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Le origini dei Pocky: il dolce più bono del mondo

Creato il 11 febbraio 2019 da Appuntidizelda

In Italia sono conosciuti come Mikado ma in Giappone sono chiamati Pocky, ma lo sostanza non cambia! Sapevi che ha un giorno dedicato a lui? L’11 novembre è la giornata del Pocky Day! (Dunque segnatevi questa data!).

Le origini dei Pocky: il dolce più bono del mondo

Quando nasce il Pocky? 

Le sue origini risalgono agli anni sessanta, infatti questi bastoncini fecero la loro comparsa negli scaffali dei supermercati nel 1966. Il suo nome deriva da una parola onomatopea. ricollega il rumore fatto dal bastoncino che si spezza, un po’ come il nostro tac!
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Alla prima prima versione, ne seguirono altre come al gusto alla mandorla e alla fragola. Oggi contano diverse tipologie di svariati gusti.

Spesso le tipologie sono in edizione limitata e in commercio solo per brevi periodi, spesso legati alle stagioni. Oltre ai classici gusti esistono nelle versioni al gusto miele, kiwi/mango (per l’estate), Men’s Pocky (agrodolce), Decorer Pocky (sapori diversi), alla banana, al caffè, al caramello, al latte, alla crema di formaggio, alle patate dolci, al cocco, all’ananas, alla zucca, al sesamo nero, alla mela, allo yogurt, al matcha ecc.

Ci sono nelle versioni regionali: uva per Nagano, melone per Hokkaido, al mandarino per Kyushu, thè matcha a Kyoto e al vino a Kobe.

Le origini dei Pocky: il dolce più bono del mondo

Il caso Glico-Morinaga

Negli anni ’80, l’azienda fu coinvolta in un caso di cronaca “Caso Glico-Morinaga” che è tuttora irrisolto. Nel 1984 con il rapimento di Ezaki Katsuhisa, l’allora presidente della Ezaki Glico Co., i rapitori chiesero un riscatto oltre un 1 miliardo di yen e 100 chili in lingotti d’oro, questo riscatto non ci fu perché Katsuhisa, riuscì a liberarsi e fuggì dal luogo in cui fu portato.

Il caso continuò con delle lettere minatorie, firmandosi con il nome “Il Mostro dalle 21 Facce” (tratto dai romanzi gialli di di Ranpo Edogawa). In una lettera si diceva che alcune confezioni di Glico era stato iniettato cianuro di potassio.L’azienda fu costretta a ritirare i suoi prodotti, con perdita di oltre 20 milioni di dollari e la perdita del posto di lavoro per 450 dipendenti part time.

Passati alcuni giorni le lettere continuarono, questa volta indirizzate ai media, ridicolizzando la polizia e vennero colpite altre industrie dolciarie per mesi. Con il continuo lettere di minacce e gli insuccessi della polizia, Yamamoto, il capo della polizia della provincia di Shiga, si uccise. Il 12 agosto dell’85 , arrivò l’ultima lettera del  “Il Mostro dalle 21 Facce” che poneva fine a questa minaccia.

Fonti consultate:

Wikipedia
TuttoGiappone

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