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Le vittorie di Donald Trump rischiamo di snaturare il Partito Repubblicano

Creato il 06 marzo 2016 da Pfg1971

Le vittorie di Donald Trump rischiamo di snaturare il Partito Repubblicano

Donald Trump appare sempre più forte.

Malgrado le due vittorie ottenute da Ted Cruz in Kansas e Maine, sabato, lo stesso giorno, il miliardario di New York è riuscito a prevalere in altri due stati, Louisiana e Kentucky.

Un ulteriore passo avanti dopo le numerose vittorie ottenute martedì scorso, durante il Super Tuesday.

Chi appare ormai in grande affanno è il senatore Rubio, capace di vincere solo i caucus in Minnesota, martedì.

Ormai la sua ultima speranza di restare in gara rimangono le primarie del suo stato, la Florida, che si terranno il prossimo 15 marzo.

Tuttavia, anche lì, Rubio appare in netto ritardo: tutti i sondaggi danno per netto vincente proprio Trump.

L’obiettivo di Rubio di riuscire a contenere la corsa di Trump, soffiandogli delegati in ogni contesto elettorale, grazie al sistema proporzionale di riparto degli stessi, appare sempre più irraggiungibile; nelle ultime sfide il senatore della Florida non è quasi mai riuscito a superare il minimo del 20% dei voti necessario per partecipare alla redistribuzione dei delegati.

Le difficoltà incontrate da Rubio appaiono ancora più significative anche perché in buona parte degli stati in cui si è votato finora, come ad esempio il Nevada, sono presenti forti minoranze latinoamericane.

In questi casi, l’origine cubana di Rubio avrebbe dovuto essere un fattore positivo, ma così non è stato.

Anche il senatore del Texas, Ted Cruz, può vantare origini latinos, anche se non fa nulla per evidenziarle, tuttavia, a differenza di Rubio, può contare sul sostegno dell’elettorato evangelico che, ad esempio, gli ha permesso di prevalere nel caucus dell’Iowa.

Malgrado ciò, Cruz non riesce a sfondare: non è in grado di intercettare il voto dell’establishment del partito repubblicano, così apertamente ostile a Donald Trump.

Ne sono prova evidente gli attacchi di Mitt Romney e John McCain: due prese di posizione così virulente che, secondo gli osservatori, non si vedevano dallo scontro elettorale del 1912 tra Theodore Roosevelt e William Taft che si concluse con l’uscita di TR dal partito e con la sua perdente corsa solitaria.

Trump non piace ai notabili del partito repubblicano, anche se continua a riscuotere grande sostegno tra la base del partito.

Ma perché il miliardario di New York non incontra il sostegno dei vertici repubblicani? Perché se risultasse il vincitore della nomination e poi riuscisse a entrare alla Casa Bianca potrebbe snaturare completamente la filosofia e le ragioni di vita del partito repubblicano.

A parte alcune posizioni più controverse, per capire questo basterebbe fare un solo esempio: l’intenzione di Trump di ridurre le tasse alle classi più povere e alzarle ai contribuenti più ricchi.

Come potrebbe mantenere la sua identità un partito che accetta la vittoria di un simile candidato? Come potrebbe sopravvivere un partito che ripete come un mantra il principio che l’unico strumento per creare posti di lavoro è quello di ridurre le tasse per i più ricchi?              

Le vittorie di Donald Trump rischiamo di snaturare il Partito Repubblicano

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