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Le persecuzioni cristiane oggi: dall’arena del Colosseo ai nuovi campi di concentramento.

Creato il 11 aprile 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

L’enciclica papale e il c0mmento di Pietro Grasso

Pacem in Terris“, enciclica pubblicata l’11 aprile 1963 da Papa Giovanni XXIII .

“É un dovere imperativo parlare e agire in favore di chi è perseguitato per la propria fede, in favore di chi è umiliato, decapitato, crocifisso, privato della propria umanità”. (Pietro Grasso, presidente del Senato, 10 Aprile 2015)

L’11 Aprile del 1963 papa Giovanni XXIII pubblicò l’enciclica “Pacem in Terris“, invitando tutti gli uomini di buona volontà alla ricerca della pace attraverso il dialogo e la negoziazione, e con la fine delle persecuzioni che da sempre dividono i popoli. L’enciclica fu uno degli ultimi messaggi del Papa, il quale, già malato, si spense due mesi più tardi a causa di un cancro allo stomaco. Questo desiderio di pace, allora legato alle vicende della Guerra Fredda che attanagliavano il mondo dividendolo tra socialismo e capitalismo, non ha comunque perso di significato.

Il messaggio di speranza valido ancora oggi

La speranza di una futura pace mondiale dell’allora pontefice è tutt’oggi argomento di discussione tra le mura vaticane e nel mondo. L’attuale pontefice Bergoglio, in questi giorni, ha ricordato molti di questi episodi che da sempre segnano indelebilmente la storia dell’umanità, alcuni dei quali sono all’attivo nel nostro presente, in un mondo dominato dal progresso, volto ad un futuro migliore, dove tuttavia persistono ancora realtà di persecuzioni religiose.
La stessa parola: “persecuzioni” rimanda molti a pensare a periodi storici lontani, studiati sui libri di scuola, mentre spesso, nello stesso mondo dei selfie e dell’Isola dei Famosi, persistono massacri e guerre basati su diversità religiose. Le persecuzioni cristiane sono state elencate nella “World Watch List“, aggiornata al 2015, compilata da analisti di Porte Aperte, ricercatori sul campo ed esperti attivi all’interno dei diversi Paesi.
I dati riportati da quest’indagine confermano la continuità del fenomeno, e gli ultimi dati rivelano un aumento dei cristiani vittime di persecuzioni in tutto il mondo.

Uno sguardo all’attuale situazione mondiale

In particolare uno dei principali “colpevoli” di questo picco di violenze è l’estremismo islamico, già confermato negli anni precedenti, rimane saldamente ai primi posti con concentrazioni in Africa sub-sahariana e nel Medio Oriente arabo. Ma al primo posto si riconferma la Corea del Nord, per il 13esimo anno consecutivo, dove esistono tutt’oggi dei campi di concentramento dove sono attualmente tenuti in prigionia tra i 50mila e i 70mila cristiani.
Vi sono anche dei Paesi entrati nella “WWL” solo quest’anno, come la Turchia, il Messico e l’Azerbaigian, mentre i Paesi maggiormente violenti in queste persecuzioni sono, in ordine: Nigeria, Iraq, Siria, Repubblica Centrafricana, Sudan, Pakistan, Egitto, Myanmar, Messico e Kenya.
Inoltre il sito di “Porte Aperte, al servizio dei cristiani perseguitati, ha riportato che, secondo le sue stime sono circa 4.344 i cristiani uccisi quest’anno a causa della propria fede e 1.062 le chiese che hanno subito attacchi per le stesse ragioni religiose.
In data odierna si è espresso sul problema delle persecuzioni di carattere religioso anche Papa Bergoglio, rivolgendosi ai leader del mondo affinché si cerchi di garantire la libertà di professare il proprio credo.
Inoltre, il pontefice, ha ricordato di un suo precedente appello in occasione di un omicidio di carattere religioso a scapito di una coppia di sposi cattolici, genitori di quattro figli, avvenuta il 6 novembre scorso in Pakistan. Nello stesso giorno il Papa aveva chiesto protezione per i cristiani che vengono uccisi, decapitati e vittime di soprusi.
Definendo la situazione come “preoccupante deriva dei diritti umani“, ha affermato di come non sia possibile assistere a tali persecuzioni e rimanere inermi, non solo di fronte alle persecuzioni contro i cristiani, ma alle persecuzioni di ogni genere e natura. “Non si giri lo sguardo dall’altra parte“.

I dati secondo  il World Watch List e l’International Institute for Religious Freedom

I dati forniti dalla “WWList” e l’organismo indipendente “International Institute for Religious Freedom” mostrano dati sconcertanti per le popolazioni cristiane, ma il problema della discriminazione e delle persecuzioni riguarda non soltanto il mondo del cristianesimo ma tutte le religioni.

Il razzismo e la xenofobia dilagano in tutti gli ambienti del mondo odierno, dal posto di lavoro alle tribune della Seria A, per ragioni che spaziano dal colore della pelle alla propria fede religiosa.

Tags:cristianesimo,Papa Bergoglio,persecuzioni cristiane,Porte Aperte.it,World Watch List Next post

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