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Legge elettorale: il Pd si apre al dialogo con il M5S. Forza Italia richiama alla coerenza

Creato il 16 giugno 2014 da Nicola933

Dopo l’impensabile apertura al confronto con il Pd sulla legge elettorale da parte di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, arriva la risposta del premier Matteo Renzi, che ad un’ intervista al Tg5 informa che “Il Pd sulle riforme è pronto a discutere con tutti. Io credo che l’accordo che abbiamo siglato regga. Ma se la Lega e Grillo vogliono sedersi intorno ad un tavolo sono i benvenuti” e dall’ alto della sua posizione di vantaggio chiede la diretta dell’ eventuale incontro – mentre lo stesso Luigi Di Maio, nell’attesa di capire, se, come, dove e quando questo incontro si sarebbe tenuto, aveva definito lo streaming “non essenziale” - “Questa volta, magari, lo streaming lo chiediamo noi. E’ bene che non ci siano né patti segreti né giochini strani. Con Grillo diciamo che non ci si annoia mai”.

Alla porta di Renzi la fila si è allungata, in coda a chiedere un incontro oltre al M5S c’è anche Matteo Salvini, leader del Carroccio; mentre Scelta Civica ed il Nuovo Centrodestra, richiedono un incontro per il timore di non essere più ascoltati. “Grillo ci porta nella palude” avverte Gianfranco Librandi. “Anche Ncd vuole dire la sua” aggiunge Fabrizio Cicchitto. Ma i primi a rivendicare un ruolo sono quelli di Forza Italia, il cui atteggiamento, sebbene ambiguo riguardo la riforma del Senato, non risulta altrettanto ambiguo riguardo l’Italicum, frutto di un patto messo giù quasi al dettaglio. L’intervento inaspettato di Grillo e Casaleggio rischia di rimettere in forse quella piattaforma che sembrava accontentare tutti tranne un po’ di sinistra Pd e il Nuovo Centrodestra e finisce per trasformare l’ex cavaliere nella pedina che potrebbe saltare nel caso di un accordo tra le parti Pd-M5S.

Così da FI si intima coerenza al Presidente del consiglio. Infatti per Altero Matteoli:“Grillo apre a Renzi e al Pd ma propone come condizione di dibattito una legge elettorale proporzionale. Ossia un modello che non garantisce né un vincitore certo né il bipolarismo. Probabilmente è utile solo a lasciare il Paese nel marasma. Tanto basterebbe perché Renzi, finora convinto bipolarista e assertore della necessità che dalle urne esca un vincitore, non perdesse altro tempo sulla legge elettorale. Sta a lui esprimersi e dimostrare di essere coerente. Auspico che Forza Italia prenda posizione netta e contraria a una simile ipotesi che ricaccerebbe il Paese indietro di venti anni”.


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