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Lincoln nel Bardo di George Saunders

Creato il 30 aprile 2018 da Anncleire @anncleire
Lincoln nel Bardo di George Saunders È venuto dal nulla, ha preso forma, è stato amato, è sempre stato destinato a tornare nel nulla. Solo che non pensavo sarebbe accaduto così presto.

"Lincoln nel bardo" nasce dal genio di George Saunders edito in italiano per Feltrinelli. Vincitore del Man Booker Prize nel 2017 è uno di quei libri controversi che o finisci per amare o non comprendere fino in fondo. Tra strane suggestioni e imperiture impressioni, Saunders investiga il dolore del lutto e l'accettazione definitiva della brevità dell'esistenza.

Febbraio 1862, la Guerra civile è iniziata da un anno, e il presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, è alle prese con ciò che sta assumendo tutti i contorni di una catastrofe. Nel frattempo Willie, il figlio prediletto di undici anni, si ammala gravemente e muore. Verrà sepolto a Washington, nel cimitero di Georgetown. A partire da questa scheggia di verità storica - i giornali dell'epoca raccontano che Lincoln si recò nella cripta e aprì la bara per abbracciare il figlio morto - Saunders mette in scena un inedito Aldilà romanzesco popolato di anime in stallo. Il Bardo del titolo, un riferimento al Libro tibetano dei morti, allude al momento di passaggio in cui la coscienza è sospesa tra la morte e la prossima vita. È questo il limbo in cui si aggirano moltitudini di creature ancora troppo attaccate all'esistenza precedente, come Willie, che non riesce a separarsi dal padre, e il padre, che non riesce a separarsi dal figlio. Accompagnati da tre improbabili guide di ascendenza dantesca, assisteremo allo sconvolgimento prodotto nel mondo di queste anime perse dall'arrivo di Willie Lincoln, che è morto e non lo sa, e di suo padre, il presidente, che è come morto ma deve vivere per il bene del proprio paese. Sentiremo le voci - petulanti, nostalgiche, stizzose, accorate - degli spiriti e il controcanto della storia. Leggeremo nei pensieri di Lincoln e nella mente di suo figlio, uniti da un amore che trascende il dolore e il distacco fisico.

Con i libri vincitori di premi letterari importanti c'è sempre una certa dose di ambivalenza, gridare al genio, potrebbe sembrare un atto a dir poco presuntuoso. Ma la curiosità diventa impellente soprattutto quando si deve far i conti con uno scrittore del calibro di Saunders. La storia che si sviluppa intorno al presidente americano Abraham Lincoln è affascinante e insolita e si arrampica su più piani, tra reale e fantastico. La morte del figlio prediletto di Lincoln fornisce lo spunto per un viaggio sulle sponde del lutto, in un progredire irreale e sempre più consapevole. Willie è un ragazzino di dieci anni, rispettoso, vivace, pieno di voglia di scoprire il mondo. Ha un rapporto molto stretto con il padre, questa figura impontente che incombe sul destino degli Stati Uniti, con la Guerra Civile che pende come una mannaia sulla testa. Eppure ogni pagina è intrisa di un certo fatalismo, di figure spettrali che cercano di rimanere indissolubilmente legate alla terra, alle vestigia di una esistenza sbrindellata e confusa nel passato. Ma al centro della storia resta sempre l'elaborazione del lutto, quel miscuglio di sensazioni che non passano mai, neanche dopo anni, che si accumulano senza mezze misure fuori dal proprio animo. Così Lincoln arranca nella tundra del proprio dolore alla ricerca di risposte. Willie si inerpica negli spazi lasciati vuoti dalla perdita. I comprimari, quel gruppo di spiriti instabili e feroci, esibizionisti e in cerca di attenzioni, si muove, leggiadro tra scelte incomparabili. Un po' si vive e un po' si muore, a metà tra la vita e l'aldilà, in un cimitero consunto, troppo pieno di storie che si affastellano, che pretendono di essere ascoltate. Storie di violenza, storie di perdita, verità che si mischiano in punti di vista diversi. I tre giovani sconsiderati che lanciano cappelli, il Reverendo che custodisce un terribile segreto, la madre che osserva imperturbabile le sfere dove si srotola la vita delle figlie perdute. Un cumulo di vicende che stordisce e che cerca pace, nonostante ci si aggrappi ai confini del cimitero con forza e convinzione. Quello che manca è la convinzione che bisogna andare oltre, accettare senza riserbo la propria perdita ed essere coraggiosi.

Il particolare da non dimenticare? Un mausoleo.

Saunders gioca tra paranormale e reale e regala ai suoi lettori una storia che racchiude mille altre storie, dai temi universali e un significato che sfugge la logica, mentre accettare la perdita non è mai facile, è sempre appagante vivere l'amore.

Buona lettura guys!

Lincoln nel Bardo di George Saunders
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