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Leggere a voce alta ai bambini. Da Nati per Leggere ho imparato che...

Creato il 06 dicembre 2011 da Stefania

Leggere a voce alta ai bambini. Da Nati per Leggere ho imparato che...

Un momento della lettura in libreria

Ieri pomeriggio ho portato la mia bambina in una libreria, in zona, in occasione dell'appuntamento del lunedì con le letture di libri ad alta voce. C'eravamo già state in passato ma ne eravamo uscite soddisfatte per metà. Abbiamo voluto riprovare.La lettrice ha proposto quattro libri dopo di che la mia bimba si è stancata ed abbiamo lasciato il gruppo alle prese con una quinta lettura decisamente più "da grandi". Rispetto all'esperienza precedente è andata meglio: la lettrice ha reso i bambini partecipi, ci ha messo un po' di enfasi ma... ha commesso anche qualche errore.
Mentre ascoltavo le storie - io ero mimetizzata tra i bambini perchè la mia principessina mi voleva vicina (ma và?) - ho affinato il mio senso critico rispetto alla situazione. Avevo già da tempo una mia opinione in merito a come si dovessero proporre letture ai bambini e le mie convinzioni, anche stavolta, sono state confermate da quanto detto nel corso di un incontro organizzato da Nati per leggere al quale ho partecipato non molto tempo fa. Nel corso dell'incontro Elena Carrano, lettrice volontaria, ci ha dato delle dritte su come leggere a voce alta ai bambini ho avuto a mia disposizione degli strumenti ben precisi grazie ai quali valutare la qualità della lettura. Tutto questo non per essere acida ed ipercritica ma per rendervi partecipi di quelle che dovrebbero essere le regole da seguire per leggere un libro ad alta voce ad un bambino.
Una delle regole che ho imparato - ed una delle conferme che ho avuto da Nati per leggere - è relativa al fatto che il lettore non possa improvvisare. Deve già conoscere il testo che si appresta a leggere per renderlo al meglio. Non si può i leggere il libro per la prima volta al giovane pubblico perchè i bambini sono molto attenti e se, come è capitato ieri pomeriggio, la lettrice sbaglia un'intonazione, non si accorge che sul fondo della pagina c'è un'altra riga, non rispetta la punteggiatura cambiando il senso alla frase, possono restare un po' interdetti. Per sua ammissione la lettrice non conosceva i libri che stava proponendo: errore. Perchè leggere prima della lettura pubblica? Non solo per prendere confidenza con la storia ma anche per verificarne la fluidità e per rendersi conto se è adatta per essere proposta. Nel leggere a voce alta non è importante tanto leggere bene quanto emozionare con la lettura, trasmettere qualche cosa. Il lettore, conoscendo il testo, è più sicuro. Malgrado ciò, quando legge ai bambini deve fare in modo che sia come se leggesse quella storia per la prima volta. Come? Creando meraviglia, facendo le dovute pause, partecipando allo stupore che determinate frasi alimentano...
Fare attenzione all'uso della voce. La voce è lo strumento principe nella lettura di un libro ad alta voce. Un attore importante al pari delle parole pronunciate, se non di più. E un attore ancora più importante delle immagini. Il tono della voce trasmette emozioni, mette in moto l'immaginazione, alimenta reazioni. Usare un tono piatto, una voce sempre uguale a se stessa non permette di rendere la storia come si dovrebbe. Questo non vuol dire che si debba esagerare. Non serve rendere troppo teatrale la scena ma si può anche usare il corpo per enfatizzare alcune parti ricordando, però, che si tratta pur sempre di un adulto che legge ad un bambino. Il lettore non deve rendersi ridicolo con gesti o atteggiamenti plateali per catturare l'attenzione di piccoli, imitare il loro modo di fare etc... Deve saper emozionare il piccolo ascoltatore grazie alla storia ma, soprattutto, grazie alla sua voce. 
Qualche altra buona regola da seguire nel leggere libri a voce alta ai bambini.
