Links of the week #5

Creato il 17 aprile 2011 da Abo

Secondo un noto refrain, tutti hanno un manoscritto nel cassetto, e tutti sognano di vederlo pubblicato. Il miraggio è quello della notorietà, se non quello di far soldi. Anche chi ha già entrambe le cose non sembra però immune dalla smania di vedere il proprio nome stampato su un libro. Sul Post, un articolo raccoglie i libri scritti dai dittatori. Mossi dal desiderio di fare propaganda politica o di fare sfoggio di cultura, anche i tiranni scrivono.

E’ di questi giorni la notizia che Amazon ha messo in vendita una versione del Kindle a prezzo ridotto, il cui sconto viene ripagato dalla presenza di alcune pubblicità che appaiono sul dispositivo. Il risparmio è minimo e in molti dubitano che si tratti di una buona idea, convinti che i libri debbano restare uno dei pochi avamposti liberi dalla pubblicità. Il New York Times ricorda però che non si tratta di una novità assoluta, e che già in passato i mass market paperbacks sono stati usati come veicolo di promozione per vari prodotti.

In Italia il fenomeno del book signing è tutto sommato poco diffuso, ma all’estero possedere una copia firmata dall’autore piace parecchio. L’avvento del libro elettronico pone però evidenti problemi: come farsi firmare un ebook? Una possibile risposta verrà data a maggio durante il Book Expo America, nome in codice del progetto: Autography. Il meccanismo è un po’ cervellotico, ma potrebbe anche funzionare. Se siete curiosi, potete leggere qui di cosa si tratta.

Wallace, Wallace, Wallace. Con l’uscita di The Pale Kingnon si parla d’altro. Anche il New Yorker segue la tendenza, e lo fa sfruttando di un altro nome caldo, quello di Franzen. Vista l’amicizia tra i due, l’autore delleCorrezioni ha scritto per il New Yorker un breve saggio commemorativo, intitolato Farther Away. Lo si trova sull’edizione cartacea del prestigioso magazine, e anche online, MA solo se si diventa fan del New Yorker su Facebook. Per chi, come il sottoscritto, non ha un profilo sul social network, nisba. Ora, che un’istituzione come il New Yorker debba ridursi a questi mezzucci per aumentare gli accessi alla sua pagina Facebook mi ha messo addosso una certa tristezza. E, com’era ovvio, non è stato difficile riuscire ad accedere al testo comunque. Up yours!

Chiudiamo con una segnalazione musicale: quei geni barbuti dei Tv on the Radio hanno da poco pubblicato un album, intitolato Nine Types of Light. Non l’ho ancora ascoltato, quindi non mi pronuncio sulla sua riuscita. Vi segnalo però che la band newyorkese ha prodotto anche un film, composto da dieci videoclip, uno per ogni brano dell’album. Lo trovate su YouTubequi; non lo inserisco del post perché è un po’ lungo, e temo rallenterebbe l’apertura della pagina.

Per ora è tutto, la prossima settimana parliamo di un libro che mi sta piacendo moltissimo: Il mio impero è nell’aria di Gianluigi Ricuperati.