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Lisbona, una giornata a Rossio

Creato il 23 luglio 2019 da Lillyslifestyle @LilianaNavarra

Quando si parla di Rossio a Lisbona c’è sempre tanta confusione visto che in realtà ci si riferisce a Piazza Dom Pedro IV. Volete sapere perché la chiamano Rossio? Vi piacerebbe trascorrere una giornata a curiosare in questa piazza della città, il centro di Lisbona? Non vi resta che continuare a leggere.

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Una piazza che in passato è già stata fiume, ippodromo, luogo d’incontro di cospiratori, punto nevralgico della letteratura nazionale ed internazionale, mercato, via vai di ebrei ricchi fuggiti dalle persecuzioni e molto altro ancora. Di tutto questo e di più vi racconterò oggi.

Un po’ di storia

Ufficialmente Rossio si chiama Piazza Dom Pedro IV, 27º re portoghese (Queluz, 12 ottobre 1798 – Queluz, 24 settembre 1834) che morì a 36 anni e lasciò 34 figli. Figlio del re João VI del Portogallo e la regina Carlota Joaquina di Spagna, membro della Casa di Bragança.

Pedro ha vissuto i suoi primi anni di vita in Portogallo fino all’invasione delle truppe francesi nel 1807 che forzarono il trasferimento della famiglia reale in Brasile. Non temete non voglio scrivere la biografia del re ma volevo giusto inquadrarlo storicamente. Torniamo a noi e alla piazza.

In realtà la sua statua (datata 1870) non lo rappresenta come re ma come imperatore, Pedro I, primo imperatore del Brasile (per questo non è a cavallo) dal 1822 al 1831. Un bel po’ di confusione, vero?

Lisbona, una giornata a RossioFoto: Estúdio Horácio Novais/FCG

Se volessimo parlare dellorigine della piazza non possiamo non ricordare che fino a prima del XII secolo questa piazza era navigabile, era il fiume Valverde un affluente del fiume Tago. Quando il fiume prosciuga e diventa una palude, la zona è bonificata.

È stata anche ippodromo al tempo dei romani e finalmente piazza e luogo d’incontro della popolazione in tempi più recenti. Una piazza ricca di eleganti edifici pombalini costruiti sulle rovine della città dopo i due grandi terremoti di Lisbona, quelle del 1531 e, il più famoso, del 1755.

Lisbona, una giornata a Rossio

Cosa visitare

Chi ha già fatto un tour con me, molte di queste curiosità e luoghi li ha già visti e conosciuti. Oggi, con questo articolo, voglio proporvi un gioco, un giro circolare della piazza partendo dal teatro Dona Maria II e ritornando nuovamente al teatro. Siete pronti?

La piazza

Per me è la piazza più bella della città con i suoi palazzi pombalini, il teatro nazionale e le fontane francesi, che rappresentano figure mitologiche, collocate nel 1889 per sostituire due pozzi pre-esistenti. Per non parlare poi del “Mar Negro”, come lo definscono, la magnifica e prima decorazione stradale della città.

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Una gemma incastonata nel quartiere chiamato Baixa, più precisamente, Baixa Pombalina. Al centro l’uomo a cui fu reso omaggio donando il nome alla piazza, Dom Pedro IV in veste di generale, le spalle coperte dal manto reale e la testa incoronata di alloro. Sul piedistallo quattro figure femminili che simbolizzano: la giustizia, la prudenza, la forza e la moderazione, tutte qualità attribuite al re D. Pedro IV.

Lisbona, una giornata a Rossio

Teatro nazionale Dona Maria II

Cominciamo ufficialmente il nostro giro della piazza dal teatro nazionale. Un teatro che apre ufficialmente le sue porte (come teatro) nel 1846 per festeggiare il 27º compleanno di Dona Maria II, per l’appunto, una dei 34 figli del re. Perché ho scritto tra parentesi (come teatro)? Perché in origine era il Palácio dos Estaus edificato nel 1449 per volere di D. Pedro.

