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Libri, condivisione e socialità: così sono nate le biblioteche di condominio

Creato il 19 settembre 2018 da Maryandthebooks @MaryTraf

Nei quartieri di Milano nuove porte si aprono ad accogliere abitanti e passanti, e nascono nuovi incontri. E non si tratta solo di un semplice scambio o prestito dei libri: è anche un prendersi cura, dei libri, degli spazi, del tempo trascorso e donato agli altri.

Sono le biblioteche di condominio. Le conoscete? Ce ne sono anche nelle vostre città?

Oggi a Milano sono dodici (ma non è detto che la mappa si arricchisca presto di nuove esperienze virtuose!) e sono diventate parte integrante della Milano di chi ama i libri, tanto da essere una rete e godere del sostegno del Sistema Bibliotecario di Milano. Sono diventate grandi, o lo stanno diventando, e io ho deciso di cominciare a raccontarvele partendo da lì, da dove tutto è nato, nel 2013. Dalla Biblioteca di condominio Rembrandt 12.

Rembrandt 12: la prima biblioteca di condominio a Milano

Via Rembrandt è una strada milanese come tante. Grande traffico, negozi, e condomini. Quello "speciale" si trova al numero 12. Io ci arrivo un pomeriggio estivo di grande caldo e cielo assolato. Entrando, supero l'ingresso e, sulla destra, Roberto (Chiappella) mi accoglie sulla soglia. Varco la porta, e mi trovo in un piccolo rifugio fresco fatto di libri. Una stanzetta, piccola, ma piena zeppa fino al soffitto di librerie. Un piccolo divano, delle sedie, e ancora libri, in sacchetti, accumulati in pile colorate, ovunque. E pensare che tutto era iniziato quasi per caso, in questo che era poco più di un ripostiglio, ma con una missione bella e ben precisa.

"Cercare di vivere in un condominio migliore", racconta Roberto, e in questa breve frase in fondo c'è tutto. Ci sono pianerottoli di vicini che magari neanche si conoscono e a stento si salutano, ci sono palazzi di città in cui in fondo basterebbe un'idea originale per fare socialità e incontrarsi.

Libri, condivisione socialità: così sono nate biblioteche condominio
Libri, condivisione e socialità: così sono nate le biblioteche di condominio

"Ho pensato di usare questo locale vuoto per metterci dentro dei libri, in modo che ognuno di noi qui potesse scambiarseli". Poi i libri sono aumentati, "ho chiesto agli amici, ho riempito due librerie, poi ne è arrivata anche un'altra. E poi abbiamo iniziato a farcele da noi quando quelle che c'erano non bastavano più".

E quando sono arrivate a cinque, Roberto ha preso una decisione, quella che poi, inconsapevolmente, avrebbe fatto balzare la sua piccola biblioteca fuori dai confini del quartiere. "Ho deciso di fare un'inaugurazione per il condominio". Era il 2 febbraio 2013 - Roberto se lo ricorda bene - perché da quel giorno in poi niente è stato più come prima. "E' successo che sono finito sui giornali, e invece delle solite 30 persone del condominio sono cominciati ad arrivare tanti curiosi, tante gente che voleva capire di cosa si trattasse. E io di questo sono ancora sorpreso". E' vero. Quando ne parla, Roberto, della sua biblioteca condominiale, lo fa come si trattasse in fondo di una piccola cosa e ancora si stupisce della popolarità che ha suscitato la sua piccola grande idea.

Un giardino prezioso

E poi un'idea bella ma super locale come una biblioteca di condominio a Milano è diventata in realtà un patrimonio di tutti, grazie alla sua pagina Facebook. Roberto la cura come si cura un giardino prezioso, anche su Facebook dove è stato capace di riunire intorno alla sua pagina (ad oggi) quasi 15mila persone.

Ma non pensiate siano solo milanesi, anzi! La sostenitrice più lontana arriva dal Brasile, e di passaggio a Milano per trovare dei parenti è passata anche qui, a incontrare Roberto. Vengono a trovarlo anche dalla Sicilia e da altre parti d'Italia. Ed è bello questo scambio tra virtuale e reale.

Biblioteca di condominio: ecco come funziona

Volete passare anche voi a visitare la Biblioteca Rembrandt? Cominciate a immaginarla: ci troverete circa 6mila libri. "Alcuni li lascio liberi. Ce n'è una catasta, per esempio, come le bancarelle del mercato". Una piccola gioia per chi ama frugare alla ricerca del titolo perfetto. Sono i thriller ad andare per la maggiore, e i gialli, quelli svedesi e quelli milanesi. Ma come funziona? Chi vuole può portare dei libri. Spesso Roberto se li ritrova anche fuori dalla porta. Lui li accetta tutti, perché anche se non possono rimanere in biblioteca, li porta altrove dove c'è bisogno.
In biblioteca tutto è molto informale. I libri hanno un'etichetta che segnala mensola e scaffale e chi viene lascia nome, cognome, indirizzo, numero di telefono. Non ci sono limiti di tempo per riconsegnare i libri. Anche perché, poi, lo scopo vero, oltre a quello di donare il piacere della lettura, è anche un altro: incontrarsi (anche grazie alle presentazioni e ai reading che vengono organizzati spesso).
" Se instauri un rapporto con una persona che vedi più di una volta, il libro più interessante è il suo - racconta Roberto ed è difficile dargli torto -. Se ti metti a parlare e dai un po' di te, loro ti danno un po' del loro e ci si racconta. Sono libri interessanti quelli delle persone quando li aprono".


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