Creare un ambiente adatto: nei limiti del possibile, sarebbe opportuno creare un ambiente accogliente anche seguendo dei semplici e piccoli accorgimenti. Qualche tappeto, cuscini colorati, seggiole a misura di bambino creano un ambiente favorevole alla lettura ad alta voce. Lo si può fare anche in casa: ci si può ritagliare un angolino della cameretta, faccio un esempio, per creare una situazione tranquilla e accogliente. Rispetto alla nostra esperienza precedente devo dire che ieri pomeriggio lo spazio in cui eravamo ad ascoltare la lettura tutto sommato non è stato niente male. Coloro che passavano attorno a noi, intenti a sbirciare tra i libri, non hanno disturbato più di tanto e non c'era confusione.
Creare un rapporto di empatia con i bambini. Se si entra nelle corde dei bambini, se ci si presenta nel modo giusto, li si incuriosisce e si è in sintonia con loro sarà tutto più facile. Non ha senso dire, in modo asettico, il proprio nome e cominciare a leggere in modo meccanico senza creare un rapporto preliminare con i bambini. Scegliere libri adatti all'età dei bambini che ascoltano. E' impensabile che un bambino possa seguire una lettura che non è troppo adatta a lui per l'uso di termini difficili, per frasi troppo lunghe, per un'eccessiva lunghezza della storia, tale da richiedere tempi di attenzione non adatti alla sua età. Su questo posso dire che ieri è andata bene: sono stati proposti libri adatti per la mia bimba anche se, alla fine, qualche bambino più grande ha insistito affinchè si aggiungesse un'altra lettura non prevista.
Non leggere in modo distratto. Il lettore deve avere cura di chi ascolta nel senso che non può mettersi davanti ai bambini pensando - uso una frase che prendo in prestito da Elena Garrano - "...vabbè, mi tocca... e facciamolo!". Leggere un libro tanto per ottemperare ad un obbligo o senza provare piacere nel farlo vuol dire non trasmettere nulla a chi ascolta. Basta leggere una storia con amore... Meglio se si legge una storia che piace al lettore (perché se non piace non si riesce a trasmettere molto) e possibilimente che si ritiene possa piacere anche a chi ascolta.
Un lettore per quanti bambini? Uno, dieci, venti?Per ottenere un buon risultato Nati per leggere suggerisce un determinato rapporto lettore/bambino. Un rapporto indicativo, lo sottolineo, perchè mi rendo conto che in alcune situazioni non è facile rispettare i parametri indicati (penso ai nidi dove c'è una sola insegnante con tanti bambini piccoli....).Nati per leggere suggerisce: * 1 lettore / 1 bambino per letture a bimbi fino a 18 mesi di età. Il rapporto è soggettivo, il contatto è più diretto ed esclusivo perchè a quell'età il bambino ha bisogno di stare più vicino all'adulto che legge e predilige il contatto con lui;* 1 lettore / 3-4 bambini di età compresa tra i 18 mesi ed i tre anni;* 1 lettore / 20 bambini dai tre anni in su.
Spero di non aver fatto confusione... Ho cercato di mettere in ordine i pensieri di cui ho fatto tesoro in occasione dell'incontro con Elena e, sperando di essere utile, ho voluto renderne partecipi i lettori del mio blog. Vorrei sottolineare un punto: il discorso del rapporto tra lettore e bambini riguarda per lo più i lettori volontari, gli insegnanti, gli operatori di laboratori cui partecipano più bambini... Ma le regole che ho indicato sopra credo che siano utili anche a mamma e papà quando si apprestano a leggere una storia al loro bimbo. A me sono state utili. In molti casi si è trattato di conferme ad idee che mi ero già fatta sull'argomento e ne ho fatto tesoro. 
Regole troppo difficili da seguire? Ma no... Io credo di no. Elena ci ha detto chiaramente che non bisogna essere dei professionisti. Basta mettere amore nella lettura e... avere la consapevolezza di avere uno strumento capace di emozionare...
Sperando di non aver annoiato e di essere stata utile almeno un po' vi auguro buona lettura.  
Ps. mi auguro che momenti di lettura a voce alta ce ne siano sempre di più.... in casa ma anche in altri luoghi che ben si prestano allo scopo. 

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