Lisbona, una giornata a Rossio Lisbona, una giornata a Rossio

Il palazzo con tre torri serviva ad ospitare la corte in visita a Lisbona che non possedeva un’abitazione propria. Solitamente occupato da monarchi stranieri, ambasciatori e corpi diplomatici in visita. Più tardi sede dell’inquisizione e tribunale chiamato “Casa de Despacho da Santa Inquisição”. Il terremoto del 1755 distrugge tutto.

Sapevate che il teatro nasconde un piccolo tesoro di arte urbana al suo interno? Vi ho incuriosito? Continuate a leggere qui.

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Café Gelo

Continuando la nostra passeggiata arriviamo al bar “Café Gelo” inaugurato nella metà del XIX secolo. Inizialmente chiamato Botequim do Gonzaga, rinominato Café Freitas, fino ad arrivare a “Café do Gelo” e finalmente a “Café Gelo”. O “Gelo”. Chiamato così perché fu il primo bar della città ad avere il ghiaccio per preparare sorbetti e rinfrescare le bevande. Presto vi parlerò dettagliatamento del ghiaccio in Portogallo.

Di grande tradizione rivoluzionaria in una sala segreta al suo interno avvennero incontri di repubblicani, massoni, socialisti, anarchici e carbonari. Fu dalla porta di questo bar che il pomeriggio del primo febbraio del 1908, Alfredo Costa e Manuel Buiça uscirono ed andarono in praça do Comércio per uccidere il re D. Carlos e suo figlio D. Luís Filipe.

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Fu questo doppio omicidio, regicidio, a portare due anni dopo la proclamazione della prima repubblica portoghese.

Il Café Gelo però fu anche luogo d’incontro di artisti, intellettuali e giornalisti come potete vedere illustrato nella vignetta in basso.

Lisbona, una giornata a RossioIllustrazione pubblicata nel Diário de Lisboa

Café Nicola

Continuando lungo lo stesso marciapiede arriviamo ad un altro bar storico, il Café Nicola, finalmente inserito nella lista Lojas com História di Lisbona. È una caffetteria particolarmente cara a noi italiani. Perché? Perché nel XVIII secolo fu aperto proprio da connazionali.

Chiamato inizialmente Botequim do Nicola e solo dopo esser passato in gestione a Joaquim Fonseca Albuquerque apre le sue porte come Café Nicola nel 1929. In realtà la storia è un po’ più complessa.

Estúdio Mário Novais: 1933-1983

A causa di forti pressioni politiche e numerosi scontri tra clienti ed autorità la caffetteria è costretta a chiudere le sue porte nel 1834. È trasformata poi in oreficeria e libreria fino all’inizio del XX secolo, è in questo periodo che riapre come caffetteria grazie a Joaquim Fonseca Albuquerque, antico socio del Café Chave d’Ouro aperto nel 1929.

Ricordato per esser stata la seconda casa del poeta Manuel Maria Barbosa du Bocage, immortalato nelle pitture di Fernando Santos e rappresentato in forma scultorea (opera di Marcelino de Almeida) al suo interno, il Café Nicola fu luogo d’incontro di scrittori, artisti e politici che passarono a chiamarlo “Academia”.

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Durante la seconda guerra mondiale Lisbona fu rifugio per molti stranieri che scapparono dai loro Paesi di origine. Durante questi anni, tra i 30 e i 40, le terrazze di Rossio erano pienissime e il Nicola sarà stato sicuramente palco di spionaggio.

Lisbona, una giornata a RossioFoto: lojascomhistoria

Non dimentichiamoci poi che proprio in cima al bar, al primo piano, visse Eça de Queiroz grande scrittore ed intellettuale portoghese. Conosciuto per la sua opera più famosa “Os Maias” del 1888.

