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Leggi sull’aborto: svolta conservatrice in Polonia

Creato il 04 aprile 2016 da Retrò Online Magazine @retr_online

Il Partito di maggioranza vuole il divieto totale della pratica dell’aborto

In Polonia le leggi sull’aborto sono tra le più restrittive in Europa, ma il PiS vuole di più: “Bisogna tornare alle tradizioni cristiane“.

Sono stati la Primo Ministro Beata Szydlo e il leader storico della maggioranza, Jaroslaw Kaczynski, ad esprimersi duramente sull’aborto: è necessario il divieto totale della pratica. Secondo il partito Prawo i Sprawiedlywosc (Diritto e Giustizia) di stampo nazional-conservatore e cattolico-integralista, si tratterebbe di una “promessa fatta agli elettori“. Finora la Polonia riconosce il diritto di abortire solo alle donne che lo chiedono in casi estremi, ovvero se la gravidanza è causata da stupro, se questa mette in pericolo la sopravvivenza della madre, o se il feto presenta malformazioni così gravi da precludergli una vita serena e priva di sofferenze.

Il governo, ora, ha deciso di cancellare anche queste eccezioni e rendere illegale in qualsiasi caso la pratica dell’aborto: la difesa del futuro bambino prima di tutto. La legge non avrebbe problemi a passare poiché il partito di maggioranza, il citato PiS, dispone di una maggioranza al Sejm, la Camera Bassa. “Dobbiamo e vogliamo restaurare il primato dei valori cristiani di difesa della vita, e distanziarci dal comodo mainstream dell’Europa secolarizzata“, dichiarano dall’alto dell’esecutivo del partito.

E così le associazioni femminili e le organizzazioni per i diritti umani replicano che le vittime di un divieto così serrato saranno le donne che affrontano problematiche e difficoltà molto gravi. E queste donne saranno spinte a spendere soldi in viaggi all’estero, verso paesi in cui le leggi sulle interruzioni di gravidanza non siano così restrittive. Ad oggi, in un paese come la Polonia, profondamente cattolico ma al tempo stesso molto secolarizzato, il numero di aborti secondo le autorità sanitarie è salito da 500 nel 2012 a 1812 nel 2014. Ma i dati sono controversi: la federazione delle donne parla di più di 80mila aborti all’anno. Senza contare le donne che già vanno all’estero per effettuare l’intervento: la cifra annuale salirebbe a circa 200mila.

Intanto, a Varsavia è stato aperto il processo farsa a cinque ex alti dirigenti statali accusati di un complotto per uccidere l’allora presidente Lech Kaczynski, fratello gemello di Jaroslaw, morto in un incidente aereo nel 2010. I cinque nel mirino sono accusati di aver tramato per uccidere l’allora capo dello Stato , forse alleandosi con la Russia di Putin. Le indagini ufficiali, basate sull’analisi della scatola nera dell’aereo, parlano chiaramente di incidente: le testimonianze che parlano di “esplosioni a bordo” e “complotto”, sono state giudicate discutibili e non credibili.

CM

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