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Le prospettive delle relazioni italo-russe dopo il summit di Trieste

Creato il 15 gennaio 2014 da Geopoliticarivista @GeopoliticaR
Le prospettive delle relazioni italo-russe dopo il summit di Trieste

Archiviato il vertice di Trieste, i Governi di Italia e Federazione Russa si sono dati appuntamento a Soči, sede dei Giochi Olimpici invernali nel 2014, in quello che si prospetta come un anno di grande importanza per i due Paesi per il rilancio delle relazioni euro-russe.

Nella due giorni italiana (25-26 novembre) il Presidente Vladimir Putin ha incontrato il nuovo Pontefice Francesco, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, gli ex Presidenti del Consiglio Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Nella giornata del 26 novembre a Trieste ha avuto luogo il vertice bilaterale con la presenza del premier Enrico Letta e con la partecipazione di una folta rappresentanza di ministri dei rispettivi Paesi.
Come nelle previsioni della vigilia, l’aspetto economico è stato al centro dei colloqui. Il partenariato economico è intenso e ancora aperto a nuovi sviluppi, dato l’alto margine di crescita del mercato russo e la complementarietà esistente tra le due economie. L’Italia rappresenta il secondo partner commerciale della Federazione Russa tra i Paesi UE e, come affermato da Putin nel corso dell’incontro con i giornalisti, nel 2013 l’interscambio dovrebbe ulteriormente crescere di circa il 25%, attestandosi attorno ai 50 miliardi di dollari. Nelle settimane precedenti il Primo Ministro italiano aveva anticipato che a Trieste sarebbero state firmate numerose intese, e così è stato. Ovviamente una parte importante ha riguardato il settore energetico, ma la tendenza risultata ancora più evidente a Trieste è stata quella dell’arricchimento della collaborazione anche in altri settori.
I due Governi hanno siglato sette accordi istituzionali, un protocollo culturale e supervisionato a oltre venti intese nel campo dell’industria, della finanza e dell’energia. Tra i principali:

- La creazione di un fondo di investimento congiunto di un miliardo di euro realizzato dal Fondo Strategico Italiano e dal Russian Direct Investment Fund. Entrambe le parti parteciperanno con quote del 50%. Come affermato dal Presidente Putin durante la conferenza stampa, obiettivo del neo-costituito fondo sarà quello di sostenere gli investimenti nei diversi settori produttivi, anche quelli legati alle piccole e medie imprese. Per quanto riguarda la Russia, negli ultimi quattro anni gli investimenti in Italia sono quadruplicati, mentre quelli italiani in Russia hanno raggiunto il miliardo di dollari.

- Sul fronte energetico, l’AD di ENI Paolo Scaroni e il Presidente di Rosneft Igor Sechin hanno raggiunto un’intesa per la collaborazione tra le due società, che di conseguenza comporterà un ulteriore passo in avanti nella cooperazione tra i due Paesi in questo delicato settore. È stato previsto un accordo di principio sullo sviluppo congiunto del nuovo Polo Logistico di ENI a Venezia. Rosneft, inoltre, si è impegnata a fornire greggio alle raffinerie PKC Scwedt (in Germania) e Česka Rafine’rska (in Repubblica Ceca), entrambe partecipate da ENI, mentre l’azienda italiana si è impegnata a rifornire la raffineria tedesca di Rurhoel, della quale Rosneft detiene una quota di partecipazione1.

- Per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse presenti nell’Artico, Fincantieri ha siglato un accordo per la progettazione (insieme al centro di ricerca russo Krylov) e la costruzione di una nave da perforazione per l’estrazione di petrolio e gas, in grado di operare nelle condizioni ambientali più estreme, per un valore di 1,5 miliardi di dollari per unità. La stessa Fincantieri costruirà, per la russa RosRAO, una piattaforma galleggiante per il trasporto di compartimenti di reattori dei sottomarini nucleari russi.

- Data la crescita del volume degli scambi di prodotti tra i due paesi, e nell’ottica di un suo potenziamento, Poste Italiane e l’azienda russa Russian Post hanno siglato un accordo che faciliterà gli scambi tra i due Paesi attraverso la realizzazione congiunta di un portale di e-commerce e il potenziamento del servizio Ems (Express mail service) di spedizione dei pacchi postali2.

- Infine, è stato dato il via all’Anno del Turismo italo-russo. Come affermato dal Ministro Bonino, l’Italia punta ad intercettare i nuovi flussi turistici, in particolare quelli dai Paesi emergenti. da parte italiana, al centro del progetto c’è l’intenzione di far scoprire ai visitatori giunti nel Belpaese quelle località di solito ritenute “secondarie” rispetto alle grandi città d’arte e che, invece, riscuotono grandi consensi tra i turisti russi3. Un aspetto importante, che per il momento ostacola l’arrivo di un maggior flusso di turisti, è quello dei visti, per il quale il premier italiano si è impegnato a lavorare ad una soluzione.

Il vertice di Trieste e, in generale, la due giorni italiana di Vladimir Putin ha riconsegnato un rapporto tra i due Paesi rinnovato e approfondito, sotto tutti gli aspetti. Per l’ennesima, e forse definitiva, volta è stato dimostrato che l’amicizia italo-russa va ben oltre il legame personale esistente tra i leader di Governo. L’interesse dell’Italia nella cooperazione con Mosca è una scelta di politica estera che, nonostante alcune strumentalizzazioni avvenute nel recente passato, è oggi più che mai accettata dai principali protagonisti politici. Un aspetto, questo, che è stato sottolineato dallo stesso Putin nella conferenza stampa quando ha tenuto a precisare il rispetto dovuto alle dinamiche interne italiane e all’importanza per la Russia di coltivare questo rapporto strategico al di là del colore delle fazioni politiche che siedono al Governo4.