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Tabacaria Mónaco

Al lato del Café Nicola c’è una piccola porticina, un tabaccaio, la Tabacaria Mónaco. Un piccolo gioiellino nascosto nella rumorosa piazza. Il bancone e gli armadi sono rigorosamente in legno, proveniente da Brasile, tutti gli elementi in ceramica sono firmati Rafael Bordalo Pinheiro ed i magnifici vetri e gli affreschi del soffitto sono opere dell’artista António Ramalho.

Piccola curiosità: sapevate che nel mezzo del lungo corridoio esisteva uno dei primi telefoni pubblici della città?

Quando eu vou n’essa incerteza
Do flaneur, sem fim, sem rumo,
Ao acaso e de surpresa
Me assalta a minha tristeza,
Entro na Monaco e fumo.

Fernando Caldeira (1842-1894)
Lisbona, una giornata a RossioFoto: lojascomhistoria

Tendinha do Rossio

Fondata nel 1818, anche se il pannello di azulejos indica il 1840, è una delle antiche osterie tipiche della città che commercializzava la famosa Ginjinha, il liquore alle amarene.

L’avrete sicuramente vista nel secondo reportage del Kilimangiaro dove mi hanno immortalata mentre mangio con gusto una crocchetta di baccalà, la specialità del posto. Continuate a leggere qui.

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Animatógrafo do Rossio

No, non voglio invitarvi a una sessione di cinema pornografico ma ad ammirare la sua magnifica facciata di azulejos, uno dei pochi esempi di art nouveau in Portogallo.

Anticamente conosciuto come Salão Rocio oppure Animatographo do Rocio fu inaugurato l’8 dicembre del 1907 dai fratelli Ernesto e Joaquim Cardoso Correia (Correia&Correia). Fu considerato il primo cinema del Portogallo. Al suo interno erano proiettati film, si organizzavano spettacoli di varietà e di teatro per bambini.

La bellezza architettonica della sua facciata non lascia indifferenti, uno dei pochi esempi di arte nuova della scuola francobelga di Horta e Guimard. Magnifici i due pannelli di azulejos di Q. Queriol. Inizialmente apre le sue porte come la sala cinematografica più lussosa della capitale.

Lisbona, una giornata a Rossio

Joalharia Ferreira Marques, Filhos

Location del film 007 – Alla corte di sua maestà (1969), unico film dove il famoso agente segreto si sposa – compra la fede nella gioielleria di Lisbona – ed anche un film portoghese, l’ultimo di Manoel de Oliveira, “Singularidades de uma Rapariga Loira” (2009).

Lisbona, una giornata a Rossioscena del film

La gioielleria fu fondata nel 1926, più precisamente il 22 luglio, da Adriano Ferreira Marques, bisnonno dell’attuale proprietario. Una delle gioiellerie più antiche della città, oggi i suoi gioielli non sono più prodotti in loco ma per avere un’idea della maestria dei suoi artigiani basterà visitare la sacrestia dell´Igreja do Bom Jesus di Braga, oggi patrimonio Unesco (da luglio 2019).

Lisbona, una giornata a RossioFoto: Loja com História

La strada più corta del Portogallo

Betesga significa vicolo. L’origine del nome deriva sicuramente dal vicolo buio che esisteva nello stesso luogo prima del terribile terremoto del 1755. Avete mai sentito le espressioni «Meter o Rossio na Betesga» o «meter o Rossio na rua da Betesga» oppure «Colocar o Arco da Rua Augusta na Rua da Betesga»? È un’espressione portoghese che significa “fare qualcosa d’impossibile” proprio come “mettere Rossio nella Betesga”.

Lisbona, una giornata a Rossio

Pérola do Rossio

Continuando la nostra visita della piazza, siamo già a metà strada per la sua conslusione, arriviamo ad un altro negozio storico: Pérola do Rossio. Fondato nel 1923 da Mário Lopes de Moraes, il negozio Pérola do Rossio resta nelle mani della stessa famiglia da circa tre generazioni.

