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Leggende, meraviglie e decadenze: cosa succede se il pallone finisce in Laguna?

Creato il 07 ottobre 2018 da Tifoso Bilanciato @TifBilanciato

Americano di origini italiane, Matt Rossetti è l'architetto che ha cambiato le case dello sport a stelle e strisce. Ha firmato case avveniristiche per tutti gli sport: per il basket Nba, il Palace Auburn Hills, casa dei Detroit Pistons, e i campi di allenamento per Lakers e Clippers a Los Angeles, per il football, per l'hockey, per il calcio, per il tennis, il Flushing Meadows, dove si gioca l'Open Usa, ha 23.771 posti. La sua password è democratica: anche chi paga meno, ha diritto a vedere meglio. Lo farà anche in Italia, nella città più turistica del mondo: Venezia. Lo stadio attuale, dove gioca la squadra di calcio, in Serie B, è a Sant'Elena, in laguna. È il secondo stadio più vecchio d'Italia (1913) alle spalle del solo stadio Luigi Ferraris di Genova (1911): magnifico per il folklore, per l'arrivo in barca, per le Dolomiti sullo sfondo. Pessimo per tutto il resto: trombe d'aria, cedimenti, fallimenti ne hanno fatto un guscio scrostato e inattuale.

Figura 1 Stadio Pier Luigi Penso, Sant'Elena.

Leggende, meraviglie e decadenze: cosa succede se il pallone finisce in Laguna?

Dunque, cento cinque anni, e sentirli tutti. Ma in pensione il vecchio stadio di Sant'Elena non vuole proprio andarci. Ci hanno provato in tanti negli ultimi cinquant'anni, Maurizio Zamparini[1] ci andò vicinissimo, poi ci riprovò Yury Korablin[2], ma senza risultati. Intanto lui, lo stadio di Sant'Elena intitolato all'aviere Pier Luigi Penzo[3], rimane lì in ammollo, una specie di santuario minore del Dio Pallone. Con tutte le sue ferite, sobbarcandosi il peso del tempo. È stato calpestato da piedi buoni e cattivi; è stato attraversato da palloni con camera d'aria e lacci e scarpini di gomma dura; ha avuto tribunette in legno e in cemento ma anche tubi innocenti quando non si sapeva dove mettere la gente; ha ospitato insolite piste d'atletica da cinque a quattro corsie; è stato affollato da migliaia di spettatori ridottisi poi a poche centinaia; si è pavoneggiato in serie A e si è depresso nell'Interregionale. Inoltre, la leggenda narra che quando bisognava perdere tempo per conquistare una vittoria, i tifosi urlavano ai giocatori del Venezia: " Buta 'a bala in Laguna " perché poi ci voleva un po' per ripescare il pallone...

Tabella 1 Evoluzione spettatori Venezia Calcio.

Leggende, meraviglie e decadenze: cosa succede se il pallone finisce in Laguna?

Fonte: www.transfermarkt.it.

Matt Rossetti è l'uomo che ci darà una nuova vista su 90 minuti, vissuti finora come un'attrazione fatale per il pericolo. Si sa, il calcio made in Italy è una religione arcaica, dove si è tutti crociati.

L'architetto Rossetti, 56 anni, la cui azienda, fondata dal padre Gino, ha sede a Detroit, in Michigan, in patria è stato chiamato per arginare la perdita di spettatori, ma soprattutto per cercare di capire che intenzioni hanno le nuove generazioni. Per i New York Yankees, squadra mitica di baseball, nel 2016 le vendite di biglietti sono scese di 46 milioni di dollari e nella prima parte del 2017 sono diminuite di altri 14 milioni. Dalla fine del 2009 la perdita è stata di 116 milioni, nonostante la squadra sia andata bene. La crisi non riguarda solo gli Yankees. E tutti si fanno la domanda: perché? " Il 67,3% degli studenti che seguono la Nfl ha detto che il football si vede meglio da casa. Il 43% si è dichiarato disposto a tornare allo stadio solo con un posto migliore. La verità è che gli stadi vanno rivoluzionati, nessuno ci va più per fare esperienza, l'idea che i posti più economici siano quelli più in alto, più distanti da tutto, dove si vede peggio, non può più essere una regola. Il concetto di piccionaia deve essere abolito. I giovani chiedono interattività, vogliono essere catapultati nell'azione, far parte del gioco, altrimenti restano a casa. Il momento dello sport non può più essere isolato, ma integrato nel quartiere, nella vita quotidiana"[4].

Tabella 2 Super Bowl Ratings.

Leggende, meraviglie e decadenze: cosa succede se il pallone finisce in Laguna?

Fonte: Il Super Bowl LII conferma il calo degli spettatori tv, in www.huddle.org, 10 febbraio 2018.