Considerata la crisi economica che ha investito il Vecchio continente e l’Italia, il confronto sui temi economici rivestiva un ruolo importante. Come evidenziato da Letta, l’obiettivo italiano era quello di definire più accordi possibili, sia a livello inter-governativo che imprenditoriale, per rivitalizzare un’economia che anche nel 2013 ha segnato un ulteriore arretramento del Prodotto Interno Lordo. Sfruttare i buoni rapporti esistenti con i Paesi extra-UE rappresenta una valida alternativa per le opportunità offerte alle imprese. Incentivare le intese anche in settori differenti da quello energetico, inoltre, costituisce un ottimo contributo al consolidamento e alla diversificazione della cooperazione bilaterale. Per il direttore dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) Tiberio Graziani, la cooperazione a livello bilaterale con la Russia e gli altri Paesi emergenti rappresenta un’opzione della quale Roma non può privarsi, né sotto il punto di vista politico né sotto quello economico. La grave crisi, e prima ancora la scarsa incisività politica, negli ultimi anni hanno infatti ridotto il peso dell’Italia nell’ambito della politica europea5.

Il colloquio tra Putin e Letta infatti ha toccato non solo gli aspetti economici, ma anche le principali questioni politiche internazionali, a partire dalle relazioni euro-russe e dalla crisi siriana. Da un punto di vista politico, Russia e Italia possono giocare un ruolo di primo piano nel 2014. Agendo in sinergia, i due Paesi possono sfruttare l’occasione data dalla presidenza russa del G8 e dalla presidenza italiana dell’UE nel secondo semestre dell’anno. Si tratta di una chance importante per dettare l’agenda politica internazionale, dando risalto a quelle questioni sulle quali Mosca e Roma già sembrano essere in sintonia, in particolar modo al rilancio di politiche economiche finalizzate allo sviluppo e all’occupazione. Per quanto concerne l’Italia, uno degli obiettivi del semestre di presidenza UE dovrà riguardare il riavvicinamento tra la Russia e l’Unione Europea. Al di là dello “storico” scetticismo di alcuni paesi membri nei confronti della Russia, il clima di reciproca fiducia sembra essere sceso ai minimi storici, specialmente dopo la decisione del Presidente ucraino Janukovyč di non firmare il trattato di adesione.
La necessità di adoperarsi per ristabilire un clima di fiducia tra Bruxelles e Mosca può diventare anche un’occasione per riguadagnare quell’iniziativa politico-diplomatica che il nostro Paese ha perduto.

Recuperare il rapporto con Mosca è, d’altronde, una necessità per l’Occidente stesso. Invece di assistere al consolidamento dei rapporti con la Cina e le altre economie emergenti, USA e UE dovrebbero considerare la Russia come un potenziale partner. Se in passato gli ottimi rapporti bilaterali tra Italia e Russia erano visti con sospetto da alcuni Paesi europei e soprattutto oltre Atlantico, oggi l’Italia può sfruttare questa amicizia per porsi come principale attore di un’azione finalizzata al riavvicinamento di Mosca al Vecchio Continente. Risulta sempre più di fondamentale importanza inoltre anche un serio confronto sulle principali tematiche legate alla politica e alla sicurezza internazionale. Per quanto la posizione dell’Italia sia ancorata all’interno del sistema euro-atlantico, ciò non deve pregiudicare la possibilità di intraprendere un’iniziativa politica possa portare ad un confronto positivo su numerose tematiche ancora sul tappeto, dalla vicenda siriana all’instabilità presente nel Nord Africa fino alla difficile situazione presente in Ucraina. Come dimostrato in occasione della vicenda siriana e, successivamente dall’accordo di Ginevra sul nucleare iraniano, favorire un sistema di relazioni internazionali basato sul multilaterlismo invece che sulle azioni unilaterali, può portare a risultati concreti. In questo senso, negli ultimi anni il ruolo della Russia è tornato ad essere un fattore non più trascurabile.

Di grande rilevanza, infine, è stato l’incontro tra Putin e Papa Bergoglio, che già in occasione della vicenda siriana avevano condiviso l’opposizione all’ipotesi di intervento militare statunitense. Certamente si è trattato di un ulteriore passo in avanti nel processo di riconciliazione tra la Chiesa cattolica e il Patriarcato di Mosca, e che ha ricevuto nuovo vigore proprio con l’elezione al soglio pontificio di Bergoglio. Un tema caldo affrontato è stato quello relativo alla protezione delle minoranze cristiane in Medio Oriente. Su questo punto il Pontefice sembra aver trovato in Putin uno dei pochi leader decisi a porre seriamente la questione nell’agenda politica. Putin ha riproposto Mosca nel ruolo di difensore delle comunità cristiane che, dall’inizio della guerra civile siriana, sono state oggetto di una brutale campagna di aggressione. Un problema caro sia alla chiesa ortodossa che a quella cristiana, sempre più sensibili nella difesa dei propri fedeli, nelle zone di conflitto così come in altre aree del globo. Le due religioni “tradizionali”, infatti, rischiano di perdere posizioni anche a causa di una aggressiva opera di proselitismo portata avanti dai gruppi protestanti sia in America latina che nei Paesi ex-sovietici. Nonostante le affinità di vedute, che riguardano soprattutto i temi della difesa della vita e del concetto tradizionale di famiglia6>, nonché una critica al modello economico e sociale individualista e liberista (ritenuto uno dei motivi dell’attuale crisi economica e morale attuale), rimane ancora da decifrare la possibilità di giungere ad un accordo per uno storico incontro tra i capi delle due chiese.


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