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Letture per essere donne più consapevoli

Creato il 08 marzo 2018 da Anncleire @anncleire

Women, like men, should try to do the impossible. And when they fail, their failure should be a challenge to others.

Amelia Earhart

La festa della donna è una di quelle feste che passano sempre in secondo piano e vengono sempre sottovalutate, nell’ordine di idee che non serva una festa dedicate alle donne, che allora c’è biosgno anche di una feste per gli uomini, ma allora qui ma allora lì. E per capire l’importanza di questa festa vi rimando prima di tutto a questo post di Mirya ma soprattutto al suo Decalogo per autoctoni. Ma come scrivevo nel mio post “Perché il femminismo passa anche dalle storie che leggiamo” bisogna essere sempre molto consapevoli di quello che leggiamo. Perché è vero che si legge anche per rilassarsi, per riposarsi, per distrarsi, ma si possono lanciare chiari messaggi anche con le nostre letture. Perché non possiamo essere sempre passivi di quello che ci lanciano addosso, non possiamo sempre chinarci a chi ci vuole diversi. Informarsi è importante, è altresì imporante studiare, crescere, comprendere. È per questo che vi consiglio la lettura di The Suffragettes perché la storia ci sia di monito, perché essere consapevoli è il primo passo per andare oltre. Essere donne nel nostro mondo è una faccenda complicata, ma essere forti, indipendenti, disposti alla lotta è quanto di più importante ci sia.

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Dovremmo essere tutti femministi di Chimamanda Ngozi Adichie

La Adichie è una di quelle donne che cambieranno il mondo perché le sue parole hanno una forza unica, un intento chiaro, una purezza incredibile. Leggere questo saggio è un’esigenza, una necessità, una priorità, per essere più liberi, più consapevoli, più femministi. Bisogna essere pienamente consapevoli del mondo in cui viviamo, del mondo che ci circonda e dei limiti che ci perseguitano, per combatterli, spezzarli e superarli.

The art of asking di Amanda Palmer

In un mondo che non è solo vigliaccheria e divisione, imparare a chiedere anche mettendosi a nudo è un passo importantissimo per creare un vero senso di comunità. Chiedere non è per deboli, chiedere è un atto di fede che illumina tutte le persone che ci circondano. Amanda Palmer è davvero una donna che ispira a modificare il proprio approccio verso gli altri e verso la vita. La Palmer mostra il suo percorso, in salita, faticoso, ma così gratificante che le ha permesso di mettere in piedi una comunità di estranei che si sono uniti intorno a lei, ma che vivono di vita propria, scambiando opinioni, pensieri, divani, idee, aiuto. Costruire un rapporto in fondo si basa sulla fiducia, fiducia generata anche e soprattutto dall’aprirsi, donarsi senza preconcetti.

Senza pelle di Nell Zink

Un libro poco convenzionale, che racconta l’umanità di una coppia di individui destinati a perdersi, ma incapaci di mollarsi, che percorrono l’incauto viaggio dell’età adulta in una terra straniera, con il coraggio dei sogni e la fragilità della realtà, in una muta perpetua e una perdita costante di piume. La vera protagonista però è Tiffany. È una donna che si lascia trasportare dalla marea emotiva che la sconvolge, ma è questo che la rende incredibilmente umana nonostante tutto, quel suo essere così volubile, che la trasforma in una donna fragile, eppure forte, capace di spostare i massi di una diga contro la volontà di chiunque le sia accanto. Ogni passo è un’evoluzione, la raccolta di coraggio per evadere l’incursione della vita, un atto estremo per la salvezza. Ma in fondo ci si salva da soli, anche quando si affonda.

Gli anni di Annie Ernaux

Il ritratto incerto e brillante di una donna e di una generazione, di uno stato e di un’epoca, il chiaro e indiscutibile flusso di eventi che sommati compongono le coordinate per ricostruire un’immagine chiara di un passato che sbiadisce ma non scompare mai. Le parole che sommate, ripercorrono la storia, per non dimenticare, per incidere i ricordi, le fotografie e i sogni.

La bella burocrate di Helen Phillips

Quando le immagini descritte sono più forti dell’apatia, quando una storia supera i generi, unisce il thriller al distopico, l’incredibile al futuristico, il lettore si trova davanti una storia come quella della Phillips, un incanto terribile capace di scuotere le fondamenta e illuminare un’intera generazione di incertezza e lavoro precario. Le descrizioni minimali e instabili, dipingono una realtà distorta, ma fin troppo conosciuta al lettore, che segue i movimenti di Josephine alla ricerca di un particolare più familiare, in una ricerca della verità che non ha niente di facile, e ogni tassello è un ingranaggio per far funzionare tutto. Josephine è in trappola, fino all’ultima riga.


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