di cui De Simeis è originario, designavano la vicina Otranto. Così Andrea racconta attraverso le sue incisioni i fatti che la interessano dal 1453 al 1480: il gran progetto di turchizzazione di Maometto II, dalla conquista di Costantinopoli al sacco di Otranto, appena ventisette anni dopo. Molteplici e determinanti sono i riflessi di quest’arco di storia sulla Grecìa che l’artista ritrova nei racconti della nonna, degli anziani del suo paese e nella storia di scrittori, come Gianfreda, Bodini, Maria Corti, De Dominicis, Rina Durante.
Un percorso espositivo raccontato da oltre cinquanta teche di incisioni originali da matrice in rame, stampate al torchio a stella con tecniche originali del XII – XIX sec. della calcografia, tirate su carte vergate a mano, in fibra di moracee, con tecniche degli opifici orientali del VII sec. e tecniche medioevali delle gualchiere amalfitane in cellulosa di cotone.

Le opere sono distribuite in quattro spazi. Il primo riguarda gli anni 1451 – 1480 e accoglie 11 opere relative alle cronache del Bey ottomano Tursun, in cui si mette in relazione il tragico destino di Costantinopoli con la sua legittima figlia, Otranto.
Nel secondo spazio relativo al 1480 – 1481 si trova il racconto illustrato del sacco di Otranto per mano del luogotenente Ahmed Ghedik Pascià, ispirato all’invenzione letteraria di Don Grazio Gianfreda. Il terzo ospita Derentò, una serie di incisioni che accompagna brevi selezioni scritte di illustrissimi autori locali, quali Rina Durante, Maria Corti, Giuseppe De Dominicis e infine l’ultimo spazio è quello del Martirologio, 16 grandi teche con gli ottocento ritratti di invenzione dei martiri idruntini.

Il progetto si arricchisce dell’antica disciplina orafa, stretta parente della stampa d’arte antica; Il maestro Bruno Micolano fonde l’argento sulle matrici incise di De Simeis e conia pregiati gioielli per creazioni uniche nel loro genere: Collezione Derentò.

In occasione del vernissage, Poste Italiane emetterà un annullo filatelico disegnato da Andrea De Simeis e vidimerà una tiratura di oltre quattromila microincisioni originali in formato cartolina.
Il vernissage è il 5 luglio alle ore 21, con Derentò che apre l’evento “Festival dei saperi inutili” un pubblico confronto tra i più grandi pensatori e filosofi viventi, organizzato dal Comune di Corigliano d’Otranto nella settimana dal 5 al 12 luglio.

Info Derentò: tel.3465232827, http://www.cubiarte.it

Andrea De Simeis è giovane, colto e appassionato di carta e calcografia, si nutre di antichi saperi ed è un maestro cartaio e incisore, membro fondatore del gruppo Cubiarte. È un artista eclettico, esperto nella produzione della carta antica secondo la tradizione dei maestri cartai giapponesi, ma è anche uno sperimentatore. Il suo laboratorio di carta e stampa d’arte antica si trova a Sogliano Cavour in via Vittorio Veneto 31.

Ufficio Stampa: MP COMUNICA, cell. 329.1273493, [email protected]


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazine