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Libri sul comodino

Creato il 03 dicembre 2019 da Ilibri
Libri sul comodino

Libri sul comodino - Traiamo spunto da un articolo del Corriere della Sera per affrontare un argomento caro ai lettori più o meno strong: quali libri giacciono sul nostro comodino? Il che equivale a definire sia la cosiddetta wish list dei libri da leggere, sia le personali preferenze di lettura se è vero quanto afferma Proust:
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso. (Marcel Proust)
Oppure, per dirla con Sartre:
I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l'imprevedibilità. (Jean-Paul Sartre)

L'articolo sopra linkato riferisce di uno studio di McKinsey, che ha "fotografato" quello che si trova sulla scrivania dei dirigenti di grandi aziende e di multinazionali. Noi vi proponiamo link e sinossi delle opere citate.

Jorgen Vig Knudstorp, presidente esecutivo di Lego, sceglie una raccolta di saggi di Jonathan Franzen, La fine della fine del mondo - Non c'è mai stato così bisogno dei saggisti quanto nei tempi oscuri in cui viviamo. Franzen lo ha imparato da Henry Finder, editor del "New Yorker" alla metà degli anni Novanta, quando era un giovane un po' spiantato che voleva fare carriera nel giornalismo. Da Finder ha anche imparato che il vero saggista, quello che serve al presente, non è il paludato e pedante accademico. Ma chi con curiosità è disposto ad affrontare ciò che non conosce, chi passo dopo passo racconta la propria presa di coscienza del reale lasciando che lo mandi in crisi, lo colga in fallo, gli mostri l'inatteso. Così facendo, lasciandosi stupire, il saggista può rendere qualunque argomento rilevante per chi legge. Si tratti di un safari a caccia di specie rare di uccelli, dell'eredità di un vecchio zio, dell'incontro con un amico scrittore che ti consiglia di andare con una prostituta. Tutto, grazie allo sguardo di Franzen, assume l'aspetto di una piccola epifania che ci rivela qualcosa in più su noi stessi e su un mondo che spesso abitiamo troppo distratti.

Beth Comstock, responsabile innovazione di General Electric, predilige Richard Powers, Il sussurro del mondo - Patricia Westerford - "Patty-la-Pianta" - comincia a parlare all'età di tre anni. Quando finalmente le parole iniziano a fluire, assomigliano piuttosto a un farfugliare incomprensibile. L'unico che sembra capire il mondo di Patricia, sin da piccola innamorata di qualsiasi cosa avesse dei ramoscelli, è suo padre - "la sua aria e la sua acqua" - che la porta con sé nei viaggi attraverso i boschi e le foreste d'America, a scoprire la misteriosa e stupefacente varietà di alberi. Cresciuta, dottorata ribelle in botanica, Patty-la-Pianta fa una scoperta sensazionale che potrebbe rappresentare l'alfa e l'omega della natura, il disvelamento del mistero del mondo: il compimento di una vita spesa ad ascoltare e guardare gli alberi, sin dalla nascita. Ma in realtà questo è solo l'inizio. Intorno a Patty-la-Pianta si intrecciano i destini di nove indimenticabili personaggi che a poco a poco convergono in California dove una sequoia gigante rischia di essere abbattuta da uomini sordi e ciechi. Il sussurro del mondo è un'opera immensa, un appassionato atto di resistenza e impegno, un inno d'amore alla letteratura, al potere delle storie, alla grandiosità della natura.

Doug McMillon,l ceo di Walmart sta leggendo l'autobiografia di Andre Iguodala The Sixth Man - The standout memoir from NBA powerhouse Andre Iguodala, the indomitable sixth man of the Golden State Warriors.** Andre Iguodala is one of the most admired players in the NBA. And fresh off the Warriors' fifth Finals appearance in five years, his game has never been stronger. Off the court, Iguodala has earned respect, too-for his successful tech investments, his philanthropy, and increasingly for his contributions to the conversation about race in America. It is no surprise, then, that in his first book, Andre, with his cowriter Carvell Wallace, has pushed himself to go further than he ever has before about his life, not only as an athlete but about what makes him who he is at his core. The Sixth Man traces Andre's journey from childhood in his Illinois hometown to his Bay Area home court today. Basketball has always been there. But this is the story, too, of his experience of the conflict and racial tension always at hand in a professional league made up largely of African American men; of whether and why the athlete owes the total sacrifice of his body; of the relationship between competition and brotherhood among the players of one of history's most glorious championship teams. And of what motivates an athlete to keep striving for more once they've already achieved the highest level of play they could have dreamed. On drive, on leadership, on pain, on accomplishment, on the shame of being given a role, and the glory of taking a role on: This is a powerful memoir of life and basketball that reveals new depths to the superstar athlete, and offers tremendous insight into most urgent stories being told in American society today.

