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Les cahiers fashion marketing: nel libro “nulla è come sembra” anche il nostro contributo

Creato il 23 febbraio 2015 da Patriziafinuccigallo

Les Cahiers Fashion Marketing: nel libro “Nulla è come sembra” anche il nostro contributo

Cambiato è cambiato il mondo dei fashion blogger. Da quando l’apertura di un blog nelle piattaforme di blogger avveniva unicamente per raccontare qualcosa di speciale, un viaggio oppure un incontro. O un abito, per chi amava la moda. Vi era poco di sistematico in ciò: la vita, quella vera, si svolgeva per lo più sui banchi di scuola e tra le braccia dei fidanzati i quali, tra uno scatto e l’altro, si prendevano una pausa con i baci. In pochi anni quei piccoli blog sono diventati aziende, i timidi fidanzati veri manager e gli scatti fotografici autentiche copertine. Un bene, un male, non si è ancora capito, questo fenomeno non lo si può liquidare così facilmente. Perché la comunicazione ha avuto una virata inimmaginabile, costruendo criteri e legami con i clienti davvero innovativi. Oggi si lanciano stories, si parla alle persone con i racconti video, la scrittura è al centro delle campagne pubblicitarie. “Oggi grazie al transmedia story-telling è possibile costruire la propria storia e narrarla, attraverso media diversi”. Ma chi sa scrivere davvero? In quanti sanno emozionare?”

Les Cahiers Fashion Marketing: in “Nulla è come sembra” anche il nostro contributo

Di questo e altro ancora si parla nel libro “Nulla è come sembra”, fenomenologia della comunicazione della moda 3.0, scritto a sei mani da Paola Vee (alla guida di Les Cahiers Fashion Marketing magazine on line dedicato agli operatori del fashion business), Maria Teresa Moschillo e Marta Bisognin. Più di cento pagine dedicate al fashion blogging: storia, evoluzione, fortuna, limiti e ambiguità. E nuove figure professionali, centralità del consumatore, new media strategy. Qui, in un’intervista, trovate anche alcune mie considerazioni che ruotano intorno al rapporto tra aziende e fashion blogger. Tanti i punti trattati nel volume in maniera chiara ed esaustiva, per finire con un interrogativo: sarà il caso di procedere a una regolamentazione del settore? Voi cosa pensate?

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