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LE TOMBEAU DE RIMBAUD. #poesia #poesie #maudit #inferno #cantautori #songwriter #singersongwriter #ArthurRimbaud

Creato il 10 maggio 2020 da Albertomax @albertomassazza

Ci misi un po’ a digerire Rimbaud. Un’edizione economica Newton letta frettolosamente e senza entusiasmo: Rimbaud mi pareva solo un maldestro scimmiottatore di Baudelaire. Poi, doveva essere il 1997, rimasi folgorato dalla Stagione e dalle Illuminazioni, tanto da mandarle a memoria e proporle in un mio adattamento in spazi performativi, in particolare in Sardegna e Umbria. Le tombeau de Rimbaud nasce da tre frammenti per sola voce ideati come brevi intervalli tra un monologo e l’altro della performance. Dopo aver riproposto il lavoro (in combinazione con poesie e canzoni mie) come esito scenico di una residenza artistica al Teatro Massimo di Cagliari nel marzo del 2017, decisi che era giunto il momento di trasporre queste melodie per chitarra. Questo è stato il risultato.

Testo da frammenti lirici di Rimbaud, adattati dal sottoscritto su proprie melodie originali.

I Venga il tempo

Venga venga il tempo di cui ci si innamora
Paure e sofferenze dal cielo son svanite

II Fami

Se ho fame è solo di terra e di pietre
Fami mie danzate, pascete nel campo dei suoni
Fami mie danzate, suggete i dolci veleni
Mangiate i sassi spaccati
Le vecchie pietre di chiese

III Eternità

È ritrovata. Che cosa? L’eternità!
È il mare che si fonde col sole

Scienza e pazienza, supplizio sicuro
Il nostro ardore è il dovere.


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