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Le religioni afro-brasiliane: Candomblé e Umbanda

Creato il 01 aprile 2020 da Brasilitalia
Le religioni afro-brasiliane: Candomblé e Umbanda
Sapete cos’è il sincretismo? Il sincretismo è l'unione di varie religioni o ideologie che, insieme, ne formano un'altra. 
In Brasile, il sincretismo è evidente tra le religioni di origine africana che hanno incorporato elementi del cattolicesimo. Quindi facciamo un po’ di storia.
Siccome i regnanti portoghesi e la Chiesa erano uniti nel progetto di colonizzazione, la conversione al cattolicesimo fu imposta ai popoli conquistati. Come gli indios, i neri schiavizzati furono costretti ad adottare la religione cattolica. Il Portogallo permise solo l'invio di cattolici alla colonia brasiliana in un gruppo chiamato "popolo rinascimentale", ma che in realtà erano criminali ed emarginati. La stessa richiesta fu fatta ai nobili o ai rappresentanti della piccola nobiltà emigrata dal Portogallo. 
Gli schiavi catturati cominciarono così ad avere contatti con la religione cattolica ancora sulle navi che li trasportavano in Brasile. Per imposizione, gli dei africani furono, per cosí dire, assimilati. Per fare un esempio, Olàdùmarè, il dio più importante del candomblé, venne associato a Dio, creatore dell’universo e Oxalá, l’equivalente nella religione Umbanda, venne associato a Gesù. Intimiditi dalle punizioni che sarebbero stati inflitte nel caso in cui non accettassero la conversione, molti schiavi abbracciarono apparentemente la religione cattolica, ma mantennero il culto delle loro origini.
Durante il periodo di sfruttamento degli schiavi, il Brasile ha ricevuto, diciamo cosi, persone provenienti da varie regioni dell'Africa. Poiché provenivano da punti diversi, non parlavano la stessa lingua e adoravano anche dei diversi e avevano tradizioni diverse. Da qui nacquero due religioni afro-brasiliani simili ma allo stesso tempo diverse fra loro: il candomblé e l’umbanda.
Il Candomblé prese il nome dalla religiosità e dall'insieme di molte manifestazioni religiose di neri schiavizzati. La parola Candomblé è un'onomatopea, cioè una parola che riproduce un suono da un determinato soggetto, in questo caso una danza africana.
Il Candomblé è più vecchio ed è molto più vicino ai riti africani, in quanto è una giunzione più pura e diretta dei vari culti africani portati dai neri schiavizzati. Si stima che sia apparso a Bahia e si diffuse, in primo luogo, nelle terre nord-orientali. I rituali di candomblé sono molto più simili ai rituali africani, con danze e offerte. Siccome proviene da popoli diversi, questa religione non è praticata in modo unico e ha almeno quattro diverse denominazioni:
  • Ketu, di origine nigeriana;
  • Jeje, di origine del Sudan;
  • Bantu, dei popoli angolani;
  • Caboclo, la combinazione di entità e spiriti africani insieme a quelli delle popolazioni indigene;

I rituali del candomblé sono una sorta di feste con offerte di cibo abbondante, musica e danza, che nella credenza di questa religione attira gli spiriti ancestrali e gli orixàs, cioè semi divinità appartenenti originariamente alla mitologia dei popoli dell'Africa. Le persone presenti in questi rituali, quando iniziate nella religione, entrano in una sorta di trance e danzano secondo il loro orixá di testa (cioè la divinità che guida la vita di cada persona). 
La mitologia africana punta, oltre agli orixás, all'esistenza di un dio sovrano, chiamato, nel candomblé, Olàdùmarè. Per quanto riguarda gli orixás adorati, la quantità varia a seconda del tipo di candomblé. In generale, esistono circa sedici o venti orixás, ciascuno con la propria qualità e compito specifico. Per esempio c’è l’orixá che cura la casa, quello per i malati, i bambini, ecc. I praticanti di questo culto credono nell'immortalità dell'anima e nella reincarnazione.
Umbanda
Nato in Brasile nel 1908 per mezzo di un giovane di nome Zélio Fernandino de Moraes, l’umbanda (una parola del dialetto quimbunda che significa arte della guarigione) è una religione afro-brasiliana che unisce elementi dei culti africani con elementi delle religioni indigene, del cattolicesimo e dello espiritismo di Kardec.
Racconta la storia che Zélio Fernandino iniziò a presentare uno strano comportamento, in cui sembrava imitare un vecchio dicendo parole incomprensibili. Preoccupato per il giovane, i suoi familiari lo portarono dal medico, che raccomandò di farlo visitare da un prete. La famiglia, invece, lo portò in un centro spiritista, dove fu rilevata la possessione di uno spirito che si faceva chiamare Caboclo das Sete Encruzilhadas (Cabloco dei Sette Incroci). Da lì, lo spirito cominciò a dare istruzioni su ciò che dovrebbe essere fatto, iniziando così la pratica di umbanda.
Come religione sincretica, l’umbanda crede nell'esistenza di un dio sovrano chiamato Olorum e mantiene un rapporto di fede in relazione agli Orixàs, ma diverso dal candomblé. Crede nell'immortalità dell'anima, nella reincarnazione e nel karma, e crede in entità, che sarebbero spiriti più esperti che guidano le persone.
Gli orixás nella mitologia africana sono, in generale, divinità che hanno ordinato il mondo ed erano presenti nella natura. In questo movimento emerse l’umbanda, il candomblé (le due principali religioni afro-brasiliane) ma anche altre come il quimbanda e lo xambá.
La figura degli orixás appare agli umbandisti come un'energia naturale a cui accedono gli spiriti guida (le entità) e passa attraverso al popolo. Uno dei principali punti di riferimento cristiani presenti nell'umbanda, ereditato dal cattolicesimo è la pratica della carità. In umbanda, solo coloro che praticano la carità incondizionatamente sono in grado di evolvere il loro spirito.
Gli umbandisti, nei loro rituali, suonano tamburi e cantano canzoni sacre in portoghese, oltre a ricevere possessioni di entità, che hanno il potere di guarire, consigliare, valutare e modificare la vita delle persone. Questi spiriti peró hanno un legame molto forte con la vita terrena, quindi hanno una predilezione per i vizi, come fumare la pipa, i sigari, le sigarette e bere alcolici, per realizzare ciò che chiamano lavoro (l'incorporazione, la possessione durante il rituale). 
Nell’umbanda, sono venerati nove orixás (Oxalà, associato alla creazione del mondo e all’umanitá; Ogum, semidio della guerra, del fuoco, del ferro, della caccia, dell'agricoltura; Oxóssi, divinità delle foreste, animali, dell’abbondanza; Xangô, associato alla giustizia; Yemanjá, regina delle acque e dei mari e protettrice dei pescatori; Oxum, che regna sull'amore, sui fiumi, sulla salute, sulla diplomazia e sulla fertilità; Iansã, signora dei venti e delle tempeste; Nanã Buruquê, signora della pioggia e della morte; e Obaluaiyê, orixã delle malattie contagiose. Questi orixás rappresentano le cosiddette sette linee dell'umbanda.

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