Design, qualità dei materiali, sostenibilità, bellezza. Tutto quello che l'Italia che va allo stadio, tranne rare eccezioni, non ha. Problema di edilizia, di burocrazia, di approccio sbagliato? Matt Rossetti insiste che è un problema culturale: " Se vieni trattato da bestia lo diventi. Io vengo spesso in Italia, per lavoro, e per turismo, e sono andato a vedere delle partite. Come mi sono sentito? Terrorizzato, oppresso, scomodo. Coinvolto in un'atmosfera da guerriero medievale che non cercavo. I luoghi spesso determinano gli animi. Se vieni recluso in certe aree e settori, se vieni condannato nel ruolo del nemico, che deve stare lontano e patire, reagisci da animale ferito. Vent'anni fa è nata una nuova generazione di stadi, l'Italia non si è rinnovata, ha perso competitività, senza mai veramente puntare a una rifondazione. E oggi molte città e società hanno bisogno di nuovi stadi: Roma, Milano, Firenze, Napoli, Genova. Non bisogna solo riqualificare gli impianti, ma il quartiere attorno. Lo stadio deve essere un cuore che pulsa con la città, non un battito isolato. A Venezia arrivano ogni anno più di 30 milioni di turisti. Perché non pensare che magari abbiano piacere di andare allo stadio dove possono mangiare, comprare, divertirsi. Squadre come il Chelsea in termini di biglietti guadagnano anche dai visitatori che non sono do Londra"[5].

Il tifo come intrattenimento, non come malattia. Tribune, balconate, palchi dove sei dentro lo spettacolo, non fuori. Stadi che rendono, non che perdono. E soprattutto sicuri. Quello di Venezia, accanto all'aeroporto, ci sorprenderà ... avrà una capienza da 22.000 posti, 18.000 saranno generici e 4.000 premium, e attorno un quartiere con negozi, hotel con 80 camere, ristoranti. Non più o non solo 90 minuti di partita, ma un villaggio che vivrà 24 ore al giorno, collegato alla stazione via shuttle. Materiali leggeri, design di qualità, " allo stadio come in salotto e non come in prigione, via le gabbie"[6]. Nessuna cattedrale nel deserto o, in questo caso, in laguna.

Lo stadio di Sydney realizzato per i Giochi del Duemila come impianto iconico al costo di 440 milioni di euro verrà demolito e ricostruito. La sua capienza che era di 110 mila spettatori, poi ridotta a 80.000, scenderà a 75.000, con la possibilità di un tetto retraibile. Ora, uno si chiede: sono passati 17 anni, non secoli, e già Sydney chiude il suo impianto, che riaprirà nel 2022? Non tutti in Australia sono contenti della scelta. " Uno stadio oggi può durare 50 anni. Quella che conta è la sua gestione, che deve essere a costi sostenibili, e con la tecnologia attuale si può. Ma ci deve essere la volontà di condividere una casa, il sistema americano che prevede la ripartizione della spesa tra un'Authority cittadina, che in Italia potrebbe essere il Comune, e la società di calcio mi sembra giusta. Così entrambe le parti hanno interesse a non far decadere l'impianto. Si può, si deve fare, se il calcio italiano ha voglia di rialzare la testa, senza piangersi addosso sulla mancata qualificazione ai mondiali. In Europa tutti l'hanno già fatto: Inghilterra, Germania, Francia, con grandi vantaggi al giro d'affari. Mi dicono: non conosci l'Italia, la sua lentezza burocratica, ma il progetto a Venezia è già avanti, il sindaco è d'accordo, in tre anni dall'acquisizione del terreno si può fare. E in più io sono un tipo paziente. Quello che conta per me è un'architettura bella, tecnologica, democratica, connessa. Ho sistemato le suite a livello del terreno di gioco. Tutti dicevano che era impossibile, l'abbiamo fatto. Perché è quello che chiedono le generazioni del futuro e non vogliamo perderle"[7].

Intanto il vecchio Penzo sorride sornione, pensa a come sono conciati i più blasonati San Siro, San Paolo, l'Olimpico. E butta la palla in laguna.

[1] Imprenditore italiano nel campo immobiliare commerciale, immobiliare turistico, immobiliare residenziale, agricolo ed energetico. Dal luglio 2002 è proprietario del Palermo.
[2] È stato un politico, imprenditore e dirigente sportivo russo.
[3] Aviatore veneziano dell'aeronautica Militare che si distinse durante la Prima Guerra Mondiale, e fu impegnato in innumerevoli missioni salvataggio, come quella del 1928, al termine della quale perse la vita in Francia.
[4] Il calcio va visto in salotto...allo stadio, intervistato da "Il Venerdì di Repubblica", 5 gennaio 2018.
[5] Il calcio va visto in salotto...allo stadio, intervistato da "Il Venerdì di Repubblica", 5 gennaio 2018.
[6] Idem.
[7] Idem.


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