Le strane coincidenze degli esami da avvocato

Da Lalternativa

“Stando alle voci, la commissione napoletana avrebbe promosso un candidato su due. Stessa percentuale (48% per la precisione) di promozione dei candidati milanesi”. È il 22 giugno, un noto quotidiano locale annuncia l’esito degli esami da avvocato del distretto di Corte d’Appello di Bari. In realtà le buste sono ancora chiuse, sigillate e verranno aperte solo sei giorni più tardi, martedì 28 giugno.

Lo stesso giorno in cui, coincidenza, i numeri ufficiali confermano che 865 candidati sui 1.857 aspiranti, hanno ottenuto l’accesso alla prova orale, ovvero il 48% di coloro che nello scorso dicembre avevano affrontato i tre test scritti. Una settimana prima qualcuno sapeva o millantava di sapere. E informava. Coincidenza, certo. Casualità, pure. Stranezza, forse.

Perché le “indiscrezioni” di cui si parla sul quotidiano possono essere arrivate solo dagli ambienti giudiziari. E quindi qualcuno ha comunicato a un giornalista (ben conscio che poi sarebbe arrivata la pubblicazione della notizia), una informazione che non avrebbe dovuto e potuto conoscere. O che comunque non avrebbe dovuto diffondere. La “soffiata” può essere arrivata direttamente da qualche commissario napoletano (e sarebbe grave), oppure dall’ambiente barese (e sarebbe gravissimo). Perché in quest’ultimo caso, significherebbe che qualche avvocato barese, o chi per lui, ha direttamente contattato la commissione napoletana per “informarsi” sull’esito dell’esame. A che titolo e soprattutto a che pro?

Già lo scorso anno ci fu polemica e imbarazzo. Un commissario torinese, deputato alla correzione dei compiti degli aspiranti baresi, pensò bene di denunciarne l’ignoranza, segnalando una lunga lista di strafalcioni ed errori grammaticali, oltre che di sintassi e morfologia. La polemica arrivò, guarda caso, sui giornali e provocò un incidente diplomatico tra gli ordini forensi. Oggi assistiamo a quest’altro “caso” che, probabilmente, provocherà meno critiche.

Le coincidenze, si diceva. Mentre la commissione barese pubblicava l’elenco dei promossi, in realtà a qualcuno già noto in anticipo, nella sede dell’Ordine dei giornalisti della Puglia si teneva un  faccia a faccia tra il segretario generale della Federazione della Stampa, Franco Siddi, e il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati. Un martedì  di giugno per discutere di intercettazioni,  diritto di cronaca e rapporto tra magistratura e stampa.

Fulvio Di Giuseppe


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