Jesper Jos Olsson, fondatore del gruppo immobiliare White Peak, sceglie Michel Houellebecq, Serotonina - leggi il nostro commento al romanzo a questo link

Salman Amin Khan, fondatore della piattaforma di e-learning Khan Academy, sceglie Kurt Vonnegat, La colazione dei campioni - Uno dei personaggi preferiti di Vonnegut, l'alter ego Kilgore Trout, scopre con orrore che un venditore di macchine del Midwest prende sul serio la sua narrativa. Il risultato è una feroce satira che ci consegna la visione dell'autore americano sulla guerra, il sesso, il razzismo, il successo e la politica negli Stati Uniti, suggerendoci come vedere la verità. Pubblicato per la prima volta nel 1973, La colazione dei campioni è stato adattato nel 1999 al cinema per la regia di Alan Rudolph.

Kevin Sneader, ceo di McKinsey, opta perPeter Frankopan, Le nuove vie della Seta - "Il mondo intorno a noi sta cambiando. Stiamo entrando in un'era in cui il dominio politico, militare ed economico dell'Occidente comincia a essere messo in discussione, provocando un senso d'incertezza inquietante." Con queste parole, nel 2015, Peter Frankopan chiudeva Le Vie della Seta , nel quale invitava il lettore a riconsiderare il ruolo cruciale svolto in passato da popoli e aree geografiche che, nei secoli, il predominio occidentale aveva oscurato, ma che stavano prepotentemente tornando al centro della politica e della finanza globale. A pochi anni di distanza, il cambiamento che Frankopan annunciava come prossimo sembra essersi pienamente compiuto e i paesi occidentali si trovano a fronteggiare una sfida di portata storica, forse la più ardua che abbiano mai affrontato, in cui sono in gioco i loro valori fondanti e la loro stessa identità culturale. L'incertezza che circonda il futuro dell'Unione europea dopo il voto a favore della Brexit e la nuova politica intrapresa dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump testimoniano il progressivo indebolimento dell'Occidente e dimostrano che il centro di gravità economico si è ormai spostato a Oriente. È infatti innegabile che le decisioni più importanti vengano oggi prese non più a Parigi, Londra, Berlino o Roma - come accadeva nei secoli scorsi -, bensì a Pechino, Mosca, Teheran, Islamabad e Gerusalemme, in quell'area del pianeta, cioè, che non solo vanta immense risorse naturali e detiene il primato nella produzione di cereali, ma è anche ricca delle materie prime su cui si fonda tutta la tecnologia digitale. Le Nuove Vie della Seta indaga sui più recenti sviluppi di questo cambiamento epocale, ne individua le cause e ne illustra le inevitabili conseguenze, con le quali tutti abbiamo iniziato a confrontarci e dovremo continuare a farlo.

Jorg Reinhaird, a capo della multinazionale farmaceutica Novartis, indica Kishore Mahbubani, Occidente e Oriente, chi perde e chi vince- "Lo status plurisecolare dell'Occidente come centro della ricchezza e del potere globale sta volgendo al termine. Mentre nuove potenze - la Cina e l'India in primis, ma anche altri Paesi dell'Africa e dell'America Latina - si apprestano a scalare l'ordine gerarchico mondiale, come dovrebbe reagire l'Occidente? Kishore Mahbubani sostiene in maniera appassionata e provocatoria che l'Occidente non può più imporre il proprio potere e i propri ideali al resto del mondo; paradossalmente, è solo prendendo coscienza del loro declino che i Paesi occidentali possono prepararsi per un successo strategico a lungo termine. Mahbubani esamina i miti e le a uto-illusioni del potere occidentale con l'occhio critico di un osservatore esterno: la sconvolgente freschezza della sua analisi geopolitica darà a tutti gli occidentali e ai pensatori politici materia su cui riflettere."

Dan Schulman, presidente e Ceo di Paypal, sta leggendo un thriller: Lexicon di Max Barry - Sticks and stones break bones. Words kill. They recruited Emily from the streets. They said it was because she's good with words. They'll live to regret it. Wil survived something he shouldn't have. But he doesn't remember it. Now they're after him and he doesn't know why. There's a word, they say. It shouldn't have got out. But it did. And they want it back... Find out why in one of the most mind-bending, page-turning, thrilling novels you'll ever read. *Winner of the Aurealis Award for science fiction and GoodReads Choice Awards finalist for best science fiction*

E voi, cos'avete sul comodino?


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