Il tutto ha avuto inizio con un tweet di Piquè: il difensore del Barcellona, seguitissimo nei suoi cinguettii, ha twittato un post polemico sulla direzione di Fernandez: “Sto guardando un film comico” ha scritto lo spagnolo. Da lì a qualche minuto, la pronta risposta è giunta da un altro spagnolo, Arbeloa, direttamente dagli spogliatoi del Real: “Felici della vittoria, fa piacere che qualcuno sia passato dal teatro al cinema”, con un chiaro riferimento alle accuse di teatralità lanciate al Barcellona nientemeno che da Josè Mourinho.
I retweet sono stati migliaia, quasi 100mila, un vero e proprio boom raggiunto in poche ore.
Il problema, però, è stato uno degli ashtag maggiormente utilizzati dai tanti followers dei due giocatori della Nazionale spagnola: la parola “furto”, infatti, era presente in tantissimi post degli utenti, andando a finire dritta dritta nei radar della Polizia postale. I sistemi delle forze dell’ordine, infatti, registrano nel web e nei social network i topic per i quali potrebbero esserci delle segnalazioni, delle richieste di aiuto, e ben si comprende come il termine “furto” possa aver fatto suonare l’allarme del cervellone informatico della polizia spagnola.
La stessa Policia Nacional è stata quindi chiamata a dare uno stop al proliferare di cotanti messaggi ipoteticamente “pericolosi”, e per farlo ha lei stessa lanciato un tweet molto simpatico per evitare che l’ondata proseguisse. Sarebbe forse stato meglio tenere l’arbitro Muniz Fernandez ai domiciliari anzichè permettergli di arbitrare il tanto contestato match?