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Le Sirene di Rai1 conquistano il pubblico

Creato il 29 ottobre 2017 da Iltelevisionario

Quasi 5 milioni di italiani (4 milioni 870 mila telespettatori pari al 20,6% di share) hanno seguito giovedì 26 ottobre su Rai1 la partenza della nuova serie Sirene, con Valentina Bellè, Luca Argentero, Maria Pia Calzone, Ornella Muti, Denise Tantucci, Rosy Franzese, Michele Morrone e Massimiliano Gallo. Una coproduzione Cross Production –Beta – Produttore Associato 21 – in collaborazione con Rai Fiction, ideata da Ivan Cotroneo che firma anche la sceneggiatura insieme a Monica Rametta, per la regia di Davide Marengo.

Ma le Sirene sono romantiche o no?#sirenelaserie dal 26 Ottobre 2016 pic.twitter.com/8qVBxS3ARx

— crossproductions (@cross_prod) October 23, 2017

Sirene è una commedia sentimentale in cui il mare e la terra vengono coinvolti nella battaglia più antica del mondo, quella tra maschi e femmine. “L’idea di Sirene nasce dalla volontà di raccontare il nostro quotidiano (amori, avventure, amicizie, fissazioni e manie, ma anche discriminazioni e paure) con occhi altri, cioè con lo sguardo di qualcuno che potesse conoscere poco o nulla di noi umani – spiega Ivan Cotroneo -. Qualcuno cioè che appartenesse letteralmente a un’altra specie. Il mito delle Sirene, creature per una metà umane, per una metà appartenenti al mondo animale, e nell’insieme patrimonio del fantastico, mi è sembrato fornisse un’occasione speciale e insieme naturale (perché viva nel nostro immaginario e documentata in migliaia di rappresentazioni artistiche) per vedere le nostre vicende di terrestri da un’altra angolazione”.

L’idea è molto curiosa, ma non sempre la recitazione è all’altezza, scrive Aldo Grasso sul Corriere della Sera:

Quando credevi di essere sola in casa 🛀#SireneLaSerie @MariaPiaCalzone pic.twitter.com/i5rYe9lrB8

— Rai1 (@RaiUno) October 26, 2017

Sirene porta la favola sulla terraferma, scrive Alessandra Comazzi su La Stampa:

C’è nell’aria, qui, qualcosa di nuovo, anzi di antico. Non si è sempre detto che i vari Medici in famiglia, Don Matteo, Che Dio ci aiuti, Paradisi delle signore erano favole mascherate da racconti realistici? E allora qui si immagina un racconto realistico mascherato da favola. Arrivano dunque queste sirene a Napoli, mamma (la bravissima Maria Pia Calzone) e tre figle: nel mondo marino vige un sistema solidamente matriarcale: “Maschi. E pure umani. Si è mai vista una ragazza più inferiore?”, dicono. Spettatrici osannanti. La sirenetta Valentina Bellè è promessa sposa all’ultimo tritone del Mediterraneo, Michele Morrone. Morrone, stesso cognome di Celestino V, colui che secondo Dante fece “il gran rifiuto”: quello del papato. Anche Morrone nostro fa il gran rifiuto: fugge sulla Terra, diventa divo della pallanuoto e si vuole sposare con una che non gli dà troppi ordini. Luca Argentero, umano troppo umano, gli strapperà la sirenetta Bellè dalle braccia, esprimendosi con accento napoletano. Un azzardo, farlo parlare così: a me, torinese come lui, pare che la prova sia superata, si spera che orecchio partenope non senta fastidiosi stridii. Quindi: molte metafore. Ironia su tv, social, telefonini: un prodotto girato bene, c’è anche l’inserto a cartoni sulla collega catturata e portata al circo; buoni interpreti, forte Ornella Muti nel ruolo della sirena zia. E poi Napoli: per una volta non c’è la camorra, e Argentero si stupisce quando gli rubano la Vespa. Ottimo ascolto.

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