È un negozio specializzato in caffè e tè ma oggi, per sopravvivere, vende anche vino, biscotti, miele e marmellate, cioccolata ed altro ancora.

Per gli amanti del caffè, come me, direi di acquistare almeno un sacchetto ricordo degli aromatici chicchi, avrete così la possibilità di vedere l’antica macina del caffè che, pur essendo quasi centenaria, è ancora funzionante. Troverete caffè oriundo di: Brasile, Timor, São Tomé e Príncipe, Colombia e Guatemala.

Lisbona, una giornata a RossioFoto: Lojas com história

Chapelaria Azevedo Rua

Forse mi avrete già visto provare cappelli nellaprima puntata su Lisbona del Kilimangiaro. Questa cappelleria pare sia stata anche la cappelleria dove Fernando Pessoa comprava i suoi iconici cappelli. Continuate a leggere qui.

Lisbona, una giornata a Rossio

Piccola deviazione…

Anche se non si trova proprio in piazza non posso non menzionare altri due luoghi iconici: la Ginjinha e la chiesa di São Domingos. Molti potrebbero dire che è un crimine non citare l’attigua Praça da Figueira ma in realtà sto già preparando un nuovo ricco articolo su quest’altra piazza della città.

GINJINHA

Una delle tappe obbligatorie, per golosi e non, è alla “A Ginjinha” nel Largo de S. Domingos. Propietà di un galeco chiamato Espinheira. Fu il primo locale in città a commercializzare la dolce bevanda nel 1840.

Su consiglio di un frate della Igreja de Santo António, Espinheira prova a far fermentare le amarene nella grappa aggiungendo zucchero, acqua e cannella. Il successo fu assicurato, soprattutto dal prezzo basso, oggi è considerata una bibita tipica di Lisbona.

Lisbona, una giornata a RossioFoto: Loja com história

“Com elas” ou “sem elas”?

Altro che dubbi amletici, significa, con o senza frutta. Domanda automatica quando chiedete di bere una ginjinha. Io la chiedo rigurosamente “com elas”.

Chiesa di São Domingos

Questa chiesa meriterebbe un articolo esclusivo e non vi nascondo che si trova tra le numerose bozze del mio blog. Non mancherà in un futuro prossimo la sua stesura nella versione finale per condividerlo con voi.

Primo convento domenicano di Lisbona, fondato nel 1241 per volere di D. Sancho II. Fu in questa chiesa che cominciò une degli episodi piì neri della storia della città: il massacro degli ebrei nel 1506.

Oggi, il suo largo, È luogo d’incontro di parte della popolazione africana che ancora vive in città. Passato e presente che si mescolano tra le folle dei turisti che cercano di assorbire qualche informazione dalle loro guide.

Lisbona, una giornata a RossioFoto: Arquivo de Lisboa

Protagonista di diverse fasi di distruzione e ricostruzione, ha perso quasi compeltamente la sua veste medievale. L’antica Igreja de São Domingos era localizzata vicino l’eremo di Nossa Senhora da Escada, conosciuta anche come Nossa Senhora da Corredoura.

Lisbona, una giornata a RossioMatrimonio di D. Luís I e D. Maria Pia nel 1862

Il terremoto del 1531 la distrugge in parte ma quello del 1755 la fa crollare quasi completamente. Si salvano solo la sacrestia e la cappella maggiore volute da D. João V opere dell’architetto João Frederico Ludovice, lo stesso che progettò il convento de Mafra.

Non voglio svelarvi perché oggi si presenta come vedete nella foto in basso, per scoprire le altre curiosità sulla chiesa dovrete prenotare uno dei mie tour privati a Lisbona.

Lisbona, una giornata a Rossio

Siamo giunti ai saluti e con essi alla promessa di scrivere per voi un articolo dedicato alla vicina Piazza da Figueira, il mio tributo alla Marchesini. A presto, o per meglio dire, até